“I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto.
Sull’orlo della nostra fossa
il mondo è rimasto seduto.
Ragazza non dire a mia madre
che io morirò questa sera;
ma dille che vado in montagna
a che tornerò in primavera”P.F. Pingitore, Avanti ragazzi di Budapest
Indice
- Introduzione
- Itinerario riassuntivo (con mappe)
- Day 0: Arrivo a Budapest e città by night
- Day 1: Quartiere del Castello, Ponte delle Catene e terme Széchenyi
- Day 2: Cittadella, Terme Gellert, Mercato centrale
- Day 3: Parlamento, Isola Margherita e Quartiere ebraico
- Conclusioni
Introduzione
I versi con cui vi introduco al mio racconto di viaggio nella capitale ungherese sintetizzano piuttosto bene la storia recente che ha contribuito a plasmare la città e i suoi abitanti. Una storia caratterizzata, fra le altre cose, dall’oppressione dei totalitarismi, prima di colore nero e successivamente di colore rosso (i versi introduttivi sono tratti da una canzone scritta in memoria della repressione nel sangue della rivolta d’Ungheria del 1956, ad opera dei carri sovietici). Una storia di sofferenza, i cui strascichi sembrano essere ancora presenti nella popolazione, che ha saputo ricostruire la città rendendola una metropoli globale moderna e affascinante.
Budapest è attraversata dal Danubio, che la divide letteralmente in due parti, ovvero Buda e Pest. In maniera simile a quanto accade in altre città dell’est europeo, come Cracovia e Praga, la città si dispone quindi sui due lati del fiume, con una città alta (Buda), dalla morfologia collinare e in cui ha sede il Castello, e una città bassa (Pest), dalla morfologia più pianeggiante.
Una delle peculiarità della città, che spesso rappresenta uno dei motivi principali che invogliano i turisti a recarvisi, sono le sorgenti termali, tanto che Budapest è conosciuta anche come la città delle terme. Molti bagni hanno una storia secolare, e sono molto interessanti anche a livello architettonico e artistico.
Sono stato a Budapest due volte a distanza di qualche anno, riuscendo a visitare piuttosto bene i diversi quartieri della città. In questo articolo, racconterò prevalentemente la mia esperienza più recente, distribuita in 3 giorni.
Itinerario riassuntivo (con mappe)
Nell’ottica di intervallare la visita della città a momenti di meritato relax, ho suddiviso le giornate in una parte più stancante, dedicata alla visita delle attrazioni di interesse principali, e in un’altra di rifocillamento con bagno alle terme. Il primo giorno è dedicato alla visita del quartiere del Castello, del Bastione dei Pescatori e della Basilica di Santo Stefano nella prima parte della giornata, e al bagno alle terme Széchenyi nella seconda, con relativa visita della Piazza degli Eroi e del Castello Vajdahunyad, ubicati nei dintorni dei bagni. L’itinerario del secondo giorno è incentrato sulla visita della Cittadella e della zona del mercato, e il momento relax ai Bagni Gellert. Il terzo e ultimo giorno è dedicato alla visita del Parlamento, dell’Isola Margherita e del Quartiere ebraico, quest’ultimo da tenere come tappa finale per raggiungere più facilmente l’aeroporto.
In tabella il riassunto delle tappe, integrato dalle mappe (percorsi fattibili a piedi).
| Day | Attrazioni | Mappa |
|---|---|---|
| 0 | Arrivo a Budapest e città by night | Budapest by night |
| 1 | Palazzo Gresham, Ponte delle Catene, Quartiere del Castello, Bastione dei Pescatori, Basilica di S. Stefano, terme Széchenyi | Quartiere del Castello e Bastione dei Pescatori Terme Széchenyi |
| 2 | Cittadella, Mercato centrale, terme Gellert | Cittadella e Mercato centrale |
| 3 | Quartiere del Parlamento e Isola Margherita, Quartiere ebraico | Parlamento e Isola Margherita Quartiere ebraico |
Day 0: Arrivo a Budapest e città by night
Atterriamo all’aeroporto internazionale Ferenc Liszt (BUD) di Budapest in serata e, tramite un semplice autobus della linea 100E, arriviamo direttamente in centro. L’autobus ci lascia a Deak Ferenc Ter, raggiungiamo poi il nostro alloggio, situato nei pressi della Basilica di S. Stefano, con una breve passeggiata. È all’incirca ora di cena, la Basilica è chiusa, ma in compenso riusciamo a vederla un po’ illuminata.

Dopo aver mangiato un boccone, camminiamo fino al Parlamento. Naturalmente anche il Parlamento è chiuso, ma a noi interessa principalmente l’esterno, con le sue bellissime illuminazioni.



Proseguiamo la passeggiata affacciandoci sul Danubio. Restiamo sul lato del Parlamento e troviamo dopo qualche metro la famosa installazione artistica delle Scarpe sulla riva del Danubio, memoriale dell’Olocausto di recente realizzazione, opera del regista Can Togay e dello scultore Gyula Pauer. Intravediamo sul lato opposto del fiume anche il Castello di Buda e il Bastione dei Pescatori, entrambi ben illuminati.


Chiudiamo la nostra passeggiata arrivando al Ponte delle Catene, uno dei simboli più rinomati della città, prima di rientrare al nostro alloggio e prepararci al giorno successivo. Per il giro completo impieghiamo un’oretta abbondante.

Day 1: Quartiere del Castello, Ponte delle Catene e terme Széchenyi
Iniziamo la nostra giornata dirigendoci direttamente verso il Ponte delle Catene, da cui parte la strada che ci porterà al Castello. Prima di oltrepassare il ponte, visitiamo esternamente il Palazzo Gresham, edificio esempio di Art Nouveau che deve il suo nome alla Gresham Life Assurance Society, che ne acquisì la proprietà agli inizi del ‘900.

Oltrepassiamo quindi il Ponte delle Catene, non senza avere scattato prima qualche foto di rito da tutte le possibili angolazioni.

Arriviamo successivamente alla Funicolare, da cui iniziamo la salita che ci porta al Castello di Buda. Vale la pena sottolineare che, se si vuole raggiungere il Castello direttamente con la Funicolare, conviene arrivare presto al mattino, onde evitare le file interminabili. Naturalmente la funicolare è a pagamento, il costo a/r è di 4000 Ft (poco meno di 10€). Salendo invece a piedi, impieghiamo una mezz’oretta abbondante.
Il Castello di Buda è un complesso piuttosto grande che nel corso dei secoli ha attraversato una storia tumultuosa, venendo distrutto (o semidistrutto) più volte. La sua attuale forma è conseguente all’ultima ricostruzione, iniziata nel 1950. Il castello è diviso in diverse ali, che si articolano intorno al Cortile del Leone. Il cortile, così come i giardini, sono aperti gratuitamente al pubblico e visitabili 24 ore su 24. Il Castello è anche sede del Museo storico di Budapest, della Galleria Nazionale e della Biblioteca Nazionale, tutte ubicate intorno al cortile, che sono invece visitabili a pagamento (biglietti acquistabili in loco) generalmente dalle 10 alle 18, tranne di lunedì (giorno di chiusura). Il cortile si affaccia sul Danubio, offrendo una vista spettacolare della città, in particolare sul Ponte delle Catene, ma è possibile scorgere in lontananza anche il Parlamento.



Terminata la visita del Castello, procediamo verso il Bastione dei Pescatori, raggiungibile a piedi in pochissimi minuti. Il Bastione dei Pescatori è la parte della città che preferisco. Il suo nome deriva dalla corporazione di pescatori che aveva il compito di difendere le mura cittadine in quel tratto durante il Medioevo, ed è composto da 7 torri, che rappresentano le 7 tribù magiare insediatesi nel bacino dei Carpazi nello stesso periodo storico. Conviene visitare il Bastione di mattina presto, le folle iniziano ad arrivare rapidamente. Anche la vista dal Bastione è assolutamente meritevole, col Parlamento che si intravede più da vicino.


Un punto di assoluto interesse situato accanto al Bastione dei Pescatori è la Chiesa del Mattia, così chiamata non in onore del Santo omonimo, ma di re Mattia Corvino. Oltre ad essere molto apprezzabile esternamente, la chiesa è bellissima anche all’interno, per visitare il quale è necessario acquistare un biglietto in loco, oppure online sul sito della Chiesa di Mattia. Il costo del biglietto base per gli adulti è di 2900 Ft (circa 7€).









Dopo la visita della Chiesa di Mattia, riscendiamo giù dalla collina per dirigerci verso il punto panoramico più famoso della città, che offre una bellissima vista sul Parlamento. Prima di arrivare al punto panoramico, passiamo dalla chiesa calvinista di Buda, la cui facciata è visibile anche dal lato opposto del Danubio. Internamente non è granchè, ma dall’esterno merita sicuramente una pausa fotografica.

A questo punto arriviamo finalmente al punto panoramico, per osservare la facciata del Parlamento in tutto il suo splendore. Nonostante si tratti di un punto molto Instagrammabile, non c’è poi così tanta gente.

E’ già passata una buona metà della giornata, quindi una bella pausa pranzo è più che meritata. Decidiamo però di mangiare qualcosa nella zona della Basilica di Santo Stefano, nostra tappa successiva, che raggiungiamo comodamente con i mezzi pubblici, essendo questa non vicinissima, oltre che dalla parte opposta del Danubio rispetto a quella in cui siamo. L’idea di inserire la visita della basilica a questo punto dell’itinerario è dovuta anche al fatto che si trova a metà strada fra il punto panoramico in cui ci troviamo e i bagni Széchenyi, dove andremo a rilassarci per tutto il pomeriggio, fino alle ore serali.
La Basilica di Santo Stefano è così chiamata in onore del fondatore e primo re del Regno d’Ungheria durante il Medioevo, proclamato santo alla sua morte. La costruzione della Basilica è invece recente, venne terminata infatti nei primi anni del 1900. La Basilica è molto imponente, e internamente imperdibile. Il biglietto base per un adulto, acquistabile in loco oppure online sul sito della Basilica di Santo Stefano, costa 2400 Ft (poco meno di 6€), ma per una congiuntura astrale favorevole becchiamo un giorno in cui la visita è gratuita.



Terminata la visita alla basilica, ci dirigiamo verso le terme, ancora una volta usando la metro. Scendiamo alla fermata della Piazza degli Eroi, situata a pochi minuti a piedi dalle terme. La piazza ospita il Monumento del Millenario e la Pietra Memoriale degli Eroi della Prima Guerra Mondiale nella sua parte centrale, mentre sui lati del monumento sono presenti il Museo delle belle Arti e la Galleria d’Arte Műcsarnok.


Accanto alla Piazza degli Eroi si trova anche il Parco cittadino, che ospita il Castello Vajdahunyad, costruito agli inizi del ‘900.





Visitiamo solo la parte esterna del castello, al termine ci dirigiamo finalmente verso le terme Széchenyi, dove ci rilassiamo fino a ora di cena. Le terme sono le più grandi della città e hanno un costo giornaliero variabile fra gli 11000 e i 13500 Ft (ovvero fra circa 26 e 32€), in base al giorno scelto. I biglietti possono essere acquistati in loco oppure online sul sito dei Bagni Széchenyi.
I bagni hanno sia una parte interna che una parte esterna, più gettonata. Essendo le più grandi e famose della città, aspettatevi molta gente.



Dopo il nostro bagno caldo e rilassante, durante il quale ascoltiamo anche la conversazione di alcuni ragazzi che si lamentavano del costo eccessivo delle prostitute ungheresi (magari a qualcuno potrebbe interessare…), ritorniamo con la metro al punto panoramico sul Parlamento, per poterlo vedere illuminato (nota: le luci del Parlamento restano accese fino alle 22 nei giorni feriali e fino alle 23 nei weekend). Lo spettacolo è davvero suggestivo.

Chiudiamo infine con una bella cenetta tipica a base di Goulash, prima di rientrare al nostro alloggio, soddisfattissimi della giornata.
Day 2: Cittadella, Terme Gellert, Mercato centrale
La nostra giornata inizia con una visita dei dintorni della Basilica di S. Stefano. In questa parte della città è situata la Piazza della Libertà, che contiene nel suo perimetro due controversi monumenti. Il primo è Monumento in memoria dell’occupazione nazista, voluto dal governo ungherese nel 2014, ma interpretato dagli oppositori come volontà del governo stesso di cancellare in realtà il ricordo dell’alleanza fra Hitler e il governo dell’epoca, che collaborò alle deportazioni.

Il secondo è il Monumento in memoria dei soldati dell’Armata Rossa, che da un lato ricorda la liberazione della città dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma dall’altro evoca il ricordo del regime comunista, protagonista anche in Ungheria di atti sanguinari e liberticidi. Una curiosità del monumento è la sua ubicazione vicino all’ambasciata statunitense, che per una sorta di protesta gli fece costruire accanto nel 2011 una statua di Ronald Reagan, presidente fortemente antisovietico fra i protagonisti della caduta del Muro di Berlino.

Successivamente, oltrepassiamo nuovamente il Ponte delle Catene per dirigerci sulla riva opposta del Danubio. Passiamo dal Várkert Bazár, edificio risalente al XIX secolo e immaginato inizialmente dai reali della città come piccolo centro per il commercio e il divertimento. Divenuto di recente Patrimonio Mondiale dell’Unesco, oggi rappresenta un piccolo centro culturale, con negozi, locali e mostre, posizionati nei dintorni dell’edificio.



Proseguiamo la nostra passeggiata lungo il Danubio, la tappa di nostro maggiore interesse è la Cittadella, situata in cima alla collina Gellert. Poiché abbiamo un po’ di tempo a disposizione, decidiamo di salire a piedi, prendendoci il tempo necessario anche per ammirare la città dall’alto lungo la strada (alternativamente, è possibile arrivare in autobus fino ai pressi dell’ingresso).



La costruzione della Cittadella risale alla Rivoluzione ungherese del 1848, per volere dell’Imperatore austriaco Giuseppe I a scopo di controllo e deterrenza. L’architettura della Cittadella è molto imponente, nella sua parte centrale si trova l’enorme statua della Libertà, alta 14 metri, oggi testimonianza della storia turbolenta di Budapest.



Ai piedi della collina Gellert è infine situata una piccola chiesa rupestre, ispirata al Santuario della Madonna di Lourdes.


È trascorsa già una buona metà della giornata al termine della visita della Cittadella, quindi meritiamo un pranzo degno, che consumiamo nei dintorni con assoluta calma. Dopo esserci rifocillati, ci dirigiamo verso i Bagni Gellert, a cui dedichiamo la seconda metà della giornata, all’incirca fino all’orario di chiusura, ovvero le 19. I biglietti possono essere acquistati sul posto, oppure online sul sito dei Bagni Gellert, il costo è identico a quello dei Bagni Széchenyi. Rispetto a questi ultimi, i Bagni Gellert sono più piccoli, ma anche leggermente meno affollati (sebbene nei weekend si veda comunque tanta gente) e per la mia esperienza anche tenuti meglio, oltre che esteticamente più apprezzabili. In alternativa, si può optare anche per i Bagni Rudas, situati nelle vicinanze. Gli orari di apertura e i costi sono simili.


Dopo il meritato relax, ritorniamo sul lato opposto del Danubio per un giro nel quartiere del Mercato e sulla via Vaci, strada rinomata per la presenza di locali e negozi. In questa zona si trova anche il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Sono già le ore serali, in giro c’è poca gente e ne approfittiamo per mangiare un boccone.



Chiudiamo la giornata con una nuova passeggiata lungo il Danubio. Segnalo la presenza della famosa Statua della Piccola Principessa più o meno a metà strada fra il Ponte Elisabetta e il Ponte delle Catene, con una suggestiva vista sul Castello di Buda.

Day 3: Parlamento, Isola Margherita e Quartiere ebraico
Abbiamo a disposizione mezza giornata abbondante prima di prendere il nostro volo, previsto nel tardo pomeriggio. Il momento principale della giornata è la visita al Parlamento, che vogliamo rivedere con la luce del giorno. Ci incamminiamo quindi dalla Basilica di S. Stefano, arrivando a destinazione in pochi minuti. Sebbene le tenebre che ci hanno accompagnato nella nostra visita serale al nostro arrivo rendano l’atmosfera più suggestiva, anche il sole offre uno spettacolo decisamente niente male.



Il Parlamento può essere visitato anche internamente, con guida o audioguida, disponibile in diverse lingue (fra cui l’italiano). La visita dura 45 minuti. Il prezzo del biglietto per un adulto è di 6500 Ft (poco meno di 16€), i biglietti possono essere acquistati anche online su questo sito. Trovate poi una gallery esaustiva di cosa vedere internamente sul sito del Parlamento.
Proseguiamo a piedi in direzione nord, fino ad arrivare al Ponte Margherita, punto di accesso per l’Isola Margherita, che deve il suo nome alla Santa omonima vissuta in Ungheria durante il Medioevo. Lungo la strada, incontriamo la Statua di Imre Nagy, primo Ministro ungherese e ed Eroe della Rivoluzione che guidò la protesta contro il regime Comunista, prima di essere giustiziato. Dal Ponte si vede anche un bellissimo scorcio sul Danubio.


L’isola Margherita è un isolotto in mezzo al Danubio di forma ovale, lunga poco meno di 3 km e larga poco più di 500 metri. È un luogo abbastanza lontano dal caos cittadino, sebbene in estate possa diventare piuttosto affollato. All’entrata dell’isola, venendo dal Ponte Margherita, è presente il Memoriale del Centenario dell’unificazione, immerso nel verde.


Fra gli altri punti di interesse, sono da menzionare il Giardino giapponese, il Pozzo e la Fontana musicale, la Water tower (un serbatoio idrico), il Giardino delle Rose, la Cappella di San Michele e i ruderi del Convento Domenicano e della Chiesa francescana.






Sull’isola sono presenti anche servizi, bar e piccoli ristoranti. La visita dell’Isola Margherita prende un paio d’ore abbondanti. Al termine, ritorniamo a recuperare i nostri bagagli al nostro alloggio, che raggiungiamo comodamente con i mezzi pubblici, prendendo l’autobus all’uscita dell’isola, situata al vertice opposto rispetto all’ingresso, vicino il Pozzo Musicale.
Terminiamo la visita della città col Quartiere ebraico. L’attrazione principale è la Grande Sinagoga, la più grande d’Europa e seconda per dimensione nel mondo solo a quella di Gerusalemme. L’ingresso costa 13000 Ft (circa 31€), ma onestamente vi suggerisco di risparmiare il vostro vile danaro, dal mio punto di vista non è assolutamente imperdibile (io fortunatamente l’avevo visitata nel mio primo viaggio, quando l’ingresso costava la metà, e comunque già in quel caso me ero pentito). Se invece siete masochisti e volete comunque togliervi lo sfizio, potete acquistare i biglietti anche online sul sito della Grande Sinagoga.

Attorno alla Grande Sinagoga, sono presenti il Cimitero Ebraico, il Museo dell’Olocausto, il Tempio degli Eroi e il Memoriale Raoul Wallenberg, un monumento a forma di salice piangente che ricorda gli ebrei ungheresi uccisi dai nazisti (sulle foglie sono scolpiti i nomi delle vittime).

Sono presenti poi altre due sinagoghe, che non abbiamo visitato internamente, ovvero la Sinagoga Rumbach e Kazinczy, la prima risalente alla fine dell’800 e la seconda ai primi del ‘900. L’ingresso è a pagamento, il prezzo dovrebbe essere intorno ai 10€ per entrambe.


Ultima chicca da menzionare è la Street Art, che comprende diversi murales, alcuni piuttosto grandi, come quello in onore della nazionale ungherese di calcio guidata da Ferenc Puskas, noto agli amanti dello sport non solo per la sua immensa tecnica, ma anche per aver fatto notare che “chi ha i soldi li spende, chi non li ha sta a guardare”.

Terminata la visita del Quartiere ebraico ci dirigiamo in aeroporto, prendendo il solito bus 100E vicino la Grande Sinagoga.
Conclusioni
Budapest è una delle città europee che ho apprezzato maggiormente. Non è enorme, ma c’è davvero tanto da vedere. L’itinerario descritto in questo articolo dovrebbe dare una buona idea delle attrazioni principali da visitare, distribuendo il tempo in 3 giorni. Avendo a disposizione meno tempo, taglierei sulla zona del Mercato Centrale, a mio avviso non troppo entusiasmante, accorcerei la visita della Cittadella, usufruendo dei mezzi per arrivare in cima, ed eliminerei a malincuore uno dei bagni alle terme. Non mi ha entusiasmato particolarmente anche il Quartiere ebraico, ma se si ha tempo si può inserire alla fine dell’itinerario (come suggerito in questo articolo), vista la comoda connessione con l’aeroporto.
Dovendo stilare la mia personalissima classifica sui luoghi della città da non perdere, direi:
- Bastione dei Pescatori
- Parlamento (soprattutto di sera)
- Basilica di S. Stefano
Nota costi: sebbene sia lontano il ricordo del mio primo viaggio a Budapest, in cui avevo preso un intero enorme appartamento vicinissimo al Parlamento per 25€ a notte, la città rimane una meta abbastanza economica in termini di sistemazioni, cibo e servizi. A parte il costo dell’ingresso alla Grande Sinagoga, a mio avviso assolutamente sproporzionato per quello che offre.
