“Pesca, forza, tira, pescatore
Pesca, non ti fermare
Poco pesce nella rete
Lunghi giorni in mezzo al mare
Mare che non ti ha mai dato tanto
Mare che fa bestemmiare
E si placa e tace senza resa
E ti aspetta per ricominciare.”
P. Bertoli, Pescatore
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Transfer Omahdoo-Malè-Kamahdoo e house reef
- Day 2: Escursione sandbank remota
- Day 3: Escursione nell’atollo di Lhaviyani
- Day 4: Relax alla bikini beach
- Day 5: Escursione all’isola deserta e pesca maldiviana
- Conclusioni
Introduzione
Riprendiamo dalla fine. Maldive, terza e ultima isola dei pescatori. Siamo a Kamahdoo, nell’atollo di Baa, in cui siamo approdati con un po’ di fatica, che ci aspettiamo sarà però ripagata senza troppi disagi. L’atollo di Baa è stato il primo che avevo puntato quando ho iniziato a pianificare il mio viaggio nelle Maldive, avendone sentito parlare come uno degli atolli complessivamente più incantevoli fra i 26 di cui le Maldive sono costituite.
Oltre a questo aspetto, i motivi per cui abbiamo inserito l’Atollo di Baa nel nostro itinerario sono essenzialmente due:
- La possibilità di raggiungere le isole tramite speedboat, nonostante la distanza da Malè. Nell’ottica di visitare un atollo sufficientemente lontano dalla capitale, quello di Baa è uno dei più distanti raggiungibili senza ricorrere all’idrovolante, mezzo di trasporto che volevamo evitare a causa dei costi elevati. Considerando che abbiamo visto piuttosto bene lo spettacolo della barriera corallina dall’alto durante il nostro volo internazionale, tornando indietro non ci siamo minimamente pentiti della scelta.
- La speranza di visitare Hanifaru Bay, parco marino fra i più importanti delle Maldive, pur nella consapevolezza di essere borderline con il periodo giusto per avvistare la fauna acquatica (essenzialmente squali balena e mante). Il nostro viaggio nell’atollo di Baa si è svolto infatti nei primi giorni di maggio, mentre la stagione degli avvistamenti inizia alla fine dello stesso mese, protraendosi fino a novembre. Non si trattava comunque di un must, considerando che avevamo pianificato escursioni con squali balena e mante a Dhigurah.
La scelta di soggiornare a Kamahdoo è stata legata al fatto che si tratta di una delle isole più a nord dell’atollo (quindi più lontana da Malè), con due conseguenze dirette. La prima è lo splendido house reef, di cui avevo letto in alcune recensioni delle strutture presenti sull’isola; La seconda, la vicinanza agli atolli di Raa e Lhaviyani, nella speranza di poter organizzare un’escursione per poterli visitare. Nel seguito dell’articolo, scoprirete com’è andata a finire.
Itinerario in breve
Abbiamo soggiornato a Kamahdoo per 5 giorni e altrettante notti. Non ripercorro la storia travagliata degli alloggi che abbiamo prenotato e cancellato, limitandomi a dire che alla fine abbiamo scelto l’Ithaa Inn, struttura di nuovissima costruzione (aperta solo due mesi prima del nostro arrivo), nella quale ci siamo trovati molto bene. In più, le escursioni organizzate con loro sono le più economiche che ho trovato, a parità di destinazione.
L’Ithaa Inn è stata peraltro anche l’unica struttura, fra quelle consultate, che ci aveva prospettato la possibilità di visitare gli atolli vicini. Poiché avevamo visto sufficiente fauna acquatica a Dhigurah e Omahdoo, il nostro interesse era legato maggiormente a sandbank e isole deserte, di cui abbiamo visitato un campione significativo. Di seguito la suddivisione delle nostre giornate, che dettaglierò nei prossimi paragrafi. Spoiler: Hanifaru bay era visitabile, ma ancora povera di fauna acquatica, per cui, seguendo il suggerimento del nostro diving center di fiducia, abbiamo evitato l’escursione apposita.
| Day | Attività |
|---|---|
| 1 | Transfer Omahdoo-Malè-Kamahdoo + house reef |
| 2 | Escursione sandbank remota |
| 3 | Escursione atollo di Lhaviyani |
| 4 | Relax bikini beach |
| 5 | Escursione isola deserta e pesca maldiviana |
| 6 | Transfer Kamahdoo-Malè e volo di rientro |
Day 1: Transfer Omahdoo-Malè-Kamahdoo e house reef
Il primo giorno della nostra avventura nell’atollo di Baa è dedicato prevalentemente al transfer fino a Kamahdoo, che è stato più lungo del previsto. Partiamo alle 7 da Omahdoo, arrivando a Malè intorno alle 8:30. La nostra speedboat per Kamahdoo, tuttavia, è in programma per le 12:45, per cui attendiamo in aeroporto. Vale la pena sottolineare che, in un transfer simile, è importante specificare che si vuole partire dall’aeroporto. Infatti, chiedere semplicemente di organizzare la speedboat da Malè significa chiedere di partire dal porto della capitale, che non coincide con quello situato fuori dall’aeroporto. Il costo della speedboat da Malè a Kamahdoo è di 65 USD a persona.
Scopriamo durante il tragitto in mare che la nostra speedboat non è diretta a Kamahdoo, ma prevede un cambio a Dharavandhoo, un’isola non molto distante. Inoltre, una volta entrati nell’atollo di Baa, sono previste diverse fermate. Per questi motivi, il nostro viaggio da Malè a Kamahdoo dura complessivamente circa 3 ore. Fortunatamente, non sarà così al ritorno.
Arriviamo quindi a metà pomeriggio sull’isola, venendo accolti dallo staff dell’Ithaa Inn. Un altro vantaggio della struttura è che si tratta di una delle più vicine alla bikini beach, raggiungibile a piedi davvero in 2 minuti. La spiaggia è molto bella, ma vista l’ora i colori non sono visibili al top, quindi rimando il servizio fotografico ai giorni successivi, buttandomi subito in acqua per un primo assaggio dell’house reef. I coralli sono bellissimi e ben conservati, la visibilità è ottima, anche perché essi sono piuttosto vicini alla superficie. Fra gli house reef sperimentati alle Maldive, quello di Kamahdoo vince a mani basse la medaglia d’oro.



Dopo un po’ di snorkeling, torniamo alla nostra guest house e ceniamo in un ristorante che ci consigliano. Prenotiamo infine l’escursione per il giorno successivo.
Day 2: Escursione sandbank remota
Il proprietario della nostra guest house ci accompagna al porto intorno alle 8. Partiamo con un piccolo motoscafo, siamo solo in due, più lo skipper e una guida. Il costo dell’escursione è di 55 USD a persona. Mentre ci dirigiamo a destinazione, ci imbattiamo in un branco folto di delfini. Nonostante nell’escursione non fosse previsto il loro avvistamento, mi viene concesso di tuffarmi per vederli in acqua. A differenza di quanto accaduto a Dhigurah sono infatti davvero vicinissimi e sarebbe un peccato sprecare l’occasione. Faccio questa precisazione perché normalmente per l’avvistamento dei delfini sarebbe prevista un’escursione ad hoc, quindi in questo caso è come se avessimo fatto due escursioni al prezzo di una. Prima di tuffarci, osserviamo i delfini nuotare accanto alla nostra barca, davvero sensazionale.



Dopo questa bellissima esperienza, arriviamo alla sandbank, che è in realtà un’isola deserta con una lunga lingua di sabbia incorporata. Il mare qui è favoloso, in più i coralli sono piuttosto in superficie e la visibilità è pazzesca. È qui che, senza dubbio, abbiamo fatto lo snorkeling migliore di tutto il viaggio alle Maldive.





Anche la sandbank è stupenda, con una lingua di sabbia bianca piuttosto lunga e dei colori incredibili, che passano gradualmente dal blu dell’oceano all’azzurro abbagliante nei pressi del bagnasciuga.





Purtroppo, non si può dire che in generale l’isola sia ben tenuta, anzi direi proprio che si possa affermare il contrario. L’isola è infatti piena di immondizia, con plastica sparsa un po’ ovunque. Le guide ci hanno detto che ciò è dovuto al fatto che, essendo l’isola disabitata, nessuno si cura di dare una pulita, per cui l’immondizia trascinata dall’acqua resta sulla terraferma. Davvero un peccato.
Dopo la visita alla sandbank ritorniamo a Kamahdoo, in tempo per un altro po’ di snorkeling alla bikini beach. In serata, passiamo da un diving center presente sull’isola, segnalatoci dalla nostra guest house, per organizzare l’escursione del giorno successivo.
Day 3: Escursione nell’atollo di Lhaviyani
Una delle attività che ci eravamo prefissati di fare era la visita di uno degli atolli più lontani da Malè. Da Kamahdoo, è possibile raggiungere sia l’atollo di Raa che quello di Lhaviyani. Sotto suggerimento del diving center, optiamo per visitare il secondo. L’atollo di Lhaviyani è considerato uno dei più belli delle Maldive, non a caso soggiornare lì costa un rene.
Partiamo intorno alle 7, in quanto l’atollo è comunque abbastanza distante. L’escursione prevede 3 spot, di cui 2 da dedicare allo snorkeling e il terzo alla visita di un’isola deserta, con sandbank annessa. Il costo totale che concordiamo col diving center è di 150 USD a persona. Durante il tragitto verso il primo spot, ci imbattiamo in un gruppo nutrito di capodogli. Secondo le nostre guide, il loro avvistamento è un evento più unico che raro, quindi dobbiamo ritenerci davvero fortunati. I capodogli nuotano vicinissimi alla nostra barca, la voglia di buttarmi in acqua è elevata, tuttavia le guide mi sconsigliano vivamente di farlo perché potrebbe essere rischioso.

Il mare nel frattempo è una tavola, talmente piatto da creare dei riflessi meravigliosi con le poche nuvole presenti.


Arriviamo al primo spot dopo circa 45 minuti di tragitto. Lo spot è situato vicino un resort, al quale non possiamo accedere. Il reef è piuttosto ricco, vediamo infatti una decina di tartarughe e diversi squali di barriera, questi ultimi purtroppo sempre a una distanza considerevole. Il secondo reef, a cui arriviamo poco dopo, è invece vicino alla sandbank che visitiamo. Non vediamo squali o tartarughe, ma una discreta vita marina. Entrambi gli spot, comunque, ci entusiasmano meno di quelli visti nell’atollo di Baa.

Dopo lo snorkeling nei due reef, è il turno dell’isola deserta con sandbank annessa. Il cielo inizia un po’ ad annuvolarsi, tuttavia riusciamo ad apprezzare piuttosto bene i colori paradisiaci del mare, che fanno da sfondo a un paesaggio diverso rispetto a quanto visto negli altri atolli, ma altrettanto meritevole.



Anche su quest’isola, purtroppo, troviamo molta immondizia. Rimane confermata la nostra percezione della scarsa cura dell’ambiente, riscontrata anche altrove nelle Maldive.
Restiamo sull’isola per un’oretta e mezza, vorremmo andare a visitare altro, ma un diluvio improvviso non ci permette di muoverci. Rientriamo infine a Kamahdoo intorno a ora di pranzo, e dedichiamo la seconda metà del pomeriggio ancora una volta alla bikini beach.
Day 4: Relax alla bikini beach
Poiché le condizioni meteo sono un po’ incerte, decidiamo di prenderci una giornata di relax alla bikini beach. La pioggia effettivamente arriva, ma dura poco (come accade normalmente nei mesi di alta stagione). Con il cielo schiarito, riusciamo a vedere bene i colori del mare, ancora una volta bellissimi. La medaglia d’oro per la bikini beach resta però a Omahdoo, fra quelle che abbiamo visitato.

Assistiamo infine dalla spiaggia a un bellissimo tramonto, anche in questo caso meno emozionante rispetto a quelli visti a Omahdoo, ma comunque più che meritevole.

Day 5: Escursione all’isola deserta e pesca maldiviana
È il nostro ultimo giorno a Kamahdoo, che coincide anche con l’ultimo del viaggio. La giornata inizia con un po’ di nuvole e pioggia, per cui decido di cancellare l’escursione programmata per visitare un’isola deserta vicina, che sarebbe costata 75 USD a persona. Intorno a ora di pranzo, però, inizio a pentirmene, infatti il cielo schiarisce e inizia a splendere il sole. Sono con un piede fuori dalla guest house per dirigermi alla bikini beach, quando ricevo un messaggio da parte del proprietario della struttura, che mi propone di andare all’isola deserta, visto che lui ha bisogno di passarci per andare a pesca. Gli rispondo affermativamente, per cui arriviamo insieme al porto e ci imbarchiamo sul suo piccolo motoscafo. Una volta saliti, mi dice che l’escursione la offre lui, e in più che mi avrebbe insegnato a pescare in stile maldiviano. Se non fossi insensibile credo mi sarei commosso, anche perché l’isola, che raggiungiamo in pochi minuti, mi fa spalancare gli occhi. I colori sono bellissimi, la spiaggia ha la solita sabbia bianchissima e nel frattempo le nuvole sono completamente andate via.



L’host mi accompagna a fare il giro dell’isola, attività che dura davvero pochissimi minuti, essendo questa molto piccola. Un’attrazione degna di nota è lo stagno presente in mezzo all’isola, circondato da una vegetazione folta e verdissima. Davvero un bel colpo d’occhio.

Prima di risalire sulla barca, l’host mi mostra il suo modo di pescare rudimentale ma efficace, riesce infatti a prendere qualcosa anche senza usare l’esca. Ritorniamo quindi a Kamahdoo, c’è il tempo per un ultimo saluto alla bikini beach e per vedere nuovamente il tramonto. Il giorno successivo, arriviamo tramite speedboat in aeroporto, stavolta senza fermate intermedie, in circa 2 ore (sempre al costo di 65 USD a persona).
Conclusioni
L’atollo di Baa ci ha regalato bellissime emozioni, è valsa sicuramente la pena prolungare il soggiorno per visitare questo angolo di paradiso. La scelta di Kamahdoo è stata a mio avviso felice, si tratta di un’isola che ci è sembrata davvero poco turistica (per la prima volta nella mia vita non ho incontrato neanche un turista italiano!), in più ci ha permesso di visitare un altro atollo vicino, con un’escursione che difficilmente avremmo potuto organizzare se fossimo rimasti più a sud.
Un altro aspetto che ci ha piacevolmente colpito è stata l’ospitalità degli abitanti, e in particolare quella della nostra guest house, che ci ha permesso di vivere un viaggio per molti versi veramente autentico. Col senno del poi, non cambierei nulla.
Dovendo scegliere i momenti migliori, oserei dire:
- L’isola deserta/sandbank remota nell’atollo di Baa, uno dei luoghi più belli che abbiamo visitato in tutto il viaggio, medaglia d’oro indiscussa per lo snorkeling
- Nuotare con i delfini, esperienza meravigliosa grazie al fatto di aver visto un branco molto nutrito a distanza ravvicinata
- L’isola deserta/sandbank nell’atollo di Lhaviyani, anch’esso fra i luoghi più incantevoli visti durante l’intero viaggio
In merito ai costi, a parte quanto già riportato, abbiamo speso 470 USD per 5 notti all’Ithaa Inn, prenotando tramite Booking. Per i pasti, le cifre sono nel range delle altre isole.
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