“I was eight years old
And running with a dime in my hand
To the bus stop to pick
Up a paper for my old man
I’d sit on his lap in that big old Buick
And steer as we drove through town
He’d tousle my hair
And say, “Son, take a good look around”
This is your hometown”My hometown, B. Springsteen
Indice
- Introduzione
- Itinerario ipotetico (12 giorni on the road)
- Day 1: Cosenza tirrenica: San Nicola Arcella, Santuario di Paola, Cosenza
- Day 2: Vibo Valentia – Pizzo e Briatico
- Day 3: Vibo Valentia – Zambrone e Parghelia
- Day 4: Vibo Valentia – Tropea e Santa Domenica di Ricadi
- Day 5: Vibo Valentia – Capo Vaticano
- Day 6: Scilla e Reggio Calabria
- Day 7: Reggio Calabria – Parco dell’Aspromonte
- Day 8: Catanzaro ionica – Soverato, Caminia, Copanello
- Day 9: Crotone – Le Castella, Spiagge rosse, Capo Colonna
- Day 10: Altopiano della Sila
- Day 11: Parco del Pollino, Morano, Gole del Raganello
- Day 12: Cosenza Ionica
- Conclusioni
Introduzione
Sebbene il materiale raccolto prima di aprire questo blog mi permetta di raccontare esperienze di viaggio un po’ in ogni continente, dedicherò la mia prima fatica alla Calabria, la mia terra di origine. Questo perché, anche se la mia passione per i viaggi mi ha portato (e spero continuerà a portarmi) fino alle mete più lontane da casa, le mie radici affonderanno sempre in un piccolo paese in collina che si chiama Rende, dove sono cresciuto e diventato la persona che tutto sommato sono contento di essere, nonostante valga sicuramente anche per me il detto secondo il quale, visto da vicino, nessuno di noi è normale. Ho affidato l’incipit di questo articolo ad uno dei miei musicisti preferiti, che nei versi di “My Hometown” racconta di un paese logorato dalla crisi economica e dall’insicurezza generale, che lo porta ad andare via da lì in cerca di migliori fortune. Una situazione simile a quella che vivono tanti calabresi, soprattutto fra i più giovani, costretti loro malgrado a fare i conti con un territorio troppo spesso abbandonato al suo destino. Si potrebbe parlare a lungo di ciò che rende la vita in Calabria non sempre facile, tuttavia vi risparmio elucubrazioni che esulano in generale dallo scopo di questo blog, per cui in questo articolo troverete solo qualche spunto su quanto di bello offra la mia terra, che sarà anche martoriata da tanti problemi, ma resta un luogo splendido e pieno di potenzialità inespresse.
Mi concentrerò quindi sulle bellezze del territorio, soffermandomi in particolare sulle attrazioni naturali, che a mio avviso rappresentano la parte più bella da visitare per chi arriva da fuori regione, proponendo un itinerario che potrebbe permettere di visitare un po’ di tutto in tempi ragionevoli. La Calabria possiede circa 800 km di costa ed è una delle poche regioni ad affacciarsi sia sul Mar Tirreno che sullo Ionio, offrendo paesaggi splendidi in entrambi i versanti, di cui proverò a indicare le località a mio parere più meritevoli. Accennerò qualcosa delle zone montuose, divise fra Pollino, Aspromonte e altopiano della Sila, e qualcuna delle tante attrazioni artistiche arroccate fra i vari paesi delle cinque province.
Non elencherò invece tutte le innumerevoli pietanze tipiche, non parlerò del motivo per cui il bergamotto cresce solo in Calabria, o del perchè per un calabrese che si rispetti la salsiccia non è commestibile se prodotta più a nord della Basilicata, né racconterò del calore delle persone e della loro naturale inclinazione all’accoglienza. Dirò solo che custodisco gelosamente i motivi per i quali, pur avendo ad oggi vissuto una buona metà della mia vita fuori dai confini regionali, i miei affetti più cari provengono quasi interamente da lì.
Itinerario ipotetico (12 giorni on the road)
Come accade un pò dappertutto, visitare bene la Calabria richiederebbe tanti ma tanti giorni, anche perché molte realtà più che viste andrebbero vissute, e per quello il tempo non è mai abbastanza. Con l’obiettivo sopracitato di dare qualche indicazione sulle località che ritengo per la mia esperienza maggiormente attrattive, nella speranza di non fare torto a nessuno, e provare a formulare un itinerario ipotetico per coloro che volessero esplorare le bellezze della regione attraverso un viaggio on the road, partirò dall’ipotesi di iniziare il viaggio dal confine fra la Calabria e la costa tirrenica della Basilicata, seguendo una traiettoria a ferro di cavallo con qualche deviazione verso l’interno, immaginando i trasferimenti fra le varie tappe in auto. Le strade calabresi sono infatti piuttosto note per i pessimi collegamenti, oltre che per il manto stradale non sempre ottimale. Ipotizzerò inoltre di riuscire a visitare due spiagge al giorno, di optare per escursioni facili o al limite di media difficoltà, e di usare in generale bene il tempo a disposizione, scegliendo strategicamente anche le località in cui pernottare. Di seguito la sintesi che seguirò come traccia per il mio racconto:
| Day | Zona | Attrazioni | km percorsi/ tempo tragitto | Notte |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Cosenza tirrenica | Praia e San Nicola Arcella, Santuario di Paola, Cosenza | 100/2h | Cosenza |
| 2 | Vibo Valentia | Pizzo (Piedigrotta), Briatico (Punta Safò) | 120/1h45m | Tropea |
| 3 | Vibo Valentia | Zambrone (Paradiso del Sub), Parghelia (Michelino) | 20/40m (a/r) | Tropea |
| 4 | Vibo Valentia | Tropea e Santa Domenica di Ricadi (baia di Riaci) | 10/20m (a/r) | Tropea |
| 5 | Vibo Valentia | Capo Vaticano (Praia i focu e Grotticelle) | 25/45m (a/r) | Tropea |
| 6 | Reggio Calabria | Scilla e Reggio Calabria (lungomare e museo dei Bronzi) | 115/1h45m | Scilla o Reggio C |
| 7 | Reggio Calabria | Parco dell’Aspromonte | 55/1h45m (a/r) | Reggio Calabria |
| 8 | Catanzaro ionica | Copanello, Caminia, Soverato | 190/2h15m | Soverato |
| 9 | Crotone | Le Castella, Spiagge rosse, Capo Colonna | 115/2h15m | Crotone |
| 10 | Cosenza | Parco Nazionale della Sila | 170/3h45m | Camigliatello |
| 11 | Cosenza | Morano, Parco del Pollino, Gole del Raganello | 130/2h | Morano o Civita |
| 12 | Cosenza ionica | Trebisacce, Roseto Capo Spulico | 85/1h20m | Roseto |
Nota: per questo post sulla Calabria (e solo in questo caso), alcune delle foto che vedrete sono state “rubate” da miei amici e familiari più o meno consapevoli del furto deliberato, non avendo il sottoscritto a disposizione materiale completo da pubblicare. Quando diventerò ricco e famoso, corrisponderò a tutti loro i miliardi di euro dovuti, è una promessa.
Day 1: Cosenza tirrenica: San Nicola Arcella, Santuario di Paola, Cosenza
Iniziando il nostro on the road dal confine fra Calabria e Basilicata sul versante tirrenico in direzione sud, la prima località degna di nota che incontriamo è Praia a Mare (CS), famosa per la presenza dell’Isola di Dino, un isolotto facilmente raggiungibile dalla riva della spiaggia principale. A Praia è presente anche una stazione ferroviaria collegata tramite treni interregionali (almeno fino a poco tempo fa lo era, ma in Calabria non si sa mai).

Decidiamo se fermarci per qualche ora, oppure incamminarci direttamente verso quella che personalmente ritengo sia la spiaggia più bella della provincia di Cosenza, ovvero l’Arcomagno di San Nicola Arcella, situata pochi chilometri a sud di Praia. La spiaggia si chiama così in virtù di un arco ricavato fra le rocce visibile a pochi metri dalla riva (arco di Enea). Per raggiungere la spiaggia, si deve percorrere un sentiero breve ma a tratti ripido, sotto il sole non è il massimo, ma ne vale assolutamente la pena. Recentemente, l’accesso è diventato a pagamento. La spiaggia è piccola e piuttosto ombreggiata, in alcuni casi si può anche avvertire un pò di freddo. Fino a poco tempo fa, si poteva arrivare anche via mare noleggiando un pedalò dalla spiaggia principale di San Nicola Arcella, ma adesso non è più consentito. Trattandosi della spiaggia clou della giornata, suggerisco di restare un po’ a rilassarsi.



Proseguendo lungo la costa, le località limitrofe sono a mio avviso meno spettacolari, fra le altre Santa Maria del Cedro e Diamante. Prima di arrivare a Santa Maria del Cedro, segnalo la possibilità di un’esperienza di rafting sul fiume Lao, raggiungibile attraverso una piccola deviazione verso l’entroterra. A Diamante, invece, suggerisco di fermarsi per un buon pasto a base di pesce, fra gli altri consiglio il ristorante L’Approdo (per alcuni più noto il suo vecchio nome Taverna del Pescatore). Continuando ulteriormente lungo la costa in direzione sud, le località marittime non sono onestamente troppo degne di essere esplorate. Vale la pena tuttavia prevedere una fermata al Santuario di San Francesco di Paola, facilmente raggiungibile dalla strada costiera. Paola ospita anche una delle stazioni ferroviarie principali della Calabria, quindi è relativamente semplice arrivare in treno da varie località, anche fuori regione. Come anticipato, non consiglio la spiaggia, come la maggior parte di quelle dei paesi limitrofi.

Terminata la visita al Santuario, dovrebbe restare ancora tempo per visitare la città di Cosenza, a circa 20 minuti di strada da Paola, deviando dalla strada costiera. Fra le principali attrazioni della città, è sicuramente da menzionare il Castello Svevo, ma in generale tutta la zona vecchia ha il suo fascino, segnalo fra le altre cose la piazza del Teatro Rendano e il Duomo. Un’altra opera di recente costruzione a cui i cosentini sono mediamente affezionati è il Ponte di Calatrava, il più alto d’Europa. Un importante critico d’arte ha avuto l’ardire di definire il centro storico di Cosenza come il più bello d’Italia. Obiettivamente, l’affermazione mi sembra molto forte, ma ciò non toglie che la città possa meritare una visita.
A Cosenza e dintorni si trovano diversi ottimi posti in cui mangiare. Un ristorante molto famoso per la cucina tipica è “A Cantina”, nella zona vecchia, fra le altre trattorie menziono anche “Il Paesello” e “Al vecchio Ulivo”. Famoso fra le altre cose per la vasta gamma di polpette è poi il ristorante “Dal cugino” in località Dipignano. Si trovano ottimi ristoranti anche a Rende, vicinissima a Cosenza, in cui potreste trovarvi se passate dall’Università della Calabria. Nella zona del centro storico, un ottimo locale è l’Hosteria de Mendoza, per piatti a base di cucina tipica. Nella zona più residenziale, invece, segnalo il ristorante Agorà per piatti a base di pesce, mentre se volete provare pietanze a base di carne alla griglia, BBQ, hamburger o altra roba simile in stile USA, consiglio l’ottimo Grill&Fry (non esagero dicendo che ho mangiato carne all’americana meglio lì che negli Stati Uniti!).





Day 2: Vibo Valentia – Pizzo e Briatico
Proseguendo con l’itinerario in direzione sud, si arriva in provincia di Catanzaro. Partendo da Paola conviene percorrere la strada costiera, da Cosenza invece è più comoda l’autostrada. Nella provincia di Catanzaro è importante segnalare la presenza dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, il principale aeroporto calabrese, sebbene piuttosto piccolo e collegato con pochi altri aeroporti, prevalentemente italiani. Come suggerisce il nome, a Lamezia sono presenti anche delle terme sufficientemente rinomate (terme Caronte). La costa catanzarese tirrenica non è a mio avviso particolarmente degna di nota, menziono solo la zona di Gizzeria in quanto piuttosto frequentata dai giovani, dal punto di vista paesaggistico però direi che non ruba il cuore, quindi al posto di un viaggiatore che vuole ottimizzare i tempi eviterei di prevedere soste in questa location. Procedendo ancora in direzione sud, si arriva in provincia di Vibo Valentia, che invece ospita le spiagge a mio parere più belle della Calabria. La prima località che merita una sosta è Pizzo, sia per le spiagge che per il paesino, che ospita fra l’altro il Castello di Murat, dal quale è possibile osservare anche dei bellissimi tramonti. Se si arriva da Cosenza, è consigliabile ancora percorrere l’autostrada.

La spiaggia di Pizzo che prediligo è quella di Piedigrotta, che ospita una piccola chiesetta in pietra in onore della Madonna omonima. La maggior parte delle volte la chiesa non è aperta al pubblico, diciamo che ci vuole un po’ di fortuna. La spiaggia si trova abbastanza vicino all’uscita dell’autostrada, per accedervi è necessario scendere da una breve scalinata.



Veniamo ora alla parte legata a Pizzo che preferisco, ovvero il tartufo. Trattasi di un gelato col cuore di cioccolato dal gusto magico, nella piazzetta principale si trovano diversi bar in cui poterlo richiedere. Naturalmente, meglio prenderlo da quelli che lo producono artigianalmente. Esistono anche diverse varianti, dalla Nocciola imbottita a quello al pistacchio, personalmente preferisco quello classico, ma in ogni caso consiglio vivamente di investire quei 5€ di media necessari per poterlo gustare. Ho assaggiato il tartufo in diversi locali, ho trovato quello che mi è piaciuto maggiormente al Bar “Dante”.

Seguendo ancora la strada verso sud si arriva a Briatico, località nella quale menziono la spiaggia di Punta Safò. Si tratta di una spiaggia abbastanza piccola, ma solitamente non affollatissima in cui si trova anche facilmente parcheggio, cosa assolutamente non banale soprattutto nei mesi più caldi. Per la sera, potrebbe convenire ritornare a Pizzo, vista la distanza esigua e la maggiore vivacità, oppure dirigersi verso Tropea, per essere più comodi per le tappe del giorno successivo. Vicino Pizzo, potete fermarvi a Vibo Marina per cena, fra gli altri suggerisco il ristorante Lapprodo (senza apostrofo).

Day 3: Vibo Valentia – Zambrone e Parghelia
Qualche chilometro più a sud di Briatico si trovano le spiagge più belle della costa, non a caso questo tratto viene chiamato Costa degli Dei (per maggiore precisione e soprattutto prima che qualcuno mi linci, la Costa degli Dei si estende in realtà da Pizzo a Nicotera). Venendo da Briatico o Pizzo, in ordine di apparizione troviamo la località S. Irene e soprattutto la Marina di Zambrone, in cui si trova la meravigliosa spiaggia del Paradiso del Sub, alla quale è possibile accedere seguendo un breve sentiero. La parte più difficile della visita è trovare parcheggio, conviene infatti andare molto presto, i posti scarseggiano anche a pagamento. Prima di arrivare alla spiaggia, è considerato reato non soffermarsi ad ammirarne il panorama. Suggerisco di restare sulla spiaggia per almeno mezza giornata.


A pochi minuti di strada da Zambrone, si trova un’altra delle perle più preziose della Calabria, ovvero la spiaggia di Michelino, località Parghelia. Anche in questo caso, la spiaggia è raggiungibile tramite un sentiero breve ma abbastanza ripido. Di solito si trova parcheggio, ma non direi esattamente con facilità. Mentre si scende per raggiungere la spiaggia, si osserva un bellissimo panorama dall’alto. Si racconta che qualcuno sia stato sbattuto in galera per non essersi soffermato a godere di cotanto splendore. La spiaggia merita sicuramente un lungo bagno, per cui spenderei qui la seconda parte della giornata, fino al tramonto.

Day 4: Vibo Valentia – Tropea e Santa Domenica di Ricadi
Proseguendo da Parghelia ancora un po’ verso sud, si giunge alla località balneare probabilmente più famosa della Calabria, ovvero Tropea (sì, quella della cipolla). Tropea è anche la località turisticamente più attrezzata della zona. Ospita anche un piccolo porto, dal quale, fra le altre, partono le escursioni giornaliere per le Isole Eolie. La spiaggia principale di Tropea è quella che si affaccia sul Santuario della Madonna (di Tropea, per l’appunto). Trovare parcheggio qui nei mesi di punta è più impossibile che difficile. Anche qui è presente un belvedere molto frequentato (che si trova in paese) per ammirare lo spettacolo dall’alto. Da Tropea si vede senza timore di smentita uno dei tramonti più belli d’Italia, col sole che si nasconde sullo sfondo del vulcano Stromboli, visibile dalla spiaggia.



Proseguendo ancora verso sud, un’altra località assolutamente degna di nota è Santa Domenica di Ricadi. La spiaggia più nota della zona è la Baia di Riaci, a cui si può accedere ancora una volta percorrendo un breve e ripido sentiero, ma sono presenti anche degli ascensori locati in prossimità di alcuni resort.

Altre spiagge vicino Baia di Riaci sono la spiaggia di Formicoli, la spiaggia di Zibbi e la spiaggia dell’Occhiale. Essendo vicinissima a Tropea, passerei lì la serata, anche per vedere il tramonto come menzionato poc’anzi.
Day 5: Vibo Valentia – Capo Vaticano
A pochi chilometri di distanza da Tropea e Santa Domenica di Ricadi si trova Capo Vaticano, altra località piuttosto rinomata in cui si trova la spiaggia di Grotticelle, inserita qualche anno fa fra le prime 15 più belle del mondo. Arrivare lì non è difficilissimo, in quanto l’accesso alla spiaggia è piuttosto vicino al parcheggio. Tuttavia, nei mesi di punta è proprio il parcheggio a costituire il limite principale, essendo infatti molto piccolo si riempie velocemente, e se non c’è posto conviene battere in ritirata. La spiaggia è bellissima, potrei anche raccontare simpatici aneddoti consumatisi lì, ma ve li risparmio. Se si ha il coraggio di passare meno di una giornata lì, merita una visita anche la spiaggia limitrofa di Praia i focu. Per la serata e il pernottamento, rientrerei ancora a Tropea, a Capo Vaticano di solito non c’è esattamente il Carnevale di Rio. Nota: a una decina di chilometri da Capo Vaticano si trova Spilinga, il paese di origine della ‘Nduja, prodotto tipico calabrese a base di carne grassa di maiale e peperoncino, che ti resta nel cuore, ma anche direttamente nelle arterie.




Day 6: Scilla e Reggio Calabria
Terminata la visita della Costa degli Dei, proseguendo ancora verso sud si arriva nella provincia di Reggio Calabria. Fra le prime località che si incontrano per strada, segnalo Palmi e Gioia Tauro, quest’ultima famosa non tanto per le spiagge, quanto per il porto, che è il più importante della Calabria. Nella zona di Reggio Calabria, la località balneare più conosciuta è sicuramente Scilla, che fra l’altro è anche un gran bel borgo. A Scilla è anche presente il Castello Ruffo, che fa da sfondo al bellissimo paesaggio. Fra le altre cose, ci sono anche degli ottimi ristoranti di pesce, anche se la pietanza più famosa, oltre che ignorante, è il panino col pesce spada.



A pochi chilometri da Scilla si trova Villa San Giovanni, località dalla quale partono i traghetti per la Sicilia, e più a sud il centro di Reggio Calabria, che secondo D’Annunzio avrebbe il “miglio più bello d’Italia” e nella quale si trova il museo archeologico in cui sono custoditi i Bronzi di Riace.



Day 7: Reggio Calabria – Parco dell’Aspromonte
Reggio Calabria è la città dalla quale è possibile accedere più facilmente al Parco dell’Aspromonte. La località principale del Parco, dalla quale partono la maggior parte dei sentieri per chi ama fare trekking, è Gambarie, famosa fra l’altro perché ospita una suggestiva pista da sci che si affaccia sul mare. Su questo sito, potete trovare un po’ di informazioni sui possibili trekking. Se si prosegue lungo la costa seguendo la traiettoria a ferro di cavallo, una volta superata la punta della Calabria meritano una breve deviazione il piccolo paese di Gerace e la Cattolica di Stilo, passando per Roccella Ionica. Tuttavia, nell’ottica di trovarsi più comodi per le attrazioni del giorno successivo suggerirei di non proseguire per la strada costiera, ma di rientrare verso Scilla o Reggio Calabria per la sera.
Day 8: Catanzaro ionica – Soverato, Caminia, Copanello
Tagliando attraverso l’entroterra direttamente da Reggio Calabria, oppure risalendo lungo la costa ionica, si arriva sulla parte ionica di Catanzaro, in cui sono situate le spiagge decisamente migliori della provincia. La località più famosa è sicuramente Soverato, essendo il centro più vivo. Le spiagge più meritevoli della zona si trovano però, a mio avviso, leggermente più a nord, nel Golfo di Squillace. Dovendo sceglierne due in cui fermarsi a fare il bagno, opterei senza particolare esitazione per Caminia e Copanello, distanti pochi chilometri l’una dall’altra, a ciascuna delle quali dedicherei mezza giornata per par condicio. Per la sera, invece, suggerirei sicuramente di rientrare a Soverato.


Day 9: Crotone – Le Castella, Spiagge rosse, Capo Colonna
Seguendo la strada costiera in direzione nord da Soverato, si arriva nella provincia di Crotone, città nei dintorni della quale sono particolarmente visibili i segni della Magna Graecia. Da segnalare innanzi tutto la località Le Castella, sede del bellissimo Castello Aragonese, visitabile anche internamente in modo gratuito nell’arco di un’oretta



Una spiaggia molto bella vicino al Castello è Seleno, che presenta una lingua di sabbia piuttosto lunga e diversi lidi attrezzati, anche se quella che personalmente apprezzo più di tutte è la spiaggia rossa di Le Cannella, situata un po’ più a nord, proseguendo dopo Capo Rizzuto. La spiaggia di solito non è troppo affollata, ma neanche molto libera. Se vi fermate da queste parti per mangiare qualcosa, consiglio vivamente il ristorante “Vista”, che come suggerisce il nome offre anche la possibilità di sfamarsi con lo sfondo di un bellissimo panorama.


Risalendo ancora un po’ lungo la costa, si arriva infine all’area archeologica di Capo Colonna, incluso fra i monumenti nazionali e un tempo sede del Santuario Dorico dedicato alla dea Hera, di cui rimangono pochi frammenti. Per la sera, prenderei seriamente in considerazione l’idea di proseguire ancora qualche chilometro verso nord in direzione di Crotone, per essere più comodi per il giorno successivo.


Day 10: Altopiano della Sila
Dirigendosi verso l’entroterra, partendo da Crotone in direzione Cosenza, si arriva sull’altopiano della Sila. Il tratto che preferisco in questa zona e che merita una visita è quello che va dal lago Arvo di Lorica fino a Monte Botte Donato, il punto più alto dell’altopiano, passando per i Giganti della Sila. Molto interessanti anche il Parco Nazionale, dove è ancora presente qualche esemplare di lupo, e il lago Cecita situato nelle sue vicinanze. Anche in questa zona ci sono diversi percorsi, trovate un elenco piuttosto dettagliato qui. Per il pernottamento, sceglierei Lorica o preferibilmente Camigliatello, essendo un po’ più viva, oltre che di strada verso la tappa che consiglio per il giorno successivo. Fra i prodotti tipici del luogo, è da menzionare la patata (patata intesa come ortaggio, non interpretate troppo a vostro piacimento), per cui la Sila è una località piuttosto rinomata. E a proposito di cibo, se avete voglia di un bel panino ignorante andate da “Barrese” in località Moccone, oppure da “Campanaro” a Camigliatello. Se invece volete mangiare seriamente a base di carne, vi consiglio la Steak house di “Zio Silvio”.




Day 11: Parco del Pollino, Morano, Gole del Raganello
Ritornando dalla Sila verso Cosenza e prendendo da lì l’autostrada in direzione nord, si arriva in un paio d’ore totali al Parco Nazionale del Pollino. Il luogo di questo tratto degli Appennini a cui sono maggiormente affezionato sono le Gole del Raganello, raggiungibili da un paese che ha mantenuto le antiche tradizioni arberesh che si chiama Civita, in cui oltretutto sono presenti alcuni ottimi ristoranti tipici. Fra gli altri, consiglio sicuramente “L’Agorà” e “Kamastra”, che fanno cucina tipica.


Di seguito un link in cui sono elencati i vari trekking del parco. Fra questi, da menzionare quello che parte dai Piani di Novacco per arrivare fino al piccolo borgo di Morano Calabro, a mio avviso fra i più belli della regione, che ospita i ruderi di un castello normanno sulla sua sommità. È possibile raggiungere Morano da Civita anche comodamente attraverso l’autostrada. A Morano è presente anche il bellissimo Parco della Lavanda, da visitare ovviamente nelle stagioni opportune, tipo l’estate.




Prima di arrivare a Civita, venendo da sud, merita una visita anche il borgo di Altomonte. Se avete tanta fame, potete fermarvi a mangiare più di qualcosa all’Hotel Barbieri, non ve ne pentirete!

Day 12: Cosenza Ionica
Seguendo l’autostrada dall’uscita di Morano per qualche chilometro in direzione sud, oppure arrivando dalla costa crotonese, si raggiunge la costa ionica della provincia di Cosenza, passando per Sibari, località nota per gli Scavi. Le località marittime di questa zona presentano un mare piuttosto pulito, diverse fra esse vengono infatti solitamente inserite nella lista delle spiagge italiane a bandiera blu. Fra queste mi corre l’obbligo di citare Trebisacce, luogo di origine di mia moglie, pena il divorzio fulmineo (dichiaro quindi il mio evidente conflitto di interessi). Il lungomare è carino, soprattutto da quando è stata migliorata l’illuminazione sull’unico pontile presente sulla spiaggia, e generalmente cucinano anche piuttosto bene i piatti a base di pesce. Fra i ristoranti più rinomati, menziono la “Trattoria del Sole”, vincitore qualche anno fa in una trasmissione televisiva che non ho mai visto ma che molti conoscono, e la masseria “Torre di Albidona”.



L’ultima località che menziono, situata pochi chilometri a nord di Trebisacce, è Roseto Capo Spulico, in cui si trova fra l’altro il famoso Castello Federiciano, situato all’inizio (o alla fine, dipende da dove si arriva) del lungomare. Vale la pena vederlo anche illuminato di sera.

A questo punto ci si potrebbe ritenere soddisfatti e rientrare verso la Basilicata, sempre nell’ipotesi di avere iniziato l’itinerario da lì. Sulla strada segnalo giusto Rocca imperiale, un piccolo borgo che si incontra proseguendo lungo la costa.
Conclusioni
L’itinerario proposto nei paragrafi precedenti dovrebbe riuscire a dare un’idea sufficientemente accurata di cosa ci sia da visitare in Calabria. Poiché le attrazioni elencate di volta in volta sono prevalentemente naturali, chiaramente lo suggerisco per i mesi estivi, anche se eviterei Agosto per la massiccia presenza di persone e per i prezzi che schizzano alle stelle, come del resto accade un po’ dappertutto. Negli altri mesi, normalmente i costi per l’itinerario proposto dovrebbero essere al di sotto della media nazionale.
Dovendo scegliere il podio delle attrazioni più meritevoli o particolari da visitare se si dispone di poco tempo, direi:
- Spiagge del vibonese
- Le Castella
- Spiaggia dell’Arcomagno
In generale, in Calabria è particolarmente importante sapere bene dove andare, purtroppo troppo spesso accade che luoghi bellissimi non siano tenuti col dovuto rispetto, cosa che scoraggia molti viaggiatori. Spero quindi che questo post vi sarà utile nel caso in cui foste indecisi sul visitare questa regione, nel frattempo almeno è servito per ricordare a me stesso che, come diceva Tolkien, le radici profonde non gelano.
