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Cracovia

La libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nell’avere il diritto di fare ciò che si deve” – Giovanni Paolo II

Indice

Introduzione

Non potevo non affidare l’incipit di questo articolo a Giovanni Paolo II, una delle personalità più note e autorevoli che siano mai state legate alla città Cracovia, la cui impronta è visibilmente presente ancora oggi fra i suoi abitanti, indipendentemente da come si viva (o non si viva) la propria fede. Osservando le persone nella loro quotidianità, ho percepito l’idea di libertà espressa dalle parole papa polacco secondo l’interpretazione che ne ho dato, ovvero come un valore da esprimere con integrità e fermezza, e anche per questo con estrema sobrietà. Un valore al quale la città e in generale tutta la regione che la ospita sembrano essere particolarmente affezionate, avendo esse da una parte conosciuto la massima espressione della sua negazione facendo da teatro ai crimini peggiori mai consumati a danno dell’uomo, e dall’altra essendo ancora oggi sede di importanti luoghi di culto cristiano-cattolico, a testimonianza di un sentimento religioso e solenne ampiamente diffuso. Basti menzionare rispettivamente i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, ubicati a poco più di un’ora di strada dal centro di Cracovia, e il Santuario della Madonna di Czestochowa (la cosiddetta Madonna Nera), raggiungibile invece in un paio d’ore.

Itinerario della città (2 giorni), con mappe

Ho avuto la possibilità di visitare Cracovia in un fine settimana di ottobre, in presenza di condizioni meteo assolutamente gradevoli. Oltre alle parti principali della città, l’itinerario descritto di seguito comprende la visita alle miniere di sale di Wieliczka e al tumulo di Kościuszko, situate un po’ al di fuori delle mura cittadine. Per vari motivi, non siamo riusciti mio malgrado ad inserire la visita di Auschwitz e Birkenau, ma conto di ritornare presto in Polonia per colmare anche tale importante lacuna.

DayDestinazioneMappa
0Arrivo a Cracovia –
1Città vecchia, Castello e Cattedrale di Wawel, Quartiere ebraicoCastello e città vecchia
Quartiere ebraico
2Museo nazionale, tumulo di Kościuszko e miniere di sale di Wieliczka

Day 0: Arrivo a Cracovia

La nostra avventura inizia dall’aeroporto Giovanni Paolo II (KRK), il nostro aereo atterra come programmato in tardissima serata, per cui sapevamo già di non avere la possibilità di visitare nulla. Arriviamo al nostro bnb in centro città con un taxi prenotato su Bolt, per il quale spendiamo l’equivalente di circa 15€ (la valuta polacca è lo Zloty, corrispondente a circa 0,23€), cosa che ci permette di velocizzare il nostro transfer senza aggravare i costi, essendo noi in 4.

Piccola nota: l’aeroporto internazionale Giovanni Paolo II (KRK) è l’aeroporto di riferimento della città, essendo il più vicino al centro (il tragitto dall’aeroporto al centro dura una mezz’oretta), oltre che il più grande. Molte persone arrivano in centro anche dall’aeroporto di Katowice (KTW), servito prevalentemente da compagnie low cost, ma il tragitto è decisamente più lungo (il tragitto dall’aeroporto al centro città dura circa un’ora e mezza in auto e 2 ore e mezza con i mezzi).

Day 1: Città vecchia, Castello e Cattedrale di Wawel, Quartiere ebraico

Iniziamo il nostro tour di buon mattino dalla zona del Castello, che raggiungiamo agevolmente dal nostro bnb, situato comodamente in una traversa della via Grodzka, una delle strade più antiche della città. Lungo il tragitto, che percorriamo tranquillamente a piedi vista la distanza ridicola, passiamo dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo e da quella di S. Andrea, situate a una decina di metri di distanza l’una dall’altra. La prima è chiusa, la seconda invece è aperta, per cui entriamo per una visita rapidissima, anche perché si tratta di una chiesa veramente molto piccola e peraltro c’è un restauro in corso. 

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Proseguendo in direzione del castello, deviamo leggermente dalla via Grodzka sulla via Kanonicza, passando dall’abitazione di Giovanni Paolo II, oggi sede di un museo a lui dedicato, che non visitiamo. Si inizia a intravedere il castello di Wawel.

via Kanonicza

Iniziamo la visita del quartiere del Castello e della Cattedrale dall’ambiente esterno, anche perché è troppo presto per la visita delle sale, che aprono alle 9 (la parte esterna è accessibile invece dalle 6). C’è pochissima gente, ma già mezz’ora più tardi diventerà un carnaio. Il castello ha raggiunto la sua forma attuale nel XVI secolo grazie all’azione di re Sigismondo I il vecchio.

Entriamo quindi nel castello, comprando i biglietti direttamente in loco. Volendo, è possibile prenotarli prima online su questo sito. In biglietteria ci suggeriscono di prendere i biglietti segnati come Castle I, che comprende le sale interne, contenenti vari dipinti oltre agli arredi, e una collezione di porcellane di dubbio gusto, tutto al costo di 49 zloty a persona (circa 11€).

La visita dura complessivamente circa un’oretta, al termine della quale iniziamo quella della cattedrale, comprando i biglietti anche in questo caso in loco. Il biglietto costa 23 zloty (circa 5€) a persona e comprende, volendo, anche il museo di Giovanni Paolo II. Si può acquistare anche online qui. L’interno della cattedrale è piuttosto carino, ma nulla di eccelso. Sono presenti anche le tombe di diversi personaggi illustri di vario genere, in particolare è presente la Cappella funeraria di re Sigismondo, realizzata da un architetto italiano. E’ vietato scattare foto, tranne dal campanile in cui è custodita la campana di Sigismondo (pare sia la più grande di tutta la Polonia), a cui si accede tramite una breve ma stretta scalinata, e dal quale è possibile apprezzare una bellissima vista panoramica della città.

Usciamo a questo punto dal quartiere del castello dal percorso obbligatorio, apprezzando la parte restante dell’ambiente esterno, che si affaccia sulla Vistola.

Usciti dal castello, ci dirigiamo verso la chiesa dedicata a S. Francesco d’Assisi. L’ingresso è gratuito e ne vale veramente la pena, le decorazioni interne sono veramente belle.

La tappa successiva è il Maius College dell’Università Jagellonica, istituto nel quale si sono formati, oltre al solito Giovanni Paolo II, anche uomini di scienza del calibro di Niccolò Copernico. Esatto, quello che, come disse bene qualcuno a me ignoto, ha dimostrato che la terra gira intorno al sole e non intorno a te.

A questo punto è trascorsa la prima metà della giornata, il nostro stomaco inizia a brontolare e noi siamo fra quelli che resistono a tutto, fuorchè alle tentazioni. Decidiamo di consumare il nostro pasto pomeridiano volgarmente detto pranzo nella Piazza del Mercato (Rynek Glowny), ovvero la piazza principale della città vecchia e considerata la piazza medievale più grande del mondo. La piazza è divisa in due parti dal Palazzo dei Tessuti (Sukiennice), dove un tempo si commerciava questo genere di prodotti e che oggi ospita un po’ di locali e piccole botteghe. Nella parte ovest della piazza è situata la Torre del Municipio, alta circa 75 metri di stile gotico, mentre nella parte est sono presenti la basilica di Santa Maria in stile gotico (ingresso gratuito), la piccola chiesa di S. Adalberto e la statua di Adam Mickievicz, famoso scrittore e poeta polacco. Volete dirmi che non sapevate chi fosse costui? Bene, non lo avevo mai sentito neanche io. Da menzionare anche la curiosa leggenda delle torri della Basilica, che pare abbiano diversa altezza a causa di una disputa fra due fratelli a cui era stata affidata la loro costruzione, che si volevano bene come Caino e Abele, infatti alla fine quello che costruisce la torre più bassa uccide l’altro a caso.

Consapevoli che saremmo ritornati alla Piazza del Mercato per vederla illuminata, ci rimettiamo in cammino sulla via Florianska. In questa zona incontriamo, nell’ordine:

  1. Porta di San Floriano e le mura medievali che un tempo proteggevano la città
  2. Il Barbacane, edificio anticamente connesso alla Porta di San Floriano, con torrette di avvistamento, in stile gotico e ancora ben conservato
  3. Piazza Jan Matejko, dedicata al celebre pittore polacco dell’800, al centro della quale è situato un monumento in memoria della storica battaglia di Grunwald, nella quale il Regno di Polonia si impose contro l’Ordine Teutonico nel XV secolo
  4. La chiesa di San Floriano, in stile gotico (ingresso gratuito)

Poiché abbiamo ancora qualche ora prima di cena e la luce ce lo permette, decidiamo di raggiungere il quartiere ebraico (Kazimierz), ancora una volta prenotando un taxi tramite Bolt. Arriviamo in pochi minuti e ci dirigiamo verso la Sinagoga Remu’h, la più importante della città, e il suo antico cimitero. Osserviamo i vari edifici e i murales nelle strade mentre camminiamo. Sembra di essere in una città completamente diversa.

Giunti a destinazione, scopriamo di trovarci nel posto giusto ma al momento sbagliato, infatti è proprio il giorno di una importante festa ebraica (non chiedetemi quale perché non ricordo) e tutte le sinagoghe sono chiuse al pubblico. Un vero peccato, perché il quartiere è piuttosto ricco, come si vede anche dalla mappa di cui ci impossessiamo.

Continuiamo comunque a macinare un altro po’ di metri, osservando ancora l’architettura del luogo e giungendo infine all’Antica Sinagoga di Cracovia, anch’essa rigorosamente chiusa.

Si avvicina a questo punto l’imbrunire, che decidiamo di attendere mentre raggiungiamo la Vistola, concedendoci una passeggiata tranquilla lungo le sponde del fiume, fino ad arrivare al Bernatek’s Footbridge, un ponte moderno molto suggestivo che presenta delle statue scolpite da un artista contemporaneo fra i tiranti della struttura.

Attraversato il ponte, chiudiamo il cerchio con la visita della Piazza degli Eroi del Ghetto (Plac Bohaterow Getta), luogo in cui gli ebrei venivano radunati prima di essere condotti verso i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Nella piazza sono presenti delle sedie di metallo, installate nei primi anni del 2000, in memoria delle decine di migliaia di vittime delle deportazioni.

Torniamo infine verso il centro della città, ancora una volta col nostro taxi prenotato tramite Bolt, per rifocillarci dopo i chilometri percorsi e godere della città illuminata.

Day 2: Museo nazionale, tumulo di Kościuszko e miniere di sale di Wieliczka

Iniziamo la giornata con calma, la prima tappa è il Museo nazionale di Cracovia, che apre alle 10. L’obiettivo principale è vedere la Dama con l’Ermellino del buon Leonardo da Vinci, custodito nell’edificio principale del museo. A proposito di questo, il museo ha 11 sedi dislocate in diversi punti della città, per poter vedere il dipinto di Leonardo bisogna recarsi all’indirizzo Aleja 3 Maja 1. Qui il sito per acquistare il biglietto, al costo di 35 zloty (circa 8€).

Facciamo in modo che la visita duri poco, peraltro nel frattempo mi si scarica il telefono e non posso scattare foto. Ipotizzo tuttavia che sappiate di quale opera io stia parlando.

Ci dirigiamo successivamente verso il Tumulo di Kościuszko, un monumento commemorativo dedicato al combattente per l’indipendenza della Polonia, che raggiungiamo col solito taxi prenotato tramite Bolt. Acquistiamo il biglietto direttamente in loco, il costo è di meno di 5€ a persona. La visita inizia con un museo, nel quale si racconta la storia del personaggio, e prosegue con la salita al punto più alto, raggiungibile a piedi in pochi minuti senza particolari difficoltà. Nei dintorni è presente una zona parco, utilizzata talvolta per qualche evento. Il monumento è piuttosto suggestivo, secondo me vale la pena di essere visitato, ma non aspettatevi una delle cose più indimenticabili della vostra vita.

Terminata la visita al tumulo, consumiamo il nostro pranzo a sacco e ci dirigiamo verso le miniere di sale di Wieliczka, tappa finale imperdibile del nostro itinerario. La visita è obbligatoriamente guidata ed è disponibile in diverse lingue, fra le quali anche l’italiano. Bisogna però andare a orari prestabiliti, nel caso delle visite in italiano ce ne sono solo due programmate durante tutta la giornata, alle 13:15 e alle 16:15. E’ consigliabile acquistare i biglietti in anticipo, i posti si esauriscono facilmente. Qualora la vostra programmazione non si conciliasse con le visite in italiano, potete optare per una visita in inglese, in questo caso ne trovate una ogni mezz’ora, l’ultima delle quali alle 18. I biglietti possono essere acquistati direttamente dal sito delle miniere, alla modica cifra di 122 zloty a persona (circa 28€).

La visita dura circa un paio d’ore (sul sito trovate scritto 2-3, ma in 2 ore si fa tutto). Le miniere sono veramente bellissime e immense, infatti è aperto al pubblico solo il 2% dei corridoi, che invece sono lunghi complessivamente quasi 250 km! Le miniere rappresentavano in passato una delle maggiori fonti di sostegno all’economia, oggi sono utilizzate prettamente a scopo turistico e, per alcune patologie, a scopo terapeutico. Da menzionare il fatto che ci sono centinaia di scalini da fare in discesa (circa 600 in totale se ricordo bene), per cui se avete difficoltà motorie potreste fare molta difficoltà, soprattutto nella parte iniziale. Per la risalita, invece, c’è un claustrofobico ascensore che fa il suo dovere in pochi secondi.

Terminata la visita, ci dirigiamo verso l’aeroporto per prendere il nostro volo di rientro previsto in serata.

Tappa mancata: Auschwitz-Birkenau

Pur non essendo riusciti a inserire nel nostro itinerario anche la visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, riporto di seguito alcune informazioni utili per la pianificazione (potrebbero servire anche a me prima o poi), considerando di voler visitare i campi in giornata partendo dal (e rientrando al) centro di Cracovia. Innanzi tutto, è possibile visitare entrambi i campi sia in autonomia che con un tour guidato. Nel primo caso, la visita è gratuita. In entrambi i casi, il tempo medio totale della visita è di circa 4 ore, alle quali bisogna aggiungere il tempo richiesto per arrivare a destinazione e rientrare, che dipende anche dagli orari dei treni e/o dei pullman, laddove non si disponesse di un’auto. In generale, bisogna considerare circa 7-8 ore complessivamente da quando si parte a quando si rientra in città (utile saperlo se ad esempio si deve prendere un aereo). Trovate online gli orari dei pullman e dei treni.

Nota: i campi si trovano a Oswiecim, località che in molti potrebbero non avere mai sentito, quindi nella prenotazione bisogna fare riferimento a questa destinazione.

Conclusioni

Cracovia è fra le città europee che ho maggiormente apprezzato. Ricorda per diversi aspetti altre città dell’est europeo, come Praga e Budapest. Mi è piaciuta più di Varsavia, unica altra città finora già visitata in Polonia.

Tornando indietro, credo che la visita ad Auschwitz e Birkenau si sarebbe potuta inserire nell’itinerario, a parità di giorni. La visita dei quartieri della città si sarebbe potuta accorciare accelerando leggermente il passo (cosa che non abbiamo fatto per vari motivi che non spiego) a parità di chilometri percorsi, considerando che le distanze che abbiamo coperto sono piuttosto brevi (riferirsi ai tracciati di Google Maps riportati nella tabella introduttiva), in modo da riuscire ad anticipare al primo giorno la visita alle miniere di sale, (sfruttando l’ultima visita guidata in inglese, prevista alle 18), e dedicare quindi tutto il secondo giorno ad Auschwitz e Birkenau. Così facendo bisognerebbe tagliare su altro, credo che in questo caso si possa sacrificare il tumulo di Kościuszko, mentre il museo nazionale si potrebbe in qualche modo includere (anche se, a parte la Dama con l’Ermellino, non mi è parsa una visita imperdibile).

Nota costi: Cracovia è una città abbastanza economica. Per un bnb di buon livello in pieno centro abbiamo speso in totale circa 250€ (da dividere in 4, quindi intorno ai 30€ a notte a persona), per i pasti la media è dell’equivalente di circa 10-15€ a persona per piatti piuttosto abbondanti. I trasporti costano veramente poco, infatti come detto spesso ci siamo affidati a Bolt per comodità, ma anche i mezzi pubblici in generale  sono assolutamente abbordabili.

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