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Melbourne e Great Ocean Road

Confusi alla folla ti seguono muti,

sgomenti al pensiero che tu li saluti:

A redimere il mondo, gli serve pensare,

il tuo sangue può certo bastare.

La semineranno per mare e per terra

tra boschi e città la tua buona novella,

ma questo domani, con fede migliore,

stasera è più forte il terrore.

Nessuno di loro ti grida un addio

per esser scoperto cugino di Dio:

gli apostoli han chiuso le gole alla voce,

fratello che sanguini in croce.

F. De Andrè, Via della Croce

Indice

Introduzione

Quando io e mia (all’epoca non ancora) moglie abbiamo iniziato a pianificare il nostro viaggio fra Australia e Isole Cook, avevamo tenuto fuori lo stato del Victoria dall’itinerario. Dovendo considerare infatti di avere solo 3 settimane a disposizione per visitare le attrazioni di nostro maggiore interesse, eravamo convinti che sarebbe stato impossibile includere anche quello, sebbene consci di cosa ci saremmo persi. Poi abbiamo pensato che fra le esperienze da provare prima di morire ci sarebbe quella di mangiare in compagnia dei 12 Apostoli (anche se possibilmente non come ultima cena, come fece un tizio coi capelli lunghi ben più autorevole di noi), per cui abbiamo maturato la decisione di tagliare altrove. Infine, nel momento in cui abbiamo visto i prezzi dei voli aerei, ed essendo rimasto folgorati dall’atterraggio a Melbourne anziché a Sydney, abbiamo interpretato il messaggio quasi come un fatto divino.

Il fatto invece decisamente più terreno che a quel punto bisognava tenere in considerazione è l’enormità del territorio australiano, che ci ha costretto comunque a stringere i tempi e a focalizzarci sulle attrazioni più imperdibili di quella parte di Australia. Nella decisione su cosa tagliare ci sono venute in soccorso anche le condizioni climatiche. Essendo partiti nel mese di Agosto, sapevamo infatti che il periodo non sarebbe stato ideale per visitare il sud dell’Australia, sebbene le temperature non fossero comunque rigidissime (intorno ai 10 gradi durante il giorno, qualcuno in meno di sera). Del resto, ciò da cui eravamo (e siamo in realtà rimasti) più attratti erano il Red Center e la Grande Barriera Corallina, per visitare le quali Agosto corrisponde ad uno dei periodi migliori.

Itinerario in breve

Lo stato del Victoria ospita diverse attrazioni di interesse, fra città, strade panoramiche e parchi naturali. Innanzi tutto Melbourne, città dinamica e cosmopolita, considerata capitale australiana della cultura e seconda per dimensioni solo a Sydney. Fra le destinazioni più interessanti situate nei dintorni di Melbourne, in particolare circa 150 km a sud della città, è da menzionare Philip Island, nota principalmente per la cosiddetta Penguin Parade, ovvero la sfilata dei pinguini che popolano l’isola, visibile durante tutto l’anno nelle ore serali. Da Melbourne è possibile inoltre raggiungere facilmente l’imbocco della Great Ocean Road, strada costiera di 243 chilometri catalogata come patrimonio nazionale australiano e considerata fra le strade panoramiche più spettacolari del mondo. Fra i punti più importanti della Great Ocean Road sono da menzionare i Dodici Apostoli, imponenti faraglioni in roccia calcarea, fra i luoghi più fotografati di tutta l’Australia. Sempre lungo la costa, stavolta a est di Melbourne, si trova poi il Wilsons Promontory National Park, località fra le più gettonate dagli escursionisti per via degli oltre 80 km di sentieri presenti al suo interno, che si affacciano su paesaggi costieri e spiagge di sabbia bianca, adatte sia al surf che al nuoto. A nord di Melbourne, nell’entroterra si trovano i Goldfields, località di interesse culturale che racchiude paesaggi rurali e urbani teatro della famosa Corsa all’Oro. Sempre nell’entroterra, a ovest dei Goldfields, è infine situato il Grampians National Park, che ospita la maggioranza dei siti di arte rupestre del Victoria, oltre a idilliaci paesaggi montuosi.

Avendo a disposizione unicamente 2 giorni da dedicare allo Stato del Victoria, abbiamo utilizzato il primo per visitare Melbourne e il secondo per percorrere la Great Ocean Road fino ai Dodici Apostoli, rientrando a Melbourne in serata. Di seguito l’itinerario in breve.

DayLocationNoteMappa
1Melbourne cityarrivo a MEL in mattinata. Notte a MelbourneMelbourne City
2Great Ocean RoadNotte a MelbourneGreat Ocean Road
3Volo per Red Center

Nota sui documenti di viaggio: per entrare in Australia è necessario il visto, che si può richiedere gratuitamente online sul sito del Governo australiano, compilando un modulo apposito. Il rilascio è immediato.

Day 1: Melbourne

Melbourne è stata la città con la quale abbiamo iniziato la nostra avventura in Australia. Si tratta come noto di una città molto grande, divisa in 31 municipalità. Lo stile della città è di tipo moderno, essendo stata fondata solo nel 1835, sviluppandosi rapidamente.
Atterriamo a Melbourne intorno alle 7 locali, dopo un lungo viaggio iniziato due sere prima dall’Italia, che ci era costato provare a dormire altrettante notti in volo (con scarso successo). Potete quindi immaginare il grado di stanchezza con il quale abbiamo messo piede fuori dall’aereo, considerato che per il nostro fisico erano peraltro le 23, date le 8 ore di fuso orario fra Melbourne e l’Italia. La tattica per smaltire velocemente il fuso orario è consistita nel dirigersi subito in hotel per provare a dormire un paio d’ore, per poi alzarci prima di pranzo e fare una visita intensa della città, in modo da arrivare stanchi la sera e dormire poi un numero degno di ore fino alla mattina del giorno successivo. Garantisco che ha funzionato egregiamente. Abbiamo quindi avuto modo di visitare Melbourne in una mezza giornata abbondante.
Una volta atterrati all’aeroporto di Melbourne (MEL), aver preso i bagagli e comprato una SIM locale, arrivare in centro è stato piuttosto semplice, ci è bastato prendere il Melbourne city express diretto fino allo Skybus coach terminal vicino alla stazione di Southern Cross, e da lì arrivare in hotel a piedi in circa 5 minuti. Abbiamo alloggiato al Great Southern hotel, che non è un posto irresistibile, ma ci veniva molto comodo per andare e tornare in aeroporto e in centro, oltre che per l’escursione programmata per il giorno successivo, che prevedeva quell’hotel fra le fermate per il pick up.
Dopo le nostre poche, meritate ore di sonno, ci alziamo quindi prima di pranzo per iniziare la nostra visita della città. Il nostro itinerario inizia da Flinders Street Station, prima stazione ferroviaria e autentico simbolo della città. L’edificio è in stile neoclassico, presenta una torre con orologi ed è sormontato da una cupola ottagonale. È molto suggestivo vedere l’edificio illuminato anche di sera.

Dalla stazione arriviamo subito a Federation Square, la piazza più famosa della città. La piazza è piuttosto grande, ha una forma irregolare ed è lastricata con quasi 500 mila blocchi di pietra posati a mano. Le facciate degli edifici circostanti presentano un rivestimento a scaglie. Federation Square ospita anche alcuni centri culturali, in particolare lo Ian Potter Center (gratuito, ingresso 10-17), all’interno del quale sono custodite importanti opere di artisti australiani, l’Australian Center of Moving Images (gratuito, ingresso 10-17), e il Koorie Heritage Trust, dedicato alle tradizioni popolari aborigene. Dalla piazza è possibile intravedere anche lo skyline di Melbourne.

A pochi passi da Federation Square sono poi ubicate una serie di attrazioni, a cui si può arrivare deviando su Swanson Street:

  • la St. Paul Cathedral, costruita alla fine dell’800
  • il Melbourne Town Hall (ingresso gratuito), all’interno del quale sono custoditi l’organo romantico più grande dell’emisfero australe (Grand Organ) e il pianoforte appartenuto a Paul McCartney
  • l’immensa State Library of Victoria
  • la Royal Arcade, galleria di negozi in stile parigino
  • il quartiere di Chinatown
  • l’Old Melbourne Gaol, realizzato inizialmente come carcere (fra i cui detenuti figura Ned Kelly, il fuorilegge più famoso dell’Australia), oggi adibito a museo

Suggestivo lo stacco fra antico e moderno visibile in prossimità della cattedrale.

St. Paul Cathedral

Proseguendo su Flinders street, arriviamo poi a Hosier Lane, strada tappezzata di murales che cambiano continuamente, un po’ come accade a Praga con il muro di John Lennon.

Continuando ancora su Fliders street, giungiamo ai Fitzroy Gardens, bellissimi giardini con viali eleganti e fioriti. All’interno dei giardini, sono di particolare interesse la Fontana dei Delfini e soprattutto il Cooks’ cottage, edificio più antico di tutta l’Australia, costruito nel 1755 e appartenente alla famiglia di James Cook. Esatto, quello delle Isole Cook.

Fontana dei Delfini, Fitzroy Gardens

Adiacente ai Fitzroy Gardens, è situata la Cattedrale di San Patrizio, la chiesa più grande di tutta l’Australia, costruita a cavallo fra l’800 e il ‘900 in stile neogotico, che presenta una facciata in basalto. Vale la pena visitare la cattedrale internamente, per vedere l’imponente organo a 4500 canne e le pesantissime campane, oltre alle decorazioni musive. Non lontana dalla Cattedrale si trovano poi il Parliament House, ovvero il Parlamento del Victoria, e l’Old Treasury Building, edificio in stile neoclassico realizzato per custodire l’oro proveniente dai giacimenti del Victoria.

Cattedrale di San Patrizio

Ritornando su Flinders street, deviamo successivamente su Batman Ave (non è dedicata al supereroe che tutti conoscono, ma a tale John Batman, fra i fondatori della città di Melbourne), per fermarci prima ad apprezzare lo skyline in prossimità della stazione e successivamente per raggiungere Birrarung Marr, un bellissimo parco che costeggia lo Yarra River.

Skyline da Batman Ave

Il parco offre, fra le altre cose, quello che personalmente ritengo sia la migliore vista sullo skyline della città, in cui si riesce a vedere bene anche l’Eureka Skydeck, l’edificio più alto di Melbourne (297 m). Fra i tratti più suggestivi del parco, menziono quello che conduce al Melbourne Cricket Ground, passando per il William Barak Bridge.

Attraversato il Birrarung Marr, arriviamo ai Royal Botanic Gardens, enormi giardini risalenti all’epoca vittoriana, che ospitano al loro interno anche l’Osservatorio, la Government House e lo Ian Potter Foudation Children’s Garden. Proseguiamo poi in direzione di St. Kilda Road per raggiungere lo Shrine of Remembrance (visita gratuita tutti i giorni dalle 11 alle 14), momumento fra i più iconici di Melbourne ispirato al Mausoleo di Alicarnasso ed edificato per commemorare i caduti del Victoria nella Prima Guerra Mondiale. Dal monumento è possibile vedere un altro skyline della città.

Arriviamo successivamente in tram (data la distanza significativa) fino al St. Kilda Pier, attraversando l’Albert Park Lake. Il molo offre un’altra vista piuttosto suggestiva sullo skyline della città.

Skyline da St. Kilda Pier

Nel frattempo, la temperatura inizia a diventare più fredda e noi ad essere stanchi, per cui ci concediamo un pasto caldo nelle vicinanze, nell’attesa che il cielo si scurisca completamente, per tornare al Birrarung Marr e vedere lo skyline by night.

Birrarung Marr by night

A questo punto siamo davvero stremati, per cui rientriamo in hotel e ci buttiamo fra le braccia di Morfeo.

Day 2: Great Ocean Road e Twelve Apostles

L’idea di arrivare a Melbourne è stata legata soprattutto alla possibilità di visitare comodamente in giornata la Great Ocean road, fino ai Dodici Apostoli. La Great Ocean Road è una delle strade più belle e famose di tutta l’Australia. Percorrendola, si possono apprezzare in tutto il loro splendore dei panorami mozzafiato su scogliere altissime e spiagge enormi, sulle cui sponde si riversano onde impetuose adatte per il surf, e passare da aree popolate da koala.

Per l’escursione abbiamo deciso di affidarci a un’agenzia locale, la Sightseeing tour Australia. La decisione di optare per un tour in pullman anziché viaggiare in autonomia è stata dettata dal fatto che non ce la sentivamo di noleggiare un’auto, in quanto la strada è molto lunga (fra andata e ritorno sono circa 7 ore, percorrendo due strade diverse) e non eravamo sicuri che la tattica del fuso orario menzionata in precedenza avrebbe funzionato. In più, la guida in Australia è all’inglese, esperienza che fino a quel momento non avevamo mai sperimentato, per cui non ci sembrava opportuno iniziare con tanti chilometri, considerando peraltro che la prima parte del tragitto è in mezzo al traffico e la seconda piena di curve. Inoltre, il costo complessivo (90 AUD a testa, poco meno di 60€)è stato anche più basso di quello che avremmo speso fra noleggio auto e carburante, e comunque siamo riusciti a vedere anche più di quello che volevamo. In sintesi, col senno del poi, non ci siamo pentiti della scelta.

Il pick up al nostro hotel è previsto alle 7:30, il pullman arriva puntuale. Il punto di imbocco della Great Ocean Road è a Geelong, secondo centro urbano per dimensione di tutto lo stato del Victoria.

Ingresso della Great Ocean Road

Percorrendo la Great Ocean Road, si impiegano circa 5 ore per arrivare fino ai Dodici Apostoli. In alternativa (opzione scelta per il ritorno), si può arrivare fino a lì attraverso una strada interna più semplice, accorciando notevolmente (tempo totale di circa 2 ore). Durante il tragitto, ci fermiamo in diversi punti panoramici, accuratamente selezionati dalla guida, e su diverse spiagge. Essendo un mese non adatto per fare il bagno, sulle spiagge non c’è praticamente nessuno oltre a noi. Fra le spiagge più importanti che si incontrano lungo la Great Ocean Road, sono da menzionare Back beach nella zona di Torquay, e Bells beach, situata fra Torquay ed Anglesea, quest’ultima scelta come ambientazione per una delle scene più famose del film Point Break.

Oltre alle spiagge, in prossimità di Kennett River, ci fermiamo al caravan park per provare a scorgere qualche koala abbarbicato sugli alberi. Riusciamo purtroppo a vederne solo uno, ma meglio di niente. Una curiosità di cui non ero a conoscenza è che la sonnolenza rinomata dei koala sia dovuta alle foglie di cui si cibano, che sarebbero in realtà per essi velenose.

Koala

Nel parco vediamo anche una serie di coloratissimi pennuti, che talvolta ci utilizzano come appoggio.

Pranziamo successivamente ad Apollo Bay, prima di dirigerci verso il Port Campbell National Park, punto saliente della giornata. Il parco ospita infatti l’attrazione principale della Great Ocean Road, ovvero i Twelve Apostles, degli imponenti e spettacolari faraglioni rocciosi che emergono dall’oceano. In realtà solo 7 faraglioni sono visibili dal punto panoramico, poco distante dal parcheggio e costituito da piattaforme in legno. Fra i momenti migliori della giornata per visitare i Twelve Apostles ci sono sicuramente le ore serali intorno al tramonto, in quanto è anche possibile avvistare i pinguini minori. Noi non riusciremo a scorgerne, ciononostante lo spettacolo della scogliera dal punto panoramico è veramente speciale, gli scogli si vedono vicinissimi e sono molto più grandi di quanto si possa immaginare dalle foto.

Il programma prevederebbe la vista dei Dodici Apostoli unicamente dal punto panoramico, ma ci mettiamo d’accordo con l’autista del pullman per farci lasciare lì mentre alcuni fra gli altri partecipanti al tour si staccano dal gruppo per fare il volo panoramico (che a noi non interessava). In questo modo riusciamo ad arrivare a Gibson Beach, spiaggia raggiungibile in circa 20 minuti a passo andante. Passo che manteniamo bene anche perchè bisogna attraversare un sentiero in cui è segnalata la presenza massiccia di serpenti (noi non ne abbiamo visti, ma in compenso abbiamo udito suoni più che sospetti), prima di arrivare alla Gibson steps, una scalinata così chiamata in onore di tale Hugh Gibson, che scavò i gradini a mano nella scogliera nel XIX secolo. La scalinata permette di accedere infine a Gibson Beach.

Cartelli esplicativi

La spiaggia non è balneabile a causa delle onde fortissime, che negli anni hanno provocato lo scontro di diverse imbarcazioni con la scogliera, ma c’è gente che si tuffa, nonostante peraltro la bassa temperatura (a Melbourne ci sono circa 10 gradi). Anche dalla spiaggia lo spettacolo è bellissimo, sembra davvero di essere in un film.

Gibson beach

Abbiamo purtroppo giusto il tempo di scattare qualche foto, senza poterci godere il momento in modo adeguato, ma ce lo facciamo bastare. Terminata la visita ai Twelve Apostles, arriviamo in pullman al secondo punto saliente del tour, ovvero i lookout del Loch Ard Gorge, fra cui The Arch e il Razorback, quest’ultimo così chiamato perché la forma della roccia più imponente assomiglia a quella di un rasoio. I lookout sono facilmente raggiungibili a piedi dal parcheggio. Anche in questo caso, la vista è assolutamente degna di nota.

Terminata quest’ultima sosta, ritorniamo a Melbourne percorrendo stavolta la strada interna, che ci permette di arrivare in hotel, con la palpebra molto calante, in un paio d’ore.

Conclusioni

Probabilmente, lo stato del Victoria meriterebbe ben più dei due giorni che siamo riusciti a dedicargli, ma il tempo necessario per riuscire a visitare anche solo le sue attrazioni principali sarebbe stato per noi insostenibile. Il ragionamento vale del resto per tutta l’Australia, viste le elevate distanze e la quantità di località degne di nota in essa presenti. Ciononostante, il nostro grado di soddisfazione al termine del tour di Melbourne e Great Ocean Road è stato comunque alto. Fra tutte le attrazioni visitate in Australia, Melbourne è stata in realtà quella che mi ha entusiasmato di meno. Lo stile ultramoderno non la rende a mio avviso molto attrattiva per chi predilige le città d’arte (come il sottoscritto), sebbene comunque ci siano diversi punti interessanti distribuiti nella zona del centro. Ne consegue che col senno del poi non avrei dedicato alla città molto più tempo di quello per cui abbiamo optato. Il discorso è diverso per quanto riguarda la Great Ocean Road. Come detto in precedenza, non ci siamo pentiti di avere optato per un tour guidato in giornata, ma nell’ottica di un viaggio on the road i vari punti di interesse meriterebbero sicuramente una sosta più lunga. In particolare, direi che questo vale soprattutto per Gibson Beach e per i Dodici Apostoli, che immagino possano essere ancora più suggestivi al tramonto. C’è da dire però che, data la non balneabilità della spiaggia ed essendo i Dodici Apostoli visibili solo dal punto panoramico, il tempo aggiuntivo forse non cambierebbe di molto l’intensità della visita.

A questo punto è arrivato il momento della mia top 3:

  1. I Dodici Apostoli, senza dubbio la parte più emozionante
  2. Gibson Beach, non per i colori del mare (assolutamente poco intriganti), ma per il paesaggio e la conformazione delle rocce che la rendono davvero suggestiva
  3. Lo skyline di Melbourne by night da Birrarung Marr

Nota costi: Melbourne offre soluzioni un po’ per tutte le tasche, sia per cibo che per hotel. Ad esempio, il nostro pernottamento al Great Southern Hotel, situato al centro della città, è costato meno di 70€ a notte in due, colazione inclusa. Per i pasti abbiamo optato generalmente per ristoranti medi, il costo è sempre stato accessibilissimo.

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2 commenti su “Melbourne e Great Ocean Road”

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