“Non piegarla; non annacquarla; non cercare di farla sembrare logica; non cambiare la tua propria anima seguendo la moda. Piuttosto, segui spietatamente le tue più intense ossessioni.”
F. Kafka
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Quartiere del Castello (Hradcany), Mala Strana, Collina di Petrin e Ponte Carlo
- Day 2: Città vecchia, città nuova e quartiere ebraico
- Conclusioni
Introduzione
Una soglia d’ingresso. Una leggenda narra che Praga nacque così, con il sogno della Principessa Libusa di un uomo che tracciava la soglia della sua porta di casa. Il nome Praga deriva proprio da questa leggenda, dal termine ceco “soglia”.
Fra tutte le città che ho visto fuori dall’Italia, Praga è fra quelle che mi hanno maggiormente entusiasmato. Si tratta di una città non grandissima, ma ricca di storia e di attrazioni imperdibili. L’atmosfera medievale le attribuisce un fascino speciale, anche perché fra le città sorte nel Medioevo è fra quelle che hanno conservato meglio i tratti caratteristici di quell’epoca, nonostante nel corso dei secoli essa abbia attraversato fasi molto variegate. Basti pensare al fatto che, prima di essere capitale della Rep. Ceca, fu capitale del Sacro Romano Impero, della Boemia e della Cecoslovacchia, e alla sua storia recente, caratterizzata dall’oppressione dei regimi totalitari più feroci del ‘900.
Dal punto di vista culturale, Praga è sede di una delle più antiche università del mondo (l’Università Carolina), è stata teatro di importanti eventi artistici, ed è luogo di origine di illustri esponenti della letteratura mondiale, su tutti Kafka e Kundera.
Itinerario in breve
Similmente ad altre città dell’Europa dell’est, come Budapest e Cracovia, Praga è divisa geograficamente in una parte alta, che ospita il quartiere del Castello, e una parte bassa, che comprende la Città vecchia. A fare da tramite a queste due macroaree sono una serie di ponti che sovrastano il fiume Moldava, il più importante e famoso dei quali è certamente il Ponte Carlo, fra i più suggestivi del mondo.
Il quartiere del Castello ospita diverse attrazioni di interesse, fra cui, oltre al Castello stesso, la Cattedrale gotica di San Vito. Dalla stessa parte del fiume Moldava, scendendo dal castello, si arriva a Mala Strana, fra i quartieri più antichi della città. Dall’altra parte del fiume, sorge invece la Città vecchia (Stare Mesto), collocata in mezzo al Quartiere ebraico (Josefov) e alla Città Nuova (Nove Mesto).
Ho visitato Praga due volte, toccando grosso modo le stesse attrazioni, ma seguendo due itinerari differenti. In questo articolo, suggerisco un itinerario che permette di concentrare la visita di tutti i quartieri principali in due giorni pieni. Sulla base della conformazione della città appena descritta, l’itinerario prevede la visita del Quartiere del Castello, di Mala Strana e dei dintorni del Ponte Carlo per il primo giorno, con l’aggiunta della Collina di Petrin, mentre il secondo giorno comprende la visita delle attrazioni distribuite fra Città Nuova, Città vecchia e Quartiere ebraico.
Di seguito la tabella riassuntiva, con i percorsi tracciati per ciascun quartiere (fattibili a piedi, salvo diversa indicazione).
| Day | Attrazioni | Mappe |
|---|---|---|
| 1 | Castello, Mala Strana, Collina di Petrin, Ponte Carlo | Castello, Mala Strana e Petrin Hill |
| 2 | Città nuova, Città vecchia, Quartiere ebraico | Stare Mesto (Città vecchia) Nove Mesto (Città nuova) Josefov (Quartiere ebraico) |
Per arrivare a Praga, si può contare sull’aeroporto Vaclav Havel (PRG), servito anche da compagnie low-cost. Dall’aeroporto, è possibile arrivare in centro in autobus o taxi, in circa 30-40 minuti.
Day 1: Quartiere del Castello (Hradcany), Mala Strana, Collina di Petrin e Ponte Carlo
Quartiere del Castello (Hradcany)
Arriviamo nel cuore del quartiere comodamente in autobus, partendo naturalmente dal nostro bnb. Le attrazioni principali del quartiere sono il Castello e la Cattedrale di San Vito, ad esso adiacente.
La fondamenta del castello risalgono al IX secolo, ma la sua forma attuale è del periodo gotico. Il castello è fra i più grandi del mondo in termini di area complessiva. Le sue mura comprendono anche il quartiere circostante, che ospitava non solo i reali, ma anche le loro guardie, alchimisti e artigiani. Fra le parti più interessanti del castello, è da menzionare sicuramente la Torre delle Polveri (da sparo, si intende).


La Cattedrale di San Vito è un’enorme edificio in stile gotico risalente alla metà del ‘300, sebbene per la sua costruzione siano stati impiegati circa 600 anni! Esteticamente, ricorda la Cattedrale di Santo Stefano a Vienna. All’interno della cattedrale, sono custodite alcune reliquie del santo, oltre alla quarta corona reale più antica d’Europa. Fra le parti più interessanti, sono da menzionare la Cappella di San Venceslao, contenente la tomba del santo, e la Torre Sud.

Dall’altra parte del castello rispetto alla Cattedrale di San Vito, è situata la Basilica di San Giorgio, costruita circa 200 anni prima della cattedrale, in stile romanico. Proseguendo oltre la Basilica, è assolutamente da vedere la Golden Lane, una via lungo cui si distribuiscono una serie di casette colorate, nella quale vivevano fabbri e alchimisti reali che cercavano di produrre oro (da cui il nome della strada). Al civico 22 della via, visse anche Franz Kafka.


Terminata la visita del Castello e della Cattedrale, scendiamo lungo la collina del castello verso Mala Strana. Nei pressi del castello, troviamo subito Palazzo Schwarzenberg, oggi Galleria Nazionale di Praga, e il Convento di Loreto, santuario fra i più importanti della città fondato alla metà del ‘600 e ispirato al Santuario della Santa Casa di Loreto (AN). Vale la pena visitare l’interno del monastero per apprezzarne gli interni in stile barocco e gli affreschi.




Proseguendo lungo la strada, arriviamo in pochi minuti al Monastero Strahov, fondato nel XII secolo. La parte più suggestiva del monastero è certamente la sua libreria, risalente al ‘600, che contiene oltre 200 mila volumi ed è decorata internamente in stile barocco. Nei dintorni del monastero, è molto bella anche la vista panoramica sulla città e su Mala Strana.



Mala Strana e Collina di Petrin
Il Quartiere di Mala Strana, letteralmente traducibile in “piccolo quartiere”, è fra i quartieri più antichi della città.
Dal Monastero Strahov, procediamo lungo Nerudova street, strada dedicata allo scrittore Jan Neruda e nella quale si trovano suggestivi edifici dal nome medievale, per arrivare alla piazza di Mala Strana. La piazza ospita la colonna della santa Trinità, un obelisco di circa 20 metri circondato dalle statue dei santi patroni della città (ovvero S. Venceslao, la Vergine Maria e S. Giovanni Nepomuk), costruito dopo la peste del ‘700.
Successivamente, ci dirigiamo verso la Chiesa di S. Nicola, la più grande delle due presenti a Praga dedicate al santo, risalente al ‘700 e decorata internamente in stile barocco. Una piccola curiosità è legata all’organo della chiesa, suonato da Mozart durante il periodo in cui visse nella città.

Per la visita del quartiere del Castello, fino alla chiesa di S. Nicola, impieghiamo circa mezza giornata. Ne consegue che è all’incirca ora di pranzo quando, dopo esserci velocemente rifocillati, prendiamo un tram per raggiungere la funicolare (situata alla fermata Ujezd) che ci porta alla Petrin Tower, una torretta costruita come miniatura della Torre Eiffel situata sulla collina di Petrin. La torre è immersa all’interno di una della aree verdi più vaste della città e offre degli splendidi scorci panoramici.


Riscendendo dalla collina, passiamo dal Memoriale alle vittime del Comunismo, situato vicino le pensiline del tram. Il memoriale consiste in un complesso di statue in bronzo, raffiguranti figure umane in diversi stati di disintegrazione, che ricordano le vittime del Comunismo in Rep. Ceca (circa 400 mila persone fra esiliati, giustiziati e deceduti in detenzione).

Costeggiamo successivamente il fiume per dirigerci verso l’isola dei tiratori (Strelecky), un isolotto che raggiungiamo prendendo l’ascensore dal Ponte delle Legioni, che attraversa il fiume Moldava. L’isola permette di vedere degli ottimi scorci sulla città vecchia. Dal Ponte delle Legioni, inoltre, è possibile apprezzare una delle visuali migliori della città.


Ritorniamo sui nostri passi per chiudere la visita di Mala Strana con l’isola di Kampa. L’isola, dall’estetica abbastanza pittoresca, offre ottime viste sulla città vecchia e ospita, fra le altre, il Mulino del Gran Priore, risalente al ‘600 e appartenuto ai Cavalieri di Malta.

Non distante dal mulino, è situata la Chiesa di Santa Maria Vittoriosa, nota ai credenti per la statua del Bambino Gesù di Praga, donata alla città dalla Spagna nel ‘600.

Infine, sempre nei pressi del mulino, non si può perdere una delle attrazioni recenti più iconiche di Praga, ovvero il Muro di John Lennon. La parete è dipinta con dei murales generalmente a tema pace, che cambiano continuamente (un po’ come succede a Hosier Lane a Melbourne). Il muro venne dipinto in seguito all’uccisione del musicista, per diffondere messaggi di pace e libertà, in particolare contro l’oppressione comunista (durante il Comunismo, in tutta la nazione era proibito finanche ascoltare musica pop).

Charles Bridge
A questo punto, la giornata volge verso l’imbrunire, momento propizio per visitare in lungo e in largo il Ponte Carlo, una delle attrazioni più importanti di Praga. Il ponte divide il quartiere di Mala Strana dalla città vecchia, sovrastando il fiume Moldava.
La prima pietra del ponte risale al periodo romanico, quando Re Vladislao I fece costruire il cosiddetto “ponte di Giuditta”, così chiamato in onore di sua moglie, distrutto due secoli dopo da un’alluvione. Dopo la distruzione, il ponte venne ricostruito in modo da resistere meglio alle intemperie, prendendo il nome con cui è attualmente conosciuto da Re Carlo IV, che ne ordinò la ricostruzione nella metà del ‘300.
Poichè arriviamo da Mala Strana, iniziamo la visita del ponte dalla Torre situata sul lato del castello. La torre è riconoscibile dai 4 stendardi situati sull’arco, ciascuno rappresentante gli stati di Boemia sotto Re Venceslao IV, figlio di re Carlo IV. Accanto alla torre maggiore, è situata una torre più piccola, la Torre di Giuditta, risalente alla prima costruzione del ponte. Prima di arrivare alla Torre, segnalo la Pissing fountain, opera dell’artista David Cerny, che si trova nei pressi del museo Kafka. La fontana è costituita da due statue umane intente a svuotare amabilmente la loro vescica all’interno di una pozza con il contorno a forma della nazione.

Affacciandosi dal ponte verso Kampa Island, il canale che si può scorgere è detto Canale del Diavolo, da una leggenda secondo la quale, nel ‘600, in una di quelle case viveva una donna molto malvagia.
Su entrambi i lati del ponte, sono distribuite una serie di statue, raffiguranti importanti scene e personaggi biblici. Fra queste, sono da citare:
- La Lamentazione di Cristo, che mostra la Vergine Maria e Maria Maddalena in lutto per la morte di Gesù, sotto una croce col Cristo risorto.
- La Crocifissione, che ritrae Gesù crocifisso affiancato da Giovanni Battista e Maria Vergine
- La statua di S. Neopomuk, che annegò nel fiume Moldava alla fine del ‘300. Il santo è fra i patroni della città, in quanto si rifiutò di svelare al re alcuni segreti della regina, cosa per la quale fu condannato a morte. La statua è riconoscibile dall’aureola a 5 stelle, che secondo la leggenda apparvero sulla sua testa nel momento in cui spirò.
- La statua di Santa Ludmilla, madre di S. Venceslao, che mostra la santa mentre insegna al futuro re a leggere la Bibbia.
- La statua di S. Vito, che ritrae dei leoni in avvicinamento al santo prima del suo martirio.


All’estremità del ponte, sul lato della città vecchia, troviamo infine una seconda Torre Gotica, risalente alla metà del ‘300, edificata come torre di controllo della città. Nei secoli, sulla torre venivano esposte le teste mozzate dei leader protestanti (primi anni del ‘600).
Dietro la torre, sul lato della città vecchia, è situata la Piazza dedicata ai Cavalieri della Croce, guardiani del ponte fino alla sua prima distruzione nel ‘300. Al centro della piazza, è collocata una statua in bronzo di Carlo IV, mentre su due lati sono situate la Chiesa del Salvatore, oggi parte della Biblioteca Nazionale, e la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, riconoscibile dal contrasto fra i colori accesi della cupola e quelli cupi della facciata, che merita una visita anche internamente.

Una volta oltrepassata la torre, costeggiando il fiume verso sud, si arriva al cortile del Klub Lavka, che offre quella che può essere probabilmente considerata come la visuale migliore sul Ponte Carlo e sul Castello. Non dovreste faticare molto a trovarla, ci sarà gente a scattare foto a qualsiasi ora del giorno e della notte.


Si chiude così la nostra prima, intensa giornata nella capitale ceca.
Day 2: Città vecchia, città nuova e quartiere ebraico
Città nuova (Nove Mesto)
La parte più importante della nostra giornata è senza dubbio la visita della Città vecchia. Tuttavia, per motivi di convenienza geografica, iniziamo il nostro tour de force dalla parte nuova.
La prima tappa è Piazza Venceslao, un’enorme piazza a pianta rettangolare, che si estende in lunghezza. La Piazza è dedicata a Re Venceslao, Duca di Boemia ai primi del ‘900, divenuto uno dei santi patroni di Praga dopo essere stato assassinato da suo fratello. Oggi, la piazza rappresenta un centro vivo aperto alle attività commerciali, ma è stata in passato teatro di eventi che hanno caratterizzato la storia della città, soprattutto nei primi del ‘900. Innanzi tutto le proteste che portarono alla formazione della Cecoslovacchia dopo quasi 400 anni di dominio asburgico, con la proclamazione di indipendenza ad opera del leader Alois Jirasek. Successivamente, la piazza fu prima il luogo in cui Praga fu dichiarata essere parte dell’URSS e poi quello in cui la Rivoluzione di Velluto si concluse con la proclamazione della nascita dell’odierna Rep. Ceca.
La piazza ospita diverse attrazioni di interesse:
- Il Museo Nazionale, maestoso edificio risalente agli inizi dell’800 e museo più antico di Boemia.
- La statua in bronzo di S. Venceslao, posta al centro della piazza e raffigurante il santo in battaglia in groppa a un cavallo.
- Il Lucerna Gallery Mall, all’interno del quale è custodita la parodia della statua di S. Venceslao, opera di David Cerny, raffigurante il cavallo a testa in giù.
- Il Memoriale a Jan Palach e Jan Zajic, che si diedero fuoco nella piazza nel 1969 per protesta contro l’oppressione sovietica (altro evento importantissimo per la nazione).
Vicino il Museo Nazionale, segnalo anche il Teatro dell’Opera, costruito alla fine dell’800 e riaperto al pubblico solo negli anni ’90, dopo essere stato a lungo inadoperato.


Dalla parte opposta rispetto al Museo Nazionale, troviamo poi la Chiesa della Vergine della Neve. La chiesa è chiamata così per via di una leggenda, secondo la quale la Vergine apparve in sogno a un mercante chiedendogli di costruire una chiesa dove fosse caduta la neve il giorno successivo, cosa che accadde nonostante fosse estate. La chiesa risale alla fine del ‘300. Nei dintorni di essa, potrebbero meritare un momento Instagram la scultura cinetica della Testa di Kafka, e la statua di Freud appeso, entrambe opere di David Cerny.

Ci dirigiamo poi a Charles Square, parco pubblico anticamente concepito come piazza del mercato del bestiame. Prima di arrivare alla piazza, passiamo dal nuovo Municipio (che poi tanto nuovo non è, visto che la sua attuale forma risale ai primi del ‘400), edificio legato all’evento storico della Prima Defenestrazione di Praga, durante la quale alcuni membri del concilio cattolico vennero defenestrati per essersi rifiutati di scarcerare il buon Jan Hus. Oltre al nuovo Municipio, nella Piazza spicca la Chiesa di S. Ignazio, mentre, poco al di fuori dello spazio verde, è curiosa la statua dell’uomo con l’ombrello, opera dell’artista ceco M. Trpak, che simboleggia incertezza e precarietà (l’opera si chiama infatti “Slight Uncertainty”).


Proseguiamo successivamente verso una delle attrazioni più conosciute di Praga, ovvero la Casa Danzante, edificio ispirato al genio di Salvador Dalì, opera dell’architetto Americano Frank Gehry e risalente agli anni ’90.

Costeggiamo a questo punto il fiume in direzione nord, per arrivare a Palazzo Zofin, risalente alla metà dell’800 e fatto costruire in onore della Principessa Sofia (“Zofie” in ceco). Nel palazzo hanno avuto luogo diversi eventi importanti, fra cui concerti di compositori del calibro di Liszt, Wagner e Tchaikovskij. Chiudiamo il tour della città nuova con il Teatro Nazionale di Praga, maestoso edificio risalente alla fine dell’800.

Città vecchia (Stare Mesto)
Siamo a metà mattina quando iniziamo il tour del centro storico. Partiamo da dove ci eravamo lasciati la sera del giorno precedente, ovvero dalla Biblioteca Nazionale (Clementinum), riconosciuta come una delle biblioteche più belle del mondo, per via delle decorazioni interne. E’ nell’osservatorio di questo edificio che Keplero formulò le sue famose leggi astronomiche.
Ci dirigiamo in seguito verso la piazza centrale, passando prima dal Municipio. Nelle vicinanze dell’edificio principale, esempio di Art Nouveau, si trova la fontana Vltava (nome ceco che indica il fiume Moldava), considerata fra le sculture più belle della città (sebbene quella oggi visibile sia in realtà una replica).
A pochi passi dalla fontana, troviamo la cosiddetta Piccola Piazza (Male Namesti). La piazza è riconoscibile dalla Fontana di ferro posta al suo centro, considerata la più antica della città. Fra gli edifici più caratteristici, è da segnalare Rott House, con una facciata in muratura.
Poco più avanti, entriamo nel vivo del centro storico. Il primo edificio caratteristico è la cosiddetta Casa del Minuto. Il nome non deriva dall’unità di misura del tempo, ma dalle piccole dimensioni dei pacchetti di tabacco che venivano venduti nell’edificio, anticamente utilizzato come negozio di tabacchi. L’edificio è facilmente riconoscibile dalla sua facciata a sfondo nero con dipinti bianchi, rappresentanti scene bibliche e mitologiche. Nella casa, visse anche Franz Kafka per un breve periodo.

La tappa successiva rappresenta il punto più importante del nostro tour della città vecchia. Si tratta di Staromestske Namesti, ovvero la Piazza della città vecchia. La piazza ospita una serie di attrazioni importanti, fra le più note della città:
- L’orologio astronomico, che risale al ‘400 ed è l’orologio in funzione più antico del mondo. La bellezza e la complessità dell’orologio hanno fatto nascere una leggenda, secondo cui il creatore dell’orologio fosse cieco, in modo da non poterlo replicare altrove. Con cadenza oraria, è possibile assistere allo spettacolo di tutte le componenti in funzione.
- La Chiesa di San Nicola, risalente alla metà del ‘700 e costruita come parte di un monastero benedettino. Internamente, la chiesa è molto meno interessante rispetto alla sua omonima del quartiere di Mala Strana.
- Il Memoriale a Jan Hus, situato al centro della piazza e risalente ai primi del ‘900, dedicato al più importante personaggio storico della nazione, fondatore del movimento protestante hussita fra il ‘300 e il ‘400, per cui fu arso vivo.
- La Cattedrale di Santa Maria di Tyn, probabilmente l’edificio più iconico di Praga, risalente al ‘300 e comprendente due torri imponenti sormontate da larghe cuspidi.
- Il Palazzo Goltz-Kinsky, migliore esempio di Rococò di Praga, oggi parte della Galleria Nazionale d’Arte. L’edificio risale alla metà del ‘700, il suo nome deriva da quelli del Conte Goltz, che lo fece costruire, e del Conte Kinsky, che lo acquistò in seguito alla morte del primo. Il palazzo è stato sede di importanti momenti storici: la nascita della Baronessa Bertha Suttner-Kinsky, prima donna a vincere il Nobel per la Pace, gli studi di Franz Kafka (il palazzo fu sede della Scuola di Grammatica Tedesca per qualche anno) e la proclamazione delle politiche oppressive del Partito Comunista ad opera del suo leader K. Gottwald.
- Il Memorial Cross Park, che celebra la resistenza della Boemia nella Guerra dei 30 Anni, e in particolare la data di esecuzione di alcuni nobili della resistenza.
- Casa Storch, così chiamata dal proprietario della casa, che la acquistò alla fine dell’800. La facciata della casa presenta dei murales divisi in 3 sezioni. Al centro della facciata, è dipinto S. Venceslao a cavallo. Curiosità: accanto alla casa, in particolare al civico 15, Einstein era solito deliziarsi col violino.
- Casa alla Campana di pietra, risalente al ‘400, che presenta uno spigolo con una campana ricavata su di esso, che secondo la leggenda sarebbe caduta sull’edificio dopo essersi staccata dalla Cattedrale di Santa Maria di Tyn.




Proseguendo oltre la piazza, è curiosa la Casa all’Anello d’oro, risalente al ‘600 nella sua ultima versione, così chiamata in virtù di un anello d’oro sulla facciata, che secondo una leggenda sarebbe caduto a un fantasma.
Successivamente, arriviamo alla Chiesa di San Giacomo, seconda chiesa più grande di Praga, dopo la Cattedrale di San Vito. La chiesa è riconoscibile dai 3 rilievi in stile barocco della facciata, che raffigurano S. Antonio di Padova, S. Francesco d’Assisi e S. Giacomo. La parte più interessante della chiesa è l’interno, per i bellissimi affreschi e le decorazioni, oltre che, per i più curiosi, per il braccio mummificato visibile all’ingresso, che secondo una leggenda apparterrebbe a un ladro che aveva provato a rubare i gioielli dell’altare, venendo però trattenuto dalla statua della Madonna.
Dopo la visita della chiesa, ci rimettiamo in cammino verso la Torre delle Polveri, risalente ancora al Medioevo, passando da Celetna Lane, strada lungo la quale si trova l’Università (Karolinum) fondata da Re Carlo nella metà del ‘300. Chiudiamo qui il nostro tour della città vecchia.

Quartiere ebraico (Josefov)
Torniamo a questo punto sui nostri passi in direzione della Piazza della Città vecchia, per visitare l’ultima parte della città che ci manca all’appello, ovvero il Quartiere ebraico. Le prime comunità ebraiche si insediarono a Praga intorno all’anno Mille, impiegando un paio di secoli prima di consolidarsi, fino a raggiungere l’apice dello sviluppo intorno al ‘500. Apice da cui il quartiere ridiscese sotto il dominio asburgico, durante il quale, nella metà del ‘700, gli ebrei furono espulsi dalla città per ordine dell’imperatrice Maria Teresa. Dopo essere stati nuovamente reintegrati da Giuseppe II, figlio della stessa imperatrice, gli ebrei vissero gli anni più duri prima durante l’occupazione nazista, in cui la maggior parte di loro venne deportata nei Campi di Concentramento, e successivamente sotto l’oppressione comunista, che causò la fuga di quasi metà della popolazione ebraica di Praga.
Imbocchiamo Paris Street per arrivare alla prima attrazione del quartiere ebraico, la Sinagoga Maisel, così chiamata in onore del più importante esponente della comunità ebraica alla fine del ‘500, che contribuì fortemente allo sviluppo del quartiere. La sinagoga fa oggi parte del Museo ebraico di Praga.
Oltre alla Sinagoga Maisel, nel quartiere sono presenti diverse altre sinagoghe:
- La Sinagoga Pinkas, risalente alla metà del ‘500 e così chiamata in onore del nipote del nobile che la fece costruire. Nella sinagoga, è presente una parete su cui sono incisi i nomi di tutti i circa 80000 ebrei che vennero deportati durante il Nazismo.
- La Sinagoga Klausen, risalente al ‘600 e così chiamata per le sue dimensioni più ridotte rispetto alla Sinagoga Maisel (“klaus” in tedesco sta per “piccolo”).
- La Sinagoga spagnola, ispirata all’Alhambra di Granada.
- La Sinagoga vecchia-nuova, la più antica sinagoga attiva d’Europa, risalente al ‘200. È così chiamata in quanto più recente della Scuola vecchia, anticamente ubicata al posto della Sinagoga spagnola. È legata a questa sinagoga la leggenda del Golem, creato per difendere il popolo ebraico.

Nel passare da una sinagoga all’altra, sono da segnalare una serie di altri punti di interesse:
- L’antico cimitero, unico luogo della città in cui gli ebrei potevano seppellire i loro cari fino alla fine del ‘700. Nel cimitero sono sepolte oltre 10000 salme, la tomba più datata risale al ‘400. Fra le curiosità del cimitero, c’è quella legata alle lapidi oblique. L’inclinazione delle lapidi è dovuta al fatto che nel corso del tempo esse sono state costruite l’una sull’altra, a causa della mancanza di spazio.
- Il Municipio ebraico, risalente alla fine del ‘500 e costruito per volere del solito Maisel. Fra le particolarità dell’edificio, spiccano i due orologi sulla facciata principale, il primo con i caratteri romani e il secondo con quelli ebraici.
- Il monumento a Franz Kafka, ispirato ad uno dei suoi racconti, che raffigura lo scrittore in piccole dimensioni sulle spalle dello stesso scrittore senza testa in dimensioni più grandi. La statua è posta nei pressi della casa in cui Kafka visse per diversi anni.
- Il Rudolfinum, ovvero il Teatro Nazionale, situato sulle sponde del fiume Moldava e risalente alla fine dell’800.


Più distante dal quartiere, ma comunque legata alla comunità ebraica, è da menzionare infine la coloratissima Sinagoga del Giubileo, risalente agli inizi del ‘900 e ubicata non distante dalla città vecchia.
Conclusioni
Praga è la città che ho maggiormente apprezzato fra tutte quelle che ho visitato fuori dall’Italia, a pari merito, forse, con San Pietroburgo. È una città tanto grande quanto a misura d’uomo, facile da girare e piuttosto ben gestita, ma soprattutto ricca di arte. Ogni angolo della città racconta una storia diversa e affascinante.
È difficile stilare una classifica dei punti che mi hanno maggiormente colpito, ma ci provo:
- Medaglia d’oro agli scorci del fiume Moldava che hanno come sfondo il Ponte Carlo e il Castello, stupendi sia di giorno che di sera.
- La Piazza della Città Vecchia, ricca di dettagli e di edifici storici, ciascuno con il suo stile e la sua bellezza.
- La zona del Castello, particolarmente lungo la strada che va da Golden Lane al Convento di Loreto, passando per la Cattedrale di San Vito.
In merito ai costi, la città è piuttosto economica, anche se negli ultimi anni l’inflazione è arrivata anche lì. Attenzione al periodo natalizio, i prezzi degli alloggi aumentano in modo esponenziale.
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