Vai al contenuto
Home » Le mie avventure » Vienna

Vienna

La vita è troppo breve per bere vini mediocri

J.W. Goethe

Indice

Introduzione

Se dovessi provare a riassumere Vienna in poche parole, direi che si tratta di una città che mi ha colpito per l’atmosfera fiabesca nella quale si trova immersa, e per il fatto che più che aria sembra si respiri cultura. Uno dei fattori che incide molto su questa mia impressione deriva sicuramente dalla sua storia immensa, che l’ha plasmata nel corso dei secoli. Dalla musica di Mozart che accompagna il vivere quotidiano alle illustri menti che hanno frequentato la sua prestigiosa Università, dall’Impero Asburgico alla devastazione nazista, Vienna è una città in cui ogni angolo è valorizzato nella sua bellezza e possiede il fascino della memoria.
Ho avuto la possibilità di visitare Vienna due volte, l’ultima delle quali piuttosto di recente, ed entrambe in mesi primaverili. La città offre davvero tanto da vedere, per cui servirebbe un bel po’ di tempo per visitarla degnamente. In questo articolo propongo un itinerario che permette di concentrare la visita delle parti più importanti in 2 giornate piene, per chi, come me, fosse sempre a corto di ore.

Itinerario in breve

Ho suddiviso l’itinerario in modo da dedicare tutta la prima giornata alle principali attrazioni del centro storico, partendo dalla Casa di Mozart e finendo con quella di Beethoven 😊, e la seconda a due dei palazzi nobiliari più importanti della città, ovvero Schönbrunn e Belvedere, e alle Kunsthaus, passando dal Naschmarkt e dal Parco Cittadino. Di seguito l’itinerario in breve, con le mappe dei percorsi da seguire.

Da osservare che il Palazzo di Schönbrunn è situato lontano dal centro storico, per cui occorre arrivare con i mezzi. Di conseguenza, non figura nelle mappe.

DayAttrazioniMappa
1Centro storico, da casa di Mozart a casa di BeethovenDa casa di Mozart a casa di Beethoven
2Schönbrunn, Belvedere, Naschmarkt, Parco cittadino, KunsthausSchönbrunn, Belvedere, Kunsthaus

È possibile arrivare a Vienna con treni diretti da alcune città del nord Italia (stazione Vienna HBF), oppure in aereo. Le principali città italiane sono collegate tramite voli diretti con l’aeroporto di Vienna Schwechat (VIE). Dall’aeroporto, si può arrivare in centro città in taxi (costo di poco meno di 50€), oppure con i mezzi, scegliendo fra bus, treno e metro leggera (S-Bahn).

Day 1: Centro storico, dalla Casa di Mozart a quella di Beethoven

Iniziamo il nostro tour dalla Mozarthaus. Sebbene il compositore austriaco visse la maggior parte della sua vita a Salisburgo, sua città di origine, trascorse qualche anno anche a Vienna, dopo essersi sposato con la figlia di una ricca famiglia tedesca. È in questo appartamento, oggi adibito naturalmente a museo, che compose Le Nozze di Figaro, una delle sue opere più famose. Il biglietto d’ingresso costa 14€ (prezzo per adulto), e può essere acquistato direttamente in loco, oppure sul sito della Mozarthaus.

A circa 200 metri dalla Mozarthaus è situata la Cattedrale di Santo Stefano, una delle principali chiese della città e sede della Chiesa Cattolica di Vienna. Si tratta di un edificio in stile gotico, che nel corso dei secoli ha subito diversi rimodellamenti. Presenta 4 torri, la più alta delle quali è quella a sud, chiamata affettuosamente “Old Steve”, alla quale è possibile accedere salendo oltre 300 gradini. Da menzionare anche la torre a nord, che ospita diverse campane, fra cui la Pummerin, ovvero la seconda campana oscillante più grande d’Europa (il primato spetta a quella del duomo di Erfurt, in Germania). Gli interni sono decorati con circa 250 mila tegole colorate, disposte in modo da comporre lo stemma austriaco. La cattedrale ospita anche diverse tombe, in cui sono sepolti importanti esponenti della dinastia asburgica e del clero austriaco. Infine, è qui che furono celebrati prima il matrimonio e poi il funerale di Mozart. La cattedrale è visitabile gratuitamente, ad eccezione di alcune aree, per le quali è necessario acquistare un biglietto d’ingresso (in loco, o sul sito della Cattedrale di Santo Stefano).

Dalla Cattedrale di Santo Stefano, camminando lungo il Graben, una delle vie più note della città e prima strada completamente pedonale di Vienna, si arriva alla Chiesa di San Pietro (Peterskirche), passando per la Colonna della Peste, un monumento che ricorda le persone decedute durante la peste del 1679. Particolarità della Chiesa di San Pietro è la sua cupola a pianta ovale, anziché tonda.

Proseguiamo ancora per qualche metro per arrivare ad Am Hof, la piazza più grande del centro storico. L’attrazione principale della piazza è la sua omonima chiesa, che presenta una facciata in stile barocco. È dal balcone di questa chiesa che Napoleone proclamò la fine del Sacro Romano Impero. Da segnalare all’interno della piazza anche la presenza della Colonna Mariana, una colonna fatta costruire per chiedere protezione alla Vergine Maria contro l’esercito svedese durante la Guerra dei 30 anni.

La nostra tappa successiva è l’Hofburg, l’antico palazzo imperiale, oggi adibito a residenza del Presidente della Repubblica austriaca. Arriviamo al palazzo attraversando Kohlmarkt, una strada originariamente dedicata al commercio del carbone (da cui prende il nome) e odiernamente nota per i negozi di lusso. L’Hofburg è senza dubbio l’edificio più maestoso di Vienna, è costituito da 18 ali e 19 cortili, e al suo interno si trovano oltre 2500 stanze. Il palazzo ospita anche una serie di importanti attrazioni, fra cui sono da menzionare la Cappella Imperiale, il Museo di Storia Naturale, la Biblioteca nazionale (suggerita la visita internamente), la Camera del Tesoro Imperiale (in cui è custodita la corona del Sacro Romano Impero), la Scuola di Cavalleria spagnola, il Burgtheater e il centro congressi. È possibile vedere il palazzo internamente, da non perdere gli appartamenti imperiali, dove vissero, fra gli altri, anche la Principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe I. I biglietti sono acquistabili in loco oppure online.

La prima ala che incrociamo sul nostro cammino è quella dedicata a San Michele, che si vede dall’omonima piazza. La piazza ospita anche la chiesa di San Michele, di cui è molto interessante la cripta, contenente le salme di circa 4000 personaggi appartenenti all’aristocrazia austriaca. Alle spalle dell’ala di San Michele, si trova inoltre la Scuola di Equitazione spagnola, ovvero la scuola di equitazione più antica del mondo.

Michaelerplatz

La migliore visuale dell’Hofburg si ha però da Heldenplatz, ovvero la Piazza degli Eroi, che si trova di fronte al Neue Burg, il Nuovo Palazzo Reale. La costruzione del Neue Burg risale alla fine dell’800, ed è dal balcone di quest’area che Hitler proclamò l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Dalla parte opposta di Heldenplaz rispetto al Neue Burg si trova poi il Volksgarden (Giardino del popolo), all’interno del quale sono situate, fra le altre, una statua di Sissi e una replica del tempio di Efesto di Atene.

Hofburg, vista da Heldenplatz

Un’altra ala importante facilmente raggiungibile è quella visibile da Josefsplatz, una piazza dedicata all’imperatore Giuseppe II, di cui è presente una statua posta al centro della piazza stessa. Oltre alla statua di Giuseppe II, la piazza ospita anche due fontane, la prima dedicata al potere della Terra e la seconda a quello del Mare. Nei pressi di Josefsplatz è da menzionare inoltre la Chiesa degli Agostiniani, nella quale vennero celebrate le nozze fra Napoleone Bonaparte e Maria Luisa, e quelle tra Francesco Giuseppe I e la Principessa/imperatrice Sissi.

Josefsplatz

A breve distanza da Josefsplatz, merita sicuramente una visita l’Albertina Museum, così chiamato in nome del suo fondatore, il Duca Alberto di Sassonia, di cui è presente una statua nello spazio antistante l’ingresso. Il museo ospita una collezione di oltre 60000 capolavori, fra i quali opere di Picasso, Chagall, Monet, Mirò, Degas, Magritte, Renoir, e altri artisti di questo calibro. Trovate una lista delle opere più importanti sul sito dell’Albertina Museum, in cui è possibile acquistare anche i biglietti (19€ il prezzo base per adulto). Accanto all’Albertina, è situato poi il Teatro dell’Opera di Vienna, edificio risalente alla fine dell’800 e considerato il più famoso e importante teatro della città.

A questo punto possiamo rilassarci nel Burggarten, il giardino dell’Hofburg rilasente all’800. La parte probabilmente più nota del parco, situata nei pressi dell’Albertina Museum, è la statua di Mozart, posta dinanzi un prato che presenta al centro una composizione di fiori disposti in modo da formare una chiave di violino.

Statua di Mozart a Burggarten

Fra il Burggarten e l’Albertina Museum, merita una visita la Palmenhaus, un edificio adibito a serra che ospita anche una brasserie e uno zoo per farfalle. Questa è un’ottima area per rilassarsi un po’ e rifocillarsi. Per il dolce, però, suggerisco di fare qualche metro in più per arrivare al Sacher Cafè, per gustare un pezzo dell’omonima famosissima torta in questo locale, aperto in origine proprio dalla famiglia Sacher, ideatori del dolce. Poco distante dal Sacher Cafè, segnalo anche il Monumento contro la Guerra e il Fascismo, opera di recente realizzazione.

Palmenhaus

A questo punto, possiamo dirigerci verso il Museumsquartier, ovvero un complesso di musei ubicati intorno alla bellissima Piazza Maria Teresa. La piazza è composta da una grande area verde, al cui centro è situata la statua di Maria Teresa d’Austria, frapposta fra due edifici gemelli, ovvero il Museo di Storia dell’Arte, in cui sono custodite anche opere di artisti come Raffaello, Mantegna, Rubens e Tintoretto, e il Museo di Storia Naturale. Nelle vicinanze della piazza, sono presenti anche il Leopold Museum, contenente, fra le altre, la collezione più ampia delle opere di Egon Schiele, e il Mumok museum, ovvero il museo di arte moderna, nel quale si trovano anche dipinti di Wahrol e Picasso.

Ci dirigiamo successivamente verso la parte “politica” della città. L’edificio più degno di una visita è certamente il Municipio (Rathaus), in stile neo-gotico, fra i più belli che abbia mai visto (come municipio, non come edificio in generale). La costruzione è piuttosto imponente e immersa in un bel parco (Rathaus Platz). Prima di arrivare al municipio, facciamo una breve sosta alla Piazza del Parlamento. L’edificio del parlamento è ispirato alla tradizione greca, di fronte a esso si trova non a caso una statua della dea Atena.

Di fronte il municipio, è poi impossibile non notare il Burgtheater, uno dei teatri più importanti della città, in cui si tennero le prime rappresentazioni delle Nozze di Figaro di Mozart e della Prima sinfonia del Ludovico Van (se non apprezzate la citazione da “Arancia Meccanica” siete brutte persone).

Burgtheater

E a proposito del Ludovico Van, chiudiamo la giornata visitando la Pasqualati House, ovvero la casa nella quale il compositore visse per oltre 10 anni, durante i quali iniziarono i suoi arcinoti problemi di udito. La casa oggi è adibita a museo, da notare che la porta d’ingresso è stata trasportata dall’abitazione in cui egli morì. A Vienna è presente anche la tomba di Beethoven, che però si trova da tutt’altra parte ed eventualmente sarebbe raggiungibile con i mezzi.

Se ce la fate ancora, potete anche proseguire un po’ oltre verso la Chiesa Votiva, voluta dal fratello dell’Imperatore Francesco Giuseppe come offerta a Dio per ringraziarlo di avere risparmiato la vita dell’imperatore, in seguito a un attentato contro di lui da parte di un fanatico ungherese. La chiesa è situata nel luogo in cui avvenne l’attentato. L’abitazione in cui morì Beethoven sopracitata si trova nei pressi della chiesa, insieme alla casa in cui visse Sigmund Freud, anch’essa adibita odiernamente a museo.

Day 2: Schönbrunn, Belvedere, Naschmarkt, Parco cittadino, Kunsthaus

Iniziamo la giornata dal Palazzo di Schönbrunn, che riconoscerete facilmente se avete visto qualcuno dei film sulla Principessa/Imperatrice Sissi. Il palazzo si trova lontano dal centro storico, per cui è necessario andare con i mezzi. Si arriva comunque facilmente in metro, basta scendere alla fermata “Schönbrunn”, dalla quale sia arriva a piedi a destinazione. Diciamo che le possibilità di sbagliare non sono molte. Il nome del palazzo deriva da una decisione dell’Imperatore Mattia, che trovò una fonte d’acqua lì vicino durante una battuta di caccia (letteralmente, “Schönbrunn” vuol dire “bella fonte”).

Internamente, il palazzo ospita oltre 1400 stanze ed è visitabile in varie combinazioni. Onestamente, non sono rimasto entusiasta della visita, che a mio parere non vale il prezzo del biglietto. In ogni caso, se volete potete vedere le varie opzioni sul sito dello Schönbrunn. La parte che ho invece apprezzato molto è quella esterna, peraltro accessibile gratuitamente. Molto bello il giardino antistante l’entrata del palazzo, enorme e con composizioni floreali coloratissime e ben posizionate. Nel giardino è anche presente la Fontana di Nettuno, ma l’attrazione direi principale del parco è la Gloriette, una costruzione nata come Tempio della Fama, situata sulla cima della collinetta ai piedi della quale è situato il palazzo. È possibile arrivare in cima con una breve passeggiata poco impegnativa, per godere anche di una bellissima vista del palazzo e della città dall’alto.

Una piccola curiosità legata al palazzo è legata al suo colore giallo, che nonostante ricopra le pareti di un palazzo nobiliare, fu scelto per il suo basso costo. All’esterno del palazzo si trovano anche un labirinto, delle rovine romane, la serra delle Palme, e varie altre aree verdi. Per la visita considerate almeno un paio d’ore abbondanti.

Facciamo dietrofront con i mezzi e ci dirigiamo verso il Belvedere, un bellissimo palazzo costruito alla metà del ‘700 per volere del principe Eugenio di Savoia. Il palazzo è diviso in due parti, una alta e una bassa, in mezzo alle quali si trova esternamente un bellissimo giardino. La visita degli esterni è gratuita e consiglio di prendere tutto il tempo di cui si dispone per goderne appieno.

Il palazzo è visitabile anche internamente, e stavolta vi consiglio certamente di farlo. Gli interni sono molto belli e ospitano la Galleria d’Arte austriaca, in cui sono custodite importanti opere. La più famosa è probabilmente il Bacio di Klimt, ma si possono apprezzare altre opere molto importanti e alcune piuttosto bizzarre.

Terminata la visita del Belvedere, proseguiamo verso la Chiesa di San Carlo, in stile barocco, costruita in onore dell’omonimo santo come ringraziamento, da parte dell’imperatore, per avere fermato la peste agli inizi del ‘700. Molto suggestivo vedere il riflesso dell’enorme cupola della chiesa nell’acqua.

Chiesa di San Carlo

La chiesa di San Carlo è situata nei pressi del Naschmarkt, il mercato più grande della città, in funzione dal XVI secolo. Inizialmente vendeva solo latte, che per consumatori accaniti come il sottoscritto è una merce preziosissima, oggi si trovano le merci più svariate.

Ci rechiamo quindi verso lo Stadtpark, ovvero il Parco Cittadino, per un po’ di relax. Il parco ospita, fra le altre cose, una statua ricoperta d’oro di Johann Strauss mentre suona il violino, fra le attrazioni più fotografate della città. Prima di arrivare allo Stadtpark, facciamo un pit stop a Schwarzenberg Platz, una piazza in onore del principe omonimo che combattè contro Napoleone. Nella piazza si trovano una statua del principe, generalmente bersagliata dai piccioni, e un monumento in memoria dei sovietici morti durante la liberazione dell’Austria dal Nazismo nella Seconda Guerra Mondiale.

Schwarzenberg Platz

Proseguiamo successivamente verso il Danubio, fermandoci in particolare a Hermann Beach Park, un parco pieno di locali di cui si può approfittare per rifiatare. La destinazione più suggestiva del nostro pomeriggio sono le pittoresche Kunsthause, delle case realizzate dall’architetto e artista Hudertwasser alla fine degli anni ’90. Gli edifici sono davvero bizzarri e coloratissimi, personalmente ne ho apprezzato molto la stravaganza e la fantasia. Se vi resta tempo, potete arrivare fino al Prater, un parco piuttosto grande che ospita una delle ruote panoramiche più grandi del mondo. Nei pressi del parco è presente anche un museo delle cere di Madame Tussauds, oltre a locali in cui poter fermarsi a bere o mangiare qualcosa.

Prima di chiudere l’itinerario, è d’obbligo una cena a base di Schnitzel, la famosa cotoletta viennese, che consiglio di mangiare al Figlmuller, probabilmente il ristorante più famoso di Vienna. Vi suggerisco caldamente di prenotare con largo anticipo, le file possono essere veramente interminabili.

Conclusioni

Vienna è una città che ho apprezzato moltissimo, senza sbilanciarmi troppo la inserirei nella top 10 delle più belle che abbia visitato fuori dall’Italia. Oltre alle attrazioni principali, mi è piaciuta molto l’atmosfera nella quale mi sono sentito immerso. Mi è sembrata peraltro anche molto vivibile e ben curata, e inoltre è facilmente raggiungibile.

Stilare una classifica delle attrazioni che ho maggiormente gradito non è semplice, ma ci provo:

  1. Medaglia d’oro allo Schönbrunn, di cui ho apprezzato molto l’esterno, in particolare i giardini e la Gloriette. Molto suggestiva anche la facciata della reggia. Come menzionato, invece, non mi hanno colpito gli interni, tuttavia resta un’attrazione imperdibile
  2. Il Belvedere, di cui mi sono piaciute sia la parte esterna che le opere custodite nella Galleria d’arte. Da non farsi mancare un po’ di foto di rito nei giardini
  3. L’Hofburg, nel complesso davvero imponente e molto apprezzabile per i diversi punti da cui si può vedere nella sua eterogeneità, oltre che per i parchi situati nei dintorni

In due giorni sono riuscito a vedere tutto quello che ho riportato in questo articolo, seguendo l’itinerario proposto. Da segnalare però che sono un ottimo camminatore, per cui se siete a corto di tempo si potrebbe tagliare qualcosa. La parte meno suggestiva, in cui comunque mi sono fermato poco, credo sia la zona da Stadtpark a Schwarzenberg park, non mi hanno entusiasmato granchè anche la zona di Naschmarkt (ma da non perdere la Chiesa di San Carlo) e il Prater. Con un giorno in più, invece, credo sarei andato a visitare Bratislava, ad oggi una delle poche capitali europee che mi mancano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *