“Ciò che rende bello il deserto è che da qualche parte nasconde un pozzo”.
A. de Saint-Exupery, Il piccolo principe
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Deserto Bianco
- Day 2: Deserto Bianco e rientro al Cairo
- Day 3: Giza
- Day 4: Siwa
- Day 5: Siwa, Marsa Matrouth e transfer per Il Cairo
- Conclusioni
Introduzione
Piazza Tahrir era deserta quando io e mia moglie siamo arrivati lì di prima mattina per farci trovare pronti all’appuntamento con il nostro driver, che ci avrebbe accompagnato fino all’ingresso dell’Oasi di Bahariya. Eravamo arrivati al Cairo la sera precedente e non avevamo avuto molto tempo per riposare. La prima persona incontrata nella piazza più grande del Cairo è stato un signore tedesco sulla sessantina, che abbiamo scoperto subito trattarsi di uno dei nostri compagni di viaggio. Ho attaccato bottone con lui perché mi serviva mandare un messaggio al driver, che dopo mezz’ora dall’orario pattuito non era ancora arrivato. Eravamo infatti atterrati al Cairo in tarda serata e, complice il Ramadan, non avevamo trovato il modo di acquistare una SIM locale.
Il nostro compagno di viaggio era alla sua quarta avventura in Egitto, anche per questo si è sorpreso nell’apprendere che avessimo scelto il Deserto Bianco come attrazione introduttiva nel paese dei faraoni. Probabilmente, ha pensato questo solo perché non sapeva come si sarebbe svolto il resto.
Itinerario in breve
Contrariamente a come fanno in molti, abbiamo visitato le Oasi di Bahariya e Siwa in giorni non consecutivi, prevedendo una giornata di intermezzo per visitare le Piramidi di Giza, di cui vi parlerò nei prossimi articoli. Queste due oasi vengono di solito visitate in un unico pacchetto, organizzato tramite agenzie locali contattabili dall’Italia. A noi però questa soluzione non piaceva molto, anche perché i costi generalmente richiesti per un tour privato organizzato in tal modo sono piuttosto elevati e assolutamente non in linea con il costo totale di un viaggio in Egitto. Questo vale soprattutto per l’Oasi di Siwa, che si può visitare tranquillamente in autonomia.
Per visitare il Deserto Bianco, è invece strettamente necessario appoggiarsi a una guida locale. Noi ci siamo affidati ad Ahmed Safari, scegliendo l’opzione del tour di gruppo di 2 giorni. Il costo del tour è di 95€ (da pagare direttamente in loco in contanti), comprensivo di tassa di ingresso al parco, guida beduina locale, transfer in van condiviso da e per Il Cairo, pasti e pernottamento in tenda. Qualora vi chiedeste se sia possibile restare nel deserto per più di due giorni, o anche per un solo giorno, sappiate che la risposta è affermativa, ma il tour dovrà essere svolto privatamente, naturalmente con un costo maggiore. Non conosco il prezzo dei tour privati di più giorni, ma in compenso posso dirvi che per il tour in giornata, sempre con base al Cairo, è di 135€.
A Siwa siamo arrivati invece tramite un van condiviso, viaggiando di notte. Per visitare le sue attrazioni principali, ci siamo appoggiati banalmente alla struttura in cui abbiamo alloggiato, con il risultato di aver risparmiato tantissimo, come dettaglierò nel seguito dell’articolo.
L’itinerario comprensivo dell’Oasi di Bahariya e Oasi di Siwa si è svolto, in sintesi, come segue:
| Day | Itinerario | Notte |
|---|---|---|
| 0 | Arrivo al Cairo in serata | Il Cairo |
| 1 | Deserto Bianco | Deserto |
| 2 | Deserto Bianco e rientro al Cairo nel pomeriggio | Il Cairo |
| 3 | Giza e partenza per Siwa in serata | Van condiviso |
| 4 | Siwa | Siwa |
| 5 | Siwa e rientro al Cairo | Il Cairo |
Day 1: Deserto Bianco
Il nostro pick up è fissato per le 6:30 a Piazza Tahrir, dove arriviamo comodamente a piedi dal nostro alloggio, lasciando lì i nostri bagagli più grandi. Piazza Tahrir, ovvero dell’Indipendenza, è la piazza più grande del Cairo e rappresenta un importante punto di snodo della città.

Al momento del nostro arrivo, la piazza è completamente vuota. Il driver si presenta alle 7, il van si riempie definitivamente con noi. Iniziamo quindi direttamente la lunga traversata che in circa 5 ore ci porta dal Cairo all’Oasi di Bahariya, dove incontriamo gli organizzatori del tour e paghiamo la nostra quota. Nella quota è incluso anche il pranzo del primo giorno, che ci viene servito appena arrivati e subito prima dell’inizio del tour.
Il tour comprende la visita del Deserto Nero, da cui si inizia, e del Deserto Bianco, entrambi appartenenti al Sahara occidentale (libico). Gli organizzatori ci prospettano una visita rapida al Deserto Nero, per permetterci di dedicare maggiore tempo al più suggestivo Deserto Bianco. Sono previste anche due soste aggiuntive, la prima a delle hot springs naturali, la seconda per provare il sandboarding.
Deserto Nero
La prima tappa del tour è nel Deserto Nero, un deserto di origine vulcanica formatosi centinaia di milioni di anni fa. Tale deserto è caratterizzato da ampie dune di sabbia ricoperte da pietre basaltiche e di ferro-manganese, che conferiscono alle dune le sfumature di colore nero. La visita del Deserto Nero si concentra in un’unica sosta, che avviene in un punto panoramico dal quale è possibile apprezzare un paesaggio lunare, formato da una vasta piana contornata da imponenti coni di sabbia.



Terminata la sosta, ci dirigiamo verso il Deserto Bianco. Nonostante la sua vicinanza al Deserto Nero, l’origine del Deserto Bianco è completamente diversa. Esso, infatti, era anticamente ricoperto dall’oceano, che, ritirandosi, ha portato in rilievo le rocce calcaree (da cui deriva la colorazione bianca) che ne componevano il fondale. L’erosione del vento ha poi levigato le rocce, conferendo loro talvolta delle forme bizzarre.
Deserto Bianco
La visita del Deserto Bianco si compone di 3 soste, suddivise fra il primo e il secondo giorno di tour. La prima sosta avviene alla cosiddetta Montagna di Cristallo, una cresta rocciosa interamente composta da formazioni cristalline di calcite e barite. L’elemento più iconico della Montagna di Cristallo è il suo Arco naturale scavato nella roccia. La sosta dura all’incirca una mezz’oretta.



La seconda sosta avviene nella Valle di Agabat, una distesa caratterizzata dalle cosiddette Montagne Cremose, ovvero una serie di imponenti blocchi di calcare e gesso, che ricoprono il paesaggio. La Valle di Agabat è molto vasta, infatti la visita dell’area è suddivisa fra il pomeriggio del primo giorno di tour e la mattina del secondo. Fra le formazioni più caratteristiche che vediamo nel primo giorno, la più iconica è sicuramente la Mushroom Rock, ovvero una roccia a forma di fungo atomico. La formazione più bizzarra nella quale ci imbattiamo, tuttavia, è a mio avviso un’altra, misteriosamente meno nota della Mushroom Rock, che riconoscerete fra le immagini che vi riporto di seguito.





A differenza di quanto prospettato, anche a causa di una tempesta di sabbia arrivata nel frattempo, non riusciamo a fermarci alle hot springs, ma proseguiamo direttamente verso la location prevista per il pernottamento. Purtroppo, la tempesta non ci permette neanche di apprezzare il tramonto. Allestiamo quindi le tende, mentre la nostra guida beduina ci prepara la cena.
Day 2: Deserto Bianco e rientro al Cairo
Ci risvegliamo nella nostra tenda ricoperti di sabbia, penetrata fra le fessure della stoffa con il contributo del vento fortissimo, soffiato durante la notte (va aggiunto che le tende non avevano copertura impermeabile). La colazione va un po’ per le lunghe, cosa che ci costringe ad accorciare i tempi dell’unica sosta prevista per la giornata, ancora alle Creamy Mountains, ma stavolta nel punto più famoso del Deserto Bianco, ovvero in corrispondenza della Chicken Rock, una roccia la cui forma ricorda quella di una gallina.



Sebbene questo sia il punto più iconico del parco, la sosta dura davvero poco. Questo perché, oltre ai tempi dilatati della già citata colazione, diverse persone preferiscono non rinunciare alla possibilità di provare il sandboarding, attività che, essendo in programma, le guide sono tenute a svolgere. Personalmente, ci avrei rinunciato volentieri in favore di una sosta più lunga alle Creamy Mountains, ma avendo optato per il tour di gruppo non ho insistito. Il sandboarding, comunque, alla fine è stato anche divertente, sebbene anche in questo caso il tempo a disposizione sia stato scarso.
Sono all’incirca le 11 quando riprendiamo la via del ritorno verso Il Cairo, dove arriviamo intorno alle 16. Ci resta quindi ancora un po’ di tempo per visitare qualcosa della città, ma di quello vi parlerò nelle prossime puntate.
Day 3: Giza
Trascorriamo la giornata nella parte probabilmente più famosa dell’Egitto. Ma di questo, come accennato, vi parlerò nel mio articolo ad hoc su Giza.
Day 4: Siwa
Una delle attrazioni che ritenevo potessero valere da sole il prezzo del biglietto era l’Oasi di Siwa, una depressione (10 metri sotto il livello del mare) situata nel cuore del Deserto del Sahara e diventata recentemente abbastanza rinomata, sebbene ancora lontana dai circuiti turistici. L’attrazione principale di Siwa, piccolissima città situata 400 km più a sud rispetto all’Oasi di Bahariya, è certamente rappresentata dai suoi laghi salati, ovvero delle pozze saline che assumono tonalità fra le più disparate.
Nonostante la sua relativa vicinanza con l’Oasi di Bahariya, non è possibile arrivare direttamente a Siwa da lì, in quanto la strada che collega le due oasi è stata chiusa dal governo. Pertanto, per i turisti, per poter arrivare a Siwa è necessario partire dal Cairo, costeggiare il Mediterraneo fino a Marsa Matrouth, e da lì addentrarsi nella territorio interno.
Organizzare la visita di Siwa in autonomia è piuttosto semplice, tuttavia in molti si affidano a tour organizzati, cosa che inizialmente avevamo pensato di fare anche noi. Questo prima che mi arrivassero un paio di preventivi che avevamo chiesto, visto che il prezzo minimo in cui mi sono imbattuto era di circa 400€ a persona (per un tour privato con almeno 2 partecipanti, tutto incluso)! Per noi coppia di “povery”, una cifra improponibile.
Da qui, l’illuminazione banale (che sembra un ossimoro, ma spesso le soluzioni migliori sono anche le più facili): prenotare un transfer in autonomia e cercare un hotel che permettesse di organizzare il tour in loco. Abbiamo prenotato quindi il transfer tramite Book a Way, con partenza alle 22 dal Cairo e arrivo diretto a Siwa alle 6. Costo dell’operazione: 22€ a persona.
Visto l’orario di arrivo, previsto peraltro dopo una nottata non troppo in comodità, abbiamo pensato di prenotare un alloggio per due notti, la prima delle quali in realtà unicamente per poterci rifocillare un minimo una volta arrivati. Questo anche grazie al costo sufficientemente irrisorio dell’alloggio scelto, ovvero il Cafour House. Costo dell’operazione: 46€ in totale per due notti.
Tramite la struttura, abbiamo organizzato una serie di attività, con l’obiettivo di visitare le saline e la città, che offre una numero finito ma elevato di attrazioni, ubicate a breve distanza l’una dall’altra. Trovate qui la lista delle attività che la struttura offre ai suoi ospiti e di cui abbiamo usufruito, con la relativa durata indicativa (che posso confermare essere adeguata). Ma andiamo con ordine.
Arrivati a Siwa dopo il viaggio in notturna, ci concediamo prima un minimo di relax presso la nostra struttura, a cui avevamo chiesto di venirci a prendere alla fermata del bus (costo dell’operazione: 100 EGP, equivalenti a circa 1,50€). Approfittiamo anche della colazione, prima di iniziare la nostra giornata alla scoperta dell’oasi.
Salt Pools
Il primo tour che selezioniamo dalla lista delle opzioni è quello dedicato alla visita dei laghi salati (salt pools), che raggiungiamo tramite tuk-tuk. Costo dell’operazione: 450 EGP (circa 7,50€ in totale per due persone). La giornata non è il massimo a livello meteorologico, ma riusciamo comunque a vedere abbastanza bene i colori delle pozze salate. La temperatura esterna, però, è troppo bassa per fare il bagno nelle pozze, che hanno la particolarità di avere una concentrazione salina del 99%, cosa che permette di galleggiare di brutto a causa dell’elevata densità dell’acqua (secondo la legge di Archimede, per quelli che hanno studiato). I laghi sono molto suggestivi, tuttavia la pulizia del luogo lascia molto a desiderare, con plastica e spazzatura talvolta riversate anche nelle pozze. Da questo punto di vista, le aspettative, almeno in questo punto, erano decisamente migliori.






Il tour dei laghi salati comprende anche la visita della Piscina di Cleopatra, una sorgente naturale di acqua calda, nella quale pare che la regina Cleopatra VII abbia fatto il bagno almeno una volta. Apparentemente, questo faceva credere alle donne di Siwa che fare la stessa cosa le avrebbe rese belle come la stessa regina. La “piscina” consiste in una piccola vasca in pietra a sezione circolare, in cui è possibile fare il bagno, occasione che non mi sono lasciato sfuggire.

City tour
Siamo nuovamente in hotel intorno a ora di pranzo, quindi decidiamo di fermarci lì prima di ripartire per i tour successivi. In hotel incontriamo anche due viaggiatori che decidono di unirsi a noi per il pomeriggio. Subito dopo pranzo, partiamo quindi per il tour della città, che comprende una serie di attrazioni:
- Montagna di Dakrour, una collina di roccia e sabbia usata per la cosiddetta “cura della sabbia”, secondo cui le persone venivano sepolte nella sabbia calda per curare problemi articolari e muscolari.
- Piscina di Cleopatra, già visitata nel tour della mattina, ma rivista per conciliare le esigenze dei nuovi partecipanti.
- Tempio di Amon Ra, uno dei templi più antichi del mondo dedicato alla maggiore divinità egizia, di cui però sono visibili solo poche rovine a causa della sciagurata decisione di un funzionario egiziano, che alla fine dell’800 fece utilizzare le pietre del tempio per costruire una casa.
- Tempio dell’Oracolo, costruito durante il Nuovo Regno e dedicato alla triade di Amon. È così chiamato per il fatto che è qui che Alessandro Magno cercò la risposta da parte del dio Amon in merito alle sue origini divine e, di conseguenza, sul suo diritto di regnare sull’Egitto.
- Montagna dei Morti, una montagna nella quale sono state rinvenute diverse tombe faraoniche scavate nel letto roccioso e in cui si pensa sia sepolto, fra gli altri, anche Alessandro Magno (anche se la sua tomba non è mai stata trovata). La montagna dei morti comprende 4 diversi cimiteri di epoche differenti.
- Fortezza di Shali, risalente al XIII secolo, costruita per proteggere gli abitanti dagli attacchi dei beduini. La fortezza è costituita da un materiale particolare consistente in una miscela di rocce saline provenienti dai laghi salati della regione e argilla, che, dopo una sola pioggia abbondante nei primi del ‘900, iniziò a collassare. La fortezza contiene al suo interno anche una piccolissima moschea.
- Mercato vecchio, una sorta di piccolo Bazar.





Le attrazioni sono molto suggestive, su tutte la fortezza di Shali e la Città dei Morti. Poco avvincente, per i motivi descritti sopra, il Tempio di Amon.
Per il tour paghiamo in totale 600 EGP (circa 10€, prezzo da dividere in 4!), a cui aggiungiamo altri 120 EGP (circa 2€) a persona per il Tempio dell’Oracolo e, se non erro, ulteriori 120 EGP a persona per la Città dei Morti. Costo totale dell’operazione a persona, quindi, di 390 EGP (circa 6,50€).
Fatnas Island
Al termine del tour della città, ci rechiamo direttamente a Fatnas Island, una piccola isola situata sul lago salato (che non coincide con le Salt Pools, ma si trova a ovest della città), considerato il punto migliore di Siwa dal quale vedere il tramonto. Tramonto che avremmo volentieri visto, se non ci fossero state un po’ di nuvole. Per il tour di Fatnas Island, spendiamo in totale 500 EGP (circa 8€).

Dopo questo terzo tour, rientriamo in hotel per chiudere la giornata con un bagno nelle hot spring gratuite presenti nella struttura.
Day 5: Siwa, Marsa Matrouth e transfer per Il Cairo
La nostra idea iniziale per questa giornata consisteva nel partire sufficientemente presto per visitare qualche spiaggia di Marsa Matrouth, spezzando il viaggio di rientro al Cairo con un po’ di relax sulla sabbia. Poiché però la giornata precedente non era stata al top a livello meteorologico, mentre per quella corrente si prospettava un sole splendente, abbiamo deciso di posticipare di qualche ora la nostra ripartenza, per ritornare alle Salt Pools, motivo principale della nostra visita di Siwa, che volevamo vedere nel pieno dei colori. Un altro fattore che ci ha fatto cambiare idea è stato il fatto che per Marsa Matrouth non fosse ancora stagione turistica, quindi comunque non avremmo potuto fare il bagno. Ma soprattutto, come giustamente affermato dai gestori dell’hotel, ciò che si trova a Siwa si trova solo a Siwa, mentre ciò che si trova a Marsa Matrouth si trova facilmente anche altrove.
Torniamo quindi nuovamente ai laghi salati subito dopo aver fatto colazione, ancora una volta organizzando il tour tramite il nostro hotel (ma saltando questa volta la piscina di Cleopatra), quindi investendo altri 450 EGP (circa 7,50€) in totale. Rivediamo un po’ gli stessi posti, solo che stavolta riesco a fare anche il bagno.

Rientriamo in hotel intorno alle 11, e dopo aver ripreso i bagagli e la lunch box che avevamo richiesto prima di ripetere il tour delle pools, lasciamo Siwa per dirigerci, tramite transfer privato, a Marsa Matrouth. L’opzione del transfer privato, costata 3700 EGP (ovvero circa 60€ in totale) era stata pensata per provare a vedere qualche spiaggia, prima di prendere il van condiviso che da Marsa Matrouth ci avrebbe riportato al Cairo, alla cifra di 900 EGP a testa (circa 15€), con partenza dalla stazione Go Bus di Matrouth. Da Siwa, è possibile arrivare a Matrouth anche tramite van condiviso (spendendo una cifra irrisoria), ma in quel caso bisogna partire con qualche ora di anticipo, in quanto i van partono solo una volta riempitisi e non è facile trovarne in qualsiasi momento. Il viaggio da Siwa a Matrouth dura circa 3 ore e mezza.
Fra le spiagge di Marsa Matrouth che avevamo puntato, menziono Coral Eye Beach, Rommel Beach e Ageeba Beach. Purtroppo, a causa della mancanza di tempo, ci siamo dovuti accontentare solo di un giro sul lungomare.

Giungiamo alla stazione Go Bus di Matrouth intorno alle 15:30, un’ora dopo siamo nel nuovo van che ci porta direttamente al Cairo, dove arriviamo intorno alle 22 (abbiamo trovato l’unico driver lento d’Egitto, il tragitto Matrouth-Cairo dura generalmente circa 5 ore).
Conclusioni
L’esperienza nel Deserto Bianco con i beduini è stata molto interessante e piacevole. Secondo me, un tour di due giorni è il minimo per poter visitare questa parte di Egitto, sebbene anche così i tempi siano stati piuttosto risicati (ma in questo, una parte della colpa è stata legata all’organizzazione del tour). Onestamente, concentrare tutto in una giornata non so quanto sia fattibile, il rischio di vedere tutto di corsa penso sia molto concreto. In generale, scegliere il tour di gruppo credo sia stata una buona idea, anche per contenere i costi, pur con gli svantaggi connessi al dover accontentare un gruppo eterogeneo. I paesaggi che abbiamo visitato sono splendidi, anche se il paragone con il Deserto del Namib che ho sentito da qualcuno mi è parso molto azzardato, sia in termini di emozioni sentite (il Deserto del Namib secondo me stravince), sia perché si tratta di paesaggi piuttosto diversi.
Anche Siwa è stata un’ottima esperienza, siamo riusciti a visitare tutto quello che ci interessava contenendo notevolmente i costi, peraltro vivendo l’esperienza probabilmente meglio di come sarebbe accaduto appoggiandoci a un tour privato. Le saline hanno colori davvero splendidi, ma non ci è piaciuta la scarsa cura del paesaggio, con tanta immondizia sparsa un po’ a caso. Vale assolutamente la pena visitare la città, in particolare abbiamo apprezzato molto la Fortezza di Shali e la Città dei Morti.
