“Trascorso un breve tempo, la rugiada evaporò, l’aria incombette immobile, e l’ingannata steppa prese il suo avvilito aspetto estivo. L’erba s’affloscì, la vita s’arrestò. Le colline riarse, d’un verde bronzato, che in lontananza sfumavano in lilla, coi loro toni smorti come l’ombra; la pianura dall’orizzonte caliginoso, e su tutto la cupola del cielo, che sulla steppa, dove mancano boschi e monti elevati, risulta d’una paurosa profondità e trasparenza, apparivano ora illimitati, intorpiditi dalla malinconia.”
A. Cechov, La steppa
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Almaty
- Day 2: Laghi Kaindy e Kolsai
- Day 3: Charyn Canyon
- Day 4: Big Almaty Lake e First President Park
- Day 5: Almaty
- Conclusioni
Introduzione
Dopo la peculiare nuova capitale kazaka, lo spettacolo mozzafiato delle meraviglie del Mangystau e una tappa intermedia fra Turkistan e Shymkent, eccoci arrivati all’ultimo capitolo del mio viaggio in Kazakistan, svoltosi nella regione di Almaty, la vecchia capitale. Si tratta della regione turisticamente più nota del paese, e non solo perché quella del Mangystau ha aperto i battenti solo di recente. Nei dintorni della vecchia capitale, infatti, si incontrano paesaggi incredibili, passando in pochi chilometri dalla steppa a montagne che si ergono anche fino a 5000 metri di altitudine.
Anche per questo, la regione di Almaty è una delle aree geografiche più varie non solo del Kazakistan, ma di tutta l’Asia Centrale. Un’area che unisce paesaggi desertici, laghi alpini, montagne glaciali e canyon spettacolari.
A differenza del Mangystau, visitare la regione di Almaty in autonomia è assolutamente fattibile. Le strade che collegano Almaty alle attrazioni naturali più importanti sono sufficientemente buone (con alcune eccezioni), mentre i punti turisticamente più rilevanti sono raggiungibili senza particolari difficoltà (se si va in autonomia con auto a noleggio, raccomando solo di scaricare le mappe offline). Tuttavia, essendo partito da solo, è risultato più conveniente affidare i miei spostamenti a delle agenzie locali, visti i costi piuttosto contenuti dei tour organizzati.
I tour possono essere prenotati tranquillamente in loco con un paio di giorni di anticipo, sebbene non siano moltissime le agenzie operanti. Fra queste, ho avuto modo di contattare Banana Tour, Panda Travel, Steppe Spirit e Mocean Travel, che offrivano pacchetti fra loro molto simili.
Itinerario in breve
Fra le attrazioni più note della regione di Almaty, figura innanzi tutto il Charyn Canyon, conosciuto anche come “Grand Canyon del Kazakistan”, sebbene l’associazione con il maestoso canyon statunitense sia decisamente forzato, oltre che provinciale. Questo canyon, che resta comunque assolutamente spettacolare, è raggiungibile dal piccolo villaggio di Saty, situato anche nelle vicinanze di altre due attrazioni imperdibili della regione, ovvero i laghi Kolsai e Kaindy. Per avere un tempo sufficiente a visitare con calma il canyon e i due laghi, ho scelto di partecipare al tour di 2D1N offerto da Banana Tour, che meglio si incastrava col mio calendario.
L’attrazione per me più promettente era invece il Parco di Altyn Emel, in cui si trovano le Aktau Mountains, una sorta di montagne arcobaleno dall’origine simile a quelle visitate nel Mangystau, le Katutau Mountains, ovvero delle montagne di origine vulcanica dalla forma bizzarra, e la Singing Dune, una duna che produce un suono particolare quando la sabbia si muove col vento. Per visitare questo parco, che si trova nei pressi del villaggio di Basshi, mi sono affidato a Mocean Travel, unica agenzia che offriva la possibilità di effettuare la visita delle tre attrazioni del parco in una singola, intensa giornata. Purtroppo, l’escursione è stata cancellata il giorno precedente la partenza, che coincideva anche con il mio ultimo giorno in terra kazaka, per cui ho dovuto rinunciare, non essendo a quel punto in tempo per organizzarmi in autonomia.
Un luogo che ho invece esplorato senza ricorrere a tour organizzati è stato il Big Almaty Lake, un lago dal colore azzurrissimo, per arrivare al quale ho dovuto faticare non poco, come racconterò nel seguito dell’articolo che state leggendo. Questo anche perché i costi di tour organizzati con agenzie locali erano piuttosto elevati e non confacenti ai miei desideri. Infine, naturalmente, Almaty, città che ho trovato bella e vivibile.
Di seguito, la tabella riassuntiva del mio itinerario nella regione.
| Day | Itinerario | Notte |
|---|---|---|
| 0 | Arrivo ad Almaty in serata (volo interno da Shymkent) | Almaty |
| 1 | Almaty e partenza per Saty | Saty |
| 2 | Laghi Kaindy e Kolsai (tramite Banana Tour) | Saty |
| 3 | Charyn Canyon (tramite Banana Tour) | Almaty |
| 4 | Big Almaty Lake | Almaty |
| 5 | Almaty (a causa escursione Altyn Emel cancellata) | Almaty |
| 6 | Volo di rientro, arrivo in Italia nel pomeriggio | – |
Day 1: Almaty
Arrivo ad Almaty con un volo interno da Shymkent, città dove mi ero recato per poter visitare Turkistan, sito di importanza storica a un centinaio di km da Tashkent. Il volo atterra intorno a mezzanotte e mezza, quindi mi reco direttamente al Bnb che avevo prenotato, il Sweet Vibe, raggiungendolo in taxi (consiglio a tal proposito l’applicazione Yandex, che è un po’ l’Uber dell’Asia centrale).
Dopo il risveglio e la colazione estremamente proteica offerta dal Bnb, mi dirigo direttamente in centro, ancora una volta in taxi, che costa pochissimo (l’equivalente di 1,50-2€ per una corsa della durata di una ventina di minuti).
Inizio l’esplorazione della città dalla sua attrazione probabilmente più iconica, ovvero la Cattedrale Ortodossa dell’Ascensione, nota anche come Cattedrale di Zenkov, dal nome dell’architetto a cui si deve il progetto. La cattedrale risale ai primi del ‘900 ed è costruita in gran parte in legno (si tratta di uno degli edifici in legno più grandi del mondo). L’edificio è facilmente riconoscibile dal suo colore giallo e dalle cupole di vari colori. È possibile visitare la cattedrale internamente a titolo gratuito. Le pareti sono riccamente decorate con affreschi ed elementi in oro. È molto suggestivo visitare la cattedrale in pieno giorno, per poter osservare il gioco di luci offerto dalle vetrate.



La Cattedrale di Zenkov è situata all’interno del Parco dei 28 Guardiani di Panfilov, dedicato ai soldati della Divisione che difesero l’avanzata nazista verso Mosca durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Parco, tuttavia, risale alla fine del XIX secolo, il nome con cui è odiernamente conosciuto è quindi solo l’ultimo con il quale è stato ribattezzato.
Oltre alla Cattedrale, il parco ospita diversi monumenti di interesse:
- Il Memoriale della Gloria e la Fiamma Eterna, edificato in occasione del trentesimo anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.
- Il museo degli strumenti musicali kazaki, edificio in legno costruito agli inizi del ‘900.
- Il Monumento a Ivan Panfilov, dedicato al generale della Divisione.

Molte delle attrazioni principali di Almaty si trovano nei pressi del Parco e della Cattedrale. Fra questi il Green Bazar, un enorme mercato tipico, nel quale è possibile trovare un po’ di tutto, anche a buoni prezzi. Non aspettatevi però il fascino dei bazar di Istanbul, qui siamo davvero a una loro bruttissima copia!
Un’altra importante attrazione della città, anch’essa facilmente raggiungibile a piedi dal Panfilov Park, è la Moschea Centrale, a pochi passi dal Green Bazar. L’edificio è piuttosto grande, con pareti esterne bianche e blu e possiede 5 minareti. Internamente non colpisce, sicuramente il confronto con le moschee di Astana è impari.



Dopo la visita della moschea, raggiungo con un altro taxi, sempre prenotato tramite Yandex, l’ufficio dell’agenzia Banana Tour, per saldare la mia quota di partecipazione al tour di due giorni fra il Charyn Canyon e i laghi Kaindy e Kolsay, in partenza la sera stessa. Il tour costa 32000 Tenge, equivalenti a poco più di 50€, e comprende i pasti, due notti in guest house condivisa e il trasporto.
Il punto di ritrovo per l’inizio del tour è ad Abay Square, piazza raggiungibile in metro dall’ufficio dell’agenzia. È ancora giorno e manca ancora un po’ all’ora della partenza, quindi decido di arrivare in metro fino a Republic Square, per poi proseguire a piedi fino ad Abay Square (una passeggiata di una mezz’oretta). Questo perché Republic Square ospita alcune attrazioni di interesse, fra cui la Casa del governo cittadino e il Monumento all’Indipendenza kazaka (dichiarata nel 1991), che consta di una stele di 28 metri terminante con la figura del Golden Man, un guerriero a cavallo di un leopardo alato.



Il ritrovo per la partenza ad Abay Square è fissato per le 20. La destinazione di arrivo è il villaggio di Saty, situato a circa 4 ore e mezza di strada. Si viaggia in pullman, che è pieno, in quanto, oltre al gruppo di Banana Tour, c’è anche il gruppo di un’altra agenzia. Arriviamo a destinazione intorno all’1:30, e andiamo direttamente a dormire. Il nostro alloggio è una guest house capace di ospitare una dozzina di persone, si dorme in stanze condivise e c’è un unico bagno. Vi risparmio i tanti commenti che ci sarebbero da fare su alcuni compagni di viaggio molesti, fra russatori esperti e onomatopee sufficientemente disgustose.
Day 2: Laghi Kaindy e Kolsai
Lago Kaindy
La sveglia del gruppo è puntata alle 7:30, ma cerco di anticipare gli altri in modo da utilizzare il bagno in pace, anche perché, a causa dei russatori di cui sopra, non ho tutta questa voglia di restare nel letto. Partiamo subito dopo colazione per la prima destinazione del tour, ovvero il Lago Kaindy.
Si tratta di un luogo piuttosto particolare, noto principalmente per la presenza di una foresta sommersa, dei cui alberi è possibile vedere i tronchi sia sott’acqua, sia in superficie. Il lago si è formato solo un secolo fa, in seguito a un terremoto che causò una frana, che a sua volta formò una diga naturale. Il lago si trova a un’altitudine di circa 2000 metri e non è molto esteso, la sua dimensione massima è infatti di circa 400 metri. I tronchi sono ben conservati, grazie alle basse temperature dell’acqua.
La strada per arrivare al lago Kaindy è particolarmente ardua. Occorre infatti percorrere uno sterrato molto malmesso, che presenta anche diversi guadi piuttosto profondi, per cui è necessario disporre di un veicolo 4×4, oltre ad essere guidatori esperti. Qualora si decidesse di visitare il lago senza partecipare a un’escursione organizzata, è possibile affidarsi a guide locali, contattabili eventualmente tramite la propria guest house direttamente a Saty.
Una volta arrivati al parcheggio pubblico, per arrivare al lago ci sono 3 opzioni:
- Trekking di una mezz’oretta, percorso di difficoltà medio-bassa
- Taxi condiviso, al costo di 1500 Tenge a tratta (circa 2,50€), percorrendo il sentiero del trekking
- Cavallo, percorrendo il sentiero panoramico (non accessibile a piedi), al costo di 8000 Tenge (circa 13-14€)
È possibile anche fare una combo delle opzioni menzionate. Io ho scelto di andare a piedi, sia all’andata che al ritorno. Una volta arrivati, la visita è poco impegnativa, l’agenzia lascia tutto il tempo per vedere il lago da ogni angolazione. Per chi se lo stesse chiedendo, al lago e durante il tragitto non c’è linea telefonica.



Lago Kolsai
Terminata la visita al Lago Kaindy, raggiungiamo direttamente il Lago Kolsai, anch’esso abbastanza vicino al villaggio di Saty. In questo caso, la strada per arrivare al parcheggio non è assolutamente impegnativa, quindi non ho nulla da segnalare a chi volesse visitarlo in autonomia. Anche la connessione dati funziona alla grande.
Quello che visitiamo è in realtà solo uno dei tre laghi Kolsai, ovvero il più basso, che è anche quello più facile da raggiungere. Il lago intermedio e quello più alto si raggiungono rispettivamente con un trekking di 3-4 ore, oppure con un’escursione molto impegnativa, adatta a gente esperta.
La visita del lago basso proposta da Banana Tour dura circa 3 ore, più che abbondanti per vedere tutto in lungo e in largo e partecipare, per chi lo volesse, al tour in pedalò (cosa che non mi attraeva, per cui ho rinunciato). Si inizia dal parcheggio, dal quale è possibile accedere a una bellissima vista panoramica, per poi scendere fino ad arrivare vicino all’acqua, dove è possibile passeggiare fino al punto di inizio dei tour in pedalò.
Il lago è molto suggestivo, ma a mio avviso non così imperdibile per chi è abituato a vedere laghi di montagna di un certo tipo. Ho visto decisamente di meglio sulle Dolomiti, per intenderci!



Dopo la visita al Lago Kolsai, rientriamo direttamente alla nostra Guest House. Sarebbe prevista, volendo, una serata danzante, alla quale tuttavia mi guardo bene dal partecipare. Memore della nottata precedente, inoltre, decido di dormire sul divano in soggiorno, allontanandomi dai miei compagni di stanza. Mai scelta fu più azzeccata.
Day 3: Charyn Canyon
Il secondo (e ultimo) giorno di tour è dedicato alla visita del Charyn Canyon, l’attrazione verso la quale avevo le maggiori aspettative. Il Canyon ha spento oltre 7 milioni di candeline ed è il più importante del Kazakistan. E’ piuttosto vasto, con una lunghezza di circa 150 km e una profondità che può arrivare fino a 300 metri. Non tutto il canyon è visitabile, come è lecito immaginare. La visita del sito è suddivisa in 3 tappe, abbastanza diverse l’una dall’altra.
Black Canyon
La prima tappa è il Black Canyon, così chiamato per via del colore nero delle rocce che caratterizzano questo tratto. Anticamente, il Black Canyon veniva chiamato anche Valle della Morte, in quanto diversi animali morivano cadendo nel canyon perché non vedevano la strada. Un’altra leggenda narra che il colore delle rocce sia dovuto al fatto che il canyon di notte sparisce, venendo rimpiazzato dalle fiamme dell’inferno, che bruciano le rocce. La sosta al Black Canyon dura qualche minuto, sufficiente a camminare lungo il percorso segnato e intravedere il Charyn River, il fiume che attraversa il Charyn Canyon.

Moon Canyon
La seconda sosta è al Moon Canyon, nome che deriva dal paesaggio lunare e dal fatto che, di notte, le rocce riflettono la luna. Le rocce di questa parte del Charyn Canyon hanno una colorazione giallognola e sono costituite prevalentemente di creta. Anche la visita del Moon Canyon è piuttosto veloce, anche perché il tratto visitabile è piuttosto piccolo.

Valley of Castles
L’ultima tappa, che coincide con quella più lunga e importante, è la Valley of Castles, così chiamata in virtù della forma delle rocce, modellate, come accadeva per la regione del Mangystau, dall’Oceano Tetide. La visita di questa parte del Charyn Canyon dura complessivamente 3 ore, suddivise in due percorsi. Il primo, fattibile in circa un’ora e mezza a/r (5 km in totale), consente di scendere nelle gole e visitare la parte bassa. Il sentiero non è impegnativo, si accede tramite una scalinata di 220 gradini, ma per il resto è generalmente in piano. La strada è unica, si arriva fino al Charyn River e si torna indietro. Non ci si può perdere.





Il secondo percorso permette invece di visitare la parte alta del canyon, ed è fattibile in circa 50 minuti a/r (circa 3 km in totale). Il sentiero inizia dal parcheggio, si svolge costeggiando il canyon e termina in un punto facilmente riconoscibile dalla scritta “Charyn”, formata da caratteri cubitali.



Entrambi i percorsi sono molto suggestivi e meritano di essere visitati, sebbene il confronto col Grand Canyon, che i kazaki si permettono di fare, sia estremamente azzardato. Per riuscire a percorrere completamente entrambi i sentieri nei tempi stabiliti dal tour dell’agenzia, è importante mantenere un passo abbastanza deciso, anche perché, secondo i piani, nelle 3 ore bisogna inserire anche il pranzo a sacco (ci si ferma per strada prima di arrivare per comprare qualcosa in un locale convenzionato). Onestamente, al posto dell’agenzia, lascerei mezz’oretta di tempo in più, per permettere ai partecipanti di prendersela con maggiore calma, ma confermo comunque che in 3 ore sia tutto fattibile.
Una volta terminata la visita del Charyn Canyon, ci dirigiamo direttamente verso Almaty, arrivando a destinazione intorno alle 18 (circa 3 ore e mezza di strada).
Day 4: Big Almaty Lake e First President Park
L’attrazione principale della giornata è il Big Almaty Lake, un lago situato non lontano da Almaty, e per questo non difficile da raggiungere (almeno non fino al punto in cui inizia il sentiero da fare necessariamente a piedi). Ci sono essenzialmente due opzioni per arrivare all’inizio del sentiero:
- Taxi diretto, partendo da Almaty.
- Autobus dal centro di Almaty + taxi dal capolinea del bus fino all’inizio del sentiero.
Io ho scelto l’opzione 1 per l’andata e l’opzione 2 per il ritorno, non perché volessi provare l’ebbrezza di entrambe le possibilità, ma per motivi di comodità e, direi, necessità. Questo perché arrivare in taxi al lago da Almaty è facile (basta rivolgersi al solito Yandex), ma il discorso non vale allo stesso modo per il ritorno. Nei pressi del Big Almaty Lake, infatti, non c’è connessione, per cui per il ritorno bisogna prendere un taxi comune, che naturalmente costa di più rispetto a quelli prenotabili tramite Yandex. Poiché il bus passa dal Parco del Primo Presidente, che volevo visitare, al ritorno ho deciso di arrivare in taxi solo fino alla fermata dei bus (pagando in Euro, perché non mi erano rimasti Tenge a sufficienza e non si poteva pagare con carta), e poi in centro con lo sposta-poveri, per la modica cifra di 200 Tenge (ovvero circa 0,30 €).
Fino a poco tempo fa, era possibile arrivare fino al lago in auto, ma di recente la strada è stata chiusa alle auto comuni. Il sentiero per arrivare al lago non è particolarmente bello, ma in compenso è piuttosto difficoltoso. Bisogna infatti risalire lungo un acquedotto (passandoci accanto, anche se molte persone, in barba al fatto che sia vietato, oltre che pericoloso, ci camminano direttamente sopra), con una pendenza che aumenta gradualmente. Per la salita bisogna considerare 2-3 ore (per soli 3 km circa di salita!), io ho impiegato due ore e un quarto. La discesa è fattibile in un’oretta e mezza o due. Durante la salita, in un paio di punti ci si può aiutare tramite una pseudo scalinata di metallo, oppure reggendosi a una corda metallica.


Nonostante le criticità appena citate, devo dire che la fatica è ampiamente ripagata dalla vista del lago. Una volta in cima, a circa 2500 m di altezza, la vista è davvero spettacolare. Il lago è di colore azzurro intenso (ricorda un po’ il Lago di Sorapis nelle Dolomiti) e il paesaggio, che trovo ricoperto di neve, è incantevole. Il migliore punto di osservazione del lago, secondo me, è quello che si incontra nei pressi della cima dell’acquedotto, ma con una decina di minuti in più si può arrivare a un punto più in alto, che merita altrettanto.
Fra i 3 laghi visitati nella regione di Almaty, il Big Almaty Lake è quello che ho più apprezzato.



Intorno alle 16 sono già al First President Park,e vista la stanchezza da cui sono travolto a causa della mia voglia matta di visitare il Big Almaty Lake, decido di rilassarmi un po’ su una delle tante panchine presenti nel parco, fino a quando il sole non inizia a scomparire. Il Parco è molto carino e silenzioso, ideale per una pausa degna di tale nome.

Arrivo infine in centro città in taxi, con l’intento di cenare presto e rientrare subito in hotel per rifocillarmi in vista della giornata successiva, l’ultima del viaggio, che prevede la mia partecipazione a un’escursione in giornata nel Parco Nazionale di Altyn Emel, organizzata dall’agenzia locale Mocean Travel. La visita al Parco di Altyn Emel è, fra tutte, quella che a cui tenevo maggiormente prima di partire, relativamente alla regione di Almaty.
Capirete quindi il mio disappunto nel momento in cui, a fine giornata, mi viene comunicato dall’agenzia che l’escursione non si sarebbe svolta per il numero esiguo di adesioni. Purtroppo, sono costretto anche a rifiutare l’alternativa proposta dalla stessa agenzia, consistente nel partecipare al tour che copriva le stesse destinazioni ma spalmato in due giorni (il secondo giorno coincideva con il mio rientro in Italia), né riesco a trovare altre agenzie che proponessero la stessa escursione giornaliera. Mi ritiro quindi in hotel con la consapevolezza di dover tornare in Italia senza aver visitato la parte della regione di Almaty a cui tenevo maggiormente.
Day 5: Almaty
Il Parco Nazionale di Altyn Emel può essere visitato anche in autonomia. Il parco si trova non lontano dal villaggio di Basshi, situato a circa 4-5 ore di strada da Almaty. Poiché è il mio ultimo giorno prima del mio volo internazionale, previsto peraltro alle 5:30 del mattino seguente, ritengo non sia una buona idea provare ad avventurarmi da solo, in quanto, in caso di imprevisti, avrei potuto perdere il volo. Né mi sembrava una buona idea arrivare in taxi, anche perché non sarei comunque riuscito a vedere tutto. È da considerare infatti che l’escursione giornaliera organizzata da Mocean Travel inizia alle 4:30 e termina alle 23:30, quindi i tempi sono molto stretti.
Le attrazioni del Parco di Altyn Emel sono essenzialmente 3. Quella di mio maggiore interesse sarebbero state le Aktau Mountains, ovvero delle montagne arcobaleno, che immaginavo sulla falsariga del Canyon Tiramisù nel Mangystau. In questa location, l’itinerario di Mocean Travel prevede un trekking di un paio d’ore. La seconda attrazione sono le Montagne Katutau, delle formazioni vulcaniche dalla forma spesso bizzarra, modellate dal vento e dall’erosione. Infine le Singing Dunes, delle dune di sabbia che emettono un suono particolarissimo quando i granelli di sabbia si sfregano fra loro, da cui l’appellativo di dune cantanti.
Avendo accantonato l’idea di visitare il Parco di Altyn Emel, decido di cercare un’alternativa. La prima idea, su cui mi attivo la sera precedente, è visitare il Lago Issyk, un lago dal colore verdeggiante non troppo distante da Almaty. Anche in questo caso, però, nessuna agenzia fra quelle consultate organizzava l’escursione in quel giorno.
Mentre a questo punto cerco di autoconvincermi del fatto che alla fine le Aktau Mountains non possano essere paragonabili a quanto già visto nel Mangystau, decido di consolarmi con un massaggio alle Terme di Arasan, situate in centro ad Almaty, che raggiungo col solito taxi, prenotato tramite Yandex. Opto in particolare per il massaggio da un’ora, al costo di 25000 Tenge (circa 40€). L’esperienza è davvero magnifica, quando esco mi sento davvero un’altra persona. Sarei potuto anche restare alle terme tutto il giorno, approfittando delle aree sauna e della piscina, ma non mi entusiasmava l’idea che non si potesse farlo quanto meno in costume, ma si dovesse restare nudi.
Dedico quindi la parte finale della giornata a un ultimo giro della città, visitando l’area nei dintorni dell’Università. Fra i monumenti presenti in quella zona, mi imbatto in quello dedicato alle eroine della Seconda Guerra Mondiale A. Moldagulova e M. Mametova.


Chiudo infine la giornata, il tour di Almaty e il mio viaggio in Kazakistan con un’ultima visita della Cattedrale di Zenkov by night.
Fra le attrazioni che ho visto di passaggio durante i miei spostamenti in taxi, menziono la zona della Television Tower (suggestiva con le illuminazioni serali, ma nulla di imperdibile) e l’Almaty Museum of Arts. Ho scelto invece consapevolmente di non visitare la stazione sciistica di Shymbulak e di non arrivare in funivia a Kok Tobe, punto da cui è possibile osservare Almaty dall’alto.
Conclusioni
Pur non essendo a mio avviso neanche paragonabile al Mangystau (vero must del viaggio), la regione di Almaty mi è piaciuta molto, nonostante abbia dovuto saltare la visita del Parco di Altyn Emel, attrazione che mi sembrava più promettente.
L’attrazione che mi ha maggiormente colpito è stato probabilmente il Charyn Canyon, sebbene il paragone con altri omologhi visitati in giro per il mondo (dai canyon in Utah e Arizona al Fish River Canyon namibiano) non regga minimamente. Molto bello anche il Big Almaty Lake, per il suo colore azzurrissimo e il paesaggio circostante composto da montagne innevate, nonostante la fatica incredibile che mi è costata per arrivare a destinazione. Infine, i laghi Kaindy e Kolsai, dai bellissimi colori e sullo sfondo di bellissimi paesaggi, che non mi sono tuttavia sembrati un unicum.
Ho trovato molto gradevole anche la città di Almaty, che ho preferito ad Astana, giudicandola anche piuttosto vivibile. Da non perdere sicuramente la Cattedrale ortodossa.
In merito ai costi, mi è sembrato tutto in linea con quanto trovato altrove. Sia gli spostamenti in taxi (tramite il prezioso Yandex), sia alloggi e cibo sono assolutamente economici, così come i prezzi delle escursioni. Relativamente a queste ultime, però, raccomando di affidarsi alle agenzie menzionate in questo articolo, sul web si trovano anche tour operator che offrono pacchetti ingiustificatamente costosissimi.


