“E una stagione di fiamme e di bruciori
era in noi, tanto
che il mio passo
era il primo a posarsi
sulla costa che il mare infurioso
contorceva.”E. Montale, Punta del Mesco
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Monterosso
- Day 2: Vernazza, Corniglia, Manarola
- Day 3: Riomaggiore
- Conclusioni
Introduzione
Quando si parla di Cinque Terre, si fa riferimento a 5 borghi in provincia di La Spezia, collocati a picco sul mare lungo un brevissimo tratto della costa ligure. Solo 15 chilometri separano Monterosso, il borgo più a nord, da Riomaggiore, quello situato più a sud. Nel mezzo, partendo da nord, si trovano Vernazza, Corniglia e Manarola. Ciò che accomuna i borghi delle Cinque Terre sono i paesaggi pittoreschi, contraddistinti da insiemi di casette colorate disposte su colline che si affacciano direttamente sul mare, incorniciate da vigneti e terrazzamenti ricavati su di esse.
Le Cinque Terre sono state dichiarate Patrimonio UNESCO alla fine degli anni ’90, congiuntamente all’istituzione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, allo scopo di preservare l’ambiente e il paesaggio.
In questo articolo, vi racconto la nostra esperienza, che ha avuto luogo durante il ponte di Pasqua 2026, ottimo periodo a livello climatico, ma pessimo se si cercano relax e tranquillità.
Itinerario in breve
La nostra avventura alle Cinque Terre si è svolta in 3 giorni, di cui uno pieno (il secondo) e due mezze giornate (il primo e il terzo). Abbiamo soggiornato a La Spezia, all’Affittacamere O Sole Mio che consiglio per la pulizia delle stanze, ma soprattutto per il ristorante collegato alla struttura. Da lì, si arriva facilmente in autobus alla stazione dei treni, mezzo con cui ci siamo spostati fra i vari borghi.
A tal fine, abbiamo acquistato la Cinque Terre Card, che permette di prendere il treno illimitatamente per le giornate di interesse e garantisce l’accesso gratuito ad alcune attrazioni turistiche, fra le quali la famosissima Via dell’Amore, un breve sentiero che collega i borghi di Manarola e Riomaggiore. Questa card ha un costo che dipende dai giorni scelti per la visita, aumenta infatti nei weekend e nei periodi di alta stagione, secondo 3 fasce (verde, gialla e rossa, salendo di prezzo). Il costo dipende dal numero di giorni di calendario in cui se ne usufruisce, non dagli orari. Quindi, per intenderci, se gestite il tempo come noi, dovete pagare per 3 giornate, anche se la vostra visita dura complessivamente meno di 48 ore. Il mio primo consiglio, di conseguenza, è di non fare come noi, anche perché la card, nei giorni di fascia rossa, ha un costo da usura. Noi abbiamo pagato 81€ a persona, comprando la card alla stazione di La Spezia. Questa cifra, tuttavia, risulta anche conveniente, considerate infatti che se il biglietto del treno viene preso separatamente, per ciascuna tratta il costo è di 10€ (per 3 minuti contati di viaggio da un borgo all’altro), e non sono naturalmente incluse le attrazioni comprese nella card. La card si può acquistare anche sul sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre, la tariffa non cambia se si procede con l’acquisto online o in loco.
Fra le Cinque Terre ci si può spostare, volendo, anche a piedi, ma i sentieri richiedono un po’ di tempo e sono comunque anch’essi a pagamento. Se si sceglie questa opzione, potrebbe convenire acquistare la Cinque Terre Trekking Card, sempre sul sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre o in stazione. Un altro modo per visitare le Cinque Terre è il battello, che collega però solo 4 dei 5 borghi, in quanto Corniglia non ha accesso diretto al mare. Qualora vi interessasse, trovate i dettagli su questo sito.
Il primo giorno (o meglio, la nostra prima mezza giornata) abbiamo visitato Monterosso, il borgo più grande dei cinque. Il secondo giorno, ci siamo spostati fra Vernazza, Corniglia e Manarola. L’ultima mezza giornata, infine, è stata dedicata a Riomaggiore e alla Via dell’Amore.
Di seguito, trovate la tabella riassuntiva dei nostri spostamenti, con le mappe dei percorsi a piedi.
| Day | Borghi (con mappe) |
|---|---|
| 1 | Monterosso |
| 2 | Vernazza, Corniglia, Manarola |
| 3 | Riomaggiore |
Day 1: Monterosso
Arriviamo a La Spezia intorno a mezzogiorno. Dopo aver pranzato e preso possesso della nostra stanza, prendiamo l’autobus per la stazione centrale di La Spezia, dove acquistiamo la card. Saliamo quindi sul primo treno utile e in pochi minuti siamo già a destinazione. Partendo dalla stazione, facciamo una passeggiata per il borgo, passando per i principali punti di interesse:
- Oratorio di Santa Croce o dei Bianchi, risalente al XV secolo e rimasto in funzione fino al XVII secolo. La confraternita, dalla veste bianca, gestiva anche l’ospedale del paese e si prendeva cura dei malati.
- Chiesa di S. Giovanni Battista, risalente agli inizi del ‘300 ed esempio di gotico ligure. Sulla facciata della chiesa, è presente un ampio rosone, attribuito a Matteo e Pietro da Campilio.
- Oratiorio Mortis et Orationis o dei Neri, risalente al XVII secolo. La confraternita, così chiamata per il colore della veste, si occupava di assistere vedove, orfani e naufraghi. All’interno, è custodita una statua di legno di S. Antonio Abate, risalente all’anno 1000.
- Torre Aurora, una torre di avvistamento del XVI secolo, costruita a scopo difensivo e parte del Castello di Monterosso, oggi quasi completamente distrutto.
- Convento dei Cappuccini e Chiesa di S. Francesco. Il convento risale al XVII secolo ed è utilizzato come struttura di accoglienza. In passato, venne adibito anche ad ospitare i malati di colera durante la costruzione della ferrovia Genova-La Spezia, inaugurata alla fine dell’800. La Chiesa di S. Francesco, situata accanto al convento, è un edificio semplice a singola navata, all’interno della quale è custodita, fra le altre, una tela raffigurante la Crocifissione, attribuita storicamente a Van Dyck (ma in realtà l’autore è anonimo). Nelle vicinanze, si trova anche una statua in bronzo di S. Francesco. Segnalo che, per arrivare al convento, è necessario affrontare una breve ma ripida scalinata, in cima alla quale si può apprezzare un’ottima vista panoramica.
- Villa di Eugenio Montale, che fu di proprietà del grande poeta italiano, a cui Monterosso fu di ispirazione per alcune sue bellissime poesie.
- Statua del Gigante, situata a Punta Mesco e risalente agli inizi del ‘900. La statua ritrae Nettuno ed è ricavata sulla roccia. Purtroppo, nel corso degli anni è stata danneggiata da eventi di vario genere.
Rispetto agli altri borghi delle Cinque Terre, Monterosso è anche quello che possiede l’unica spiaggia sufficientemente degna di tale nome, ovvero la Spiaggia di Fegina, per cui investiamo il tempo rimasto al termine della passeggiata per rilassarci in riva al mare, prima di riprendere il treno per La Spezia.











Day 2: Vernazza, Corniglia, Manarola
Vernazza
Le aspettative che avevo rispetto a Vernazza erano molto alte, essendo questo borgo da molti considerato come il più suggestivo delle Cinque Terre e addirittura fra i più belli d’Italia. È il giorno di Pasqua, il treno è strapieno di gente, ma non ci facciamo intimorire. Partendo dalla stazione, troviamo una serie di punti di interesse:
- Castello Doria di Vernazza, risalente al XI secolo e costruito a picco sul mare. È possibile visitare la torre di avvistamento gratuitamente per chi possiede la Cinque Terre Card. Per chi non la possiede… Eviterei la spesa di 4€ per vedere poco e niente.
- Chiesa di S. Margherita di Antiochia, risalente al XIII secolo ed edificata sugli scogli della piccola baia. La chiesa si compone di due parti distinguibili, una più moderna e una antica. L’interno è molto interessante per il rivestimento in pietra delle pareti e delle colonne. La chiesa si affaccia direttamente sulla spiaggia, da cui è possibile vedere un bellissimo scorcio del borgo.
- Chiesa di S. Francesco, risalente al ‘600 e dedicata alla cura dei malati. Nell’800, funse anche da ospedale. La salita alla chiesa offre il passaggio dai punti panoramici più suggestivi del borgo.





Corniglia
È all’incirca ora di pranzo quando arriviamo a Corniglia. Come accennato, Corniglia è l’unico borgo delle Cinque Terre a non avere accesso diretto al mare. Una volta arrivati alla stazione, per arrivare in centro ci sono due possibilità. La prima è risalire la Scalinata Lardarina, una scalinata di poco meno di 400 scalini, fortunatamente poco ripida; la seconda, utilizzare la navetta gratuita che fa da spola fra il centro e la stazione e che parte ogni 20 minuti. Da notare che la navetta ha pochi posti, quindi non è detto che si riesca a salire subito, ma è possibile dover fare la fila e attendere quelle successive. Considerando che la scalinata non è troppo impegnativa, suggerisco di valutare in base alla gente in coda.
Noi abbiamo scelto la prima opzione. Arrivati in cima, in pochi passi si arriva nel cuore del borgo, che si sviluppa lungo via Fieschi (via principale del borgo) e ospita diverse attrazioni:
- Chiesa di S. Pietro, risalente al ‘200. L’interno della chiesa è estremamente affascinante e ospita, fra gli altri, una statua di S. Pietro e 4 statue in legno, dedicate a ciascun evangelista.
- La Terrazza, una piccola piazza da cui si ha la vista panoramica probabilmente più suggestiva del borgo.
- Oratorio dei Disciplinati di Santa Caterina, risalente al XVIII secolo. Si tratta di un edificio molto semplice, che merita di essere visitato internamente anche per le tele in esso presenti.
Non distante da Corniglia, si trova anche la spiaggia di Guvano, che alcuni considerano la più bella delle Cinque Terre.





Manarola
L’ultima parte della nostra giornata è dedicata al borgo di Manarola, fra tutti quello che nel complesso mi è piaciuto maggiormente. Fra le attrazioni principali visitabili con una passeggiata fra i vicoli, troviamo:
- Chiesa di S. Lorenzo, risalente al ‘300 e intitolata inizialmente alla Vergine Maria. La chiesa si compone di 3 navate e ospita al suo interno, fra gli altri, un trittico che ritrae la Madonna col Bambino, attribuito al Maestro delle Cinque Terre. Il rosone è invece opera di Matteo e Pietro da Campilio.
- Via Discovolo, via principale del borgo.
- Il Porticciolo, piazza principale del borgo. Fra il Porticciolo e via Discovolo si trova la Marina di Manarola.
- Punta Bonfiglio, da cui si apprezza il punto panoramico più suggestivo di Manarola.



Al termine della giornata, rientriamo a La Spezia, riuscendo ad arrivare per ora di cena.
Day 3: Riomaggiore
Utilizziamo la nostra ultima mezza giornata per visitare Riomaggiore, probabilmente il borgo più ricco di attrazioni di interesse, o almeno quello per la cui visita abbiamo impiegato più tempo. Partendo dalla stazione, troviamo:
- Oratorio dei Disciplinati (o di S. Maria Assunta), risalente al XVI secolo, che ospita al suo interno un trittico posto sull’altare raffigurante la Madonna col Bambino al centro, e i santi Francesco e Giovanni ai lati, e una statua lignea della Vergine col Bambino.
- Chiesa di S. Giovanni Battista, risalente alla metà del ‘300. La chiesa è a tre navate e ospita, fra gli altri, un trittico attribuito al Maestro delle Cinque Terre.
- Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, risalente alla fine del ‘500 e costruito come ringraziamento per la fine della pestilenza che poche decadi prima aveva ucciso quasi la metà della popolazione.
- Castello di Riomaggiore, risalente alla metà del ‘200. È possibile salire sulla torre del castello, al costo di 2€ (la visita alla torre non è inclusa nella Cinque Terre Card).
- Oratorio di S. Antonio Abate, considerato il luogo di culto più antico del borgo e situato nella parte più vecchia di Riomaggiore.
- Porticciolo, da cui parte la scalinata che porta al punto panoramico principale di Riomaggiore.
- Spiaggia di Riomaggiore, una piccola spiaggia raggiungibile facilmente dal Porticciolo.
Da Riomaggiore, abbiamo anche percorso la via dell’Amore, sentiero incluso nella Cinque Terre Card. Senza la card, percorrere la via dell’Amore ha un costo di 15€ che, onestamente, mi sembra davvero un furto legalizzato. Il sentiero, che a mio avviso non è granchè, è percorribile su prenotazione in una ventina di minuti ed è prevalentemente pianeggiante. Arrivati a Manarola, bisogna rientrare in treno a Riomaggiore, il sentiero ha un unico senso di marcia.









Al termine della visita di Riomaggiore, nella quale includiamo anche il pranzo, torniamo direttamente a La Spezia per riprendere la via del ritorno verso la nostra ridente casetta in provincia di Padova.
Conclusioni
Dovendo dare un giudizio onesto sulle Cinque Terre, le descriverei come un luogo certamente degno di una visita, ma nella quale non tornerei una seconda volta. Sicuramente nel mio giudizio incide molto l’aver trovato tantissima gente, cosa che mi aspettavo dato il periodo scelto per la visita, ma fino a un certo punto. I borghi sono sicuramente molto belli, ma in Italia si trovano località a mio avviso più meritevoli, peraltro raggiungibili spendendo molto meno. La Cinque Terre Card ha un costo esagerato nei giorni di fascia rossa, ma ancora più esagerato è chiedere 10€ per 3 minuti di treno o 15€ per la via dell’Amore, per quanto comprenda che conservare la bellezza del paesaggio e delle opere d’arte non sia gratuito (e lo capisco perfettamente). Anche a livello organizzativo, si può assolutamente fare di meglio.
Detto questo, tutti i borghi sono comunque molto belli, nessuno merita di essere tralasciato. Le viste panoramiche migliori, secondo me, sono quella di Manarola e Vernazza.
Alloggiare a La Spezia penso sia stata una buona idea, anche per contenere i costi, e anche la gestione dei tempi è stata ottimale, al netto del fatto che sarebbe stato meglio concentrare tutto in due giorni per spendere meno sulla Cinque Terre Card (ma venendo da Padova, non potevamo fare altrimenti). Per chi riuscisse a concentrare la visita in due giornate piene, suggerisco di dedicare un giorno a Monterosso e Riomaggiore, per le quali serve un po’ più di tempo, e il secondo a Vernazza, Corniglia e Manarola.
