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Filippine: Itinerario completo

“Vorrei con te da solo sempre viaggiare

Scoprire quello che intorno c’è da scoprire

Per raccontarti e poi farmi raccontare

Il senso di un rabbuiarsi o del tuo gioire.

Vorrei tornare nei posti dove son stato

Spiegarti di quanto tutto sia poi diverso

E per farmi da te spiegare cosa è cambiato

E quale sapore nuovo abbia l’Universo”

Vorrei, F. Guccini

Indice

Introduzione

No, non siete su un altro sito, non preoccupatevi! L’incipit di questo diario di viaggio, che ho tratto direttamente da uno dei miei cantautori preferiti, è una dedica a mia moglie, che condivide la mia stessa passione e che è fra le persone che mi hanno maggiormente invogliato a raccontarvi le mie esperienze, e lo faccio in particolare in questo caso perché le Filippine sono state la meta che abbiamo scelto per il nostro viaggio di nozze.

Le Filippine sono state la mia/nostra prima destinazione di viaggio in Asia. Si tratta di un paese che consta di circa 7000 isole, situate poco sopra l’Equatore, per cui la prima parte dell’organizzazione è consistita nell’individuare quelle di maggiore interesse, non potendo, per ovvi motivi, visitarle tutte. In generale, il periodo migliore per un viaggio nelle Filippine corrisponde al nostro inverno, in particolare nei mesi di Febbraio e Marzo, nei quali statisticamente si ha un clima più secco e con precipitazioni meno abbondanti. Tuttavia, trattandosi di uno stato particolarmente disomogeneo in termini di condizioni climatiche, quanto appena detto non è vero per tutte le isole. Il nostro viaggio si è svolto nella seconda metà di Aprile 2024.

Itinerario classico

L’itinerario più classico intrapreso dalla maggior parte delle persone che si recano nelle Filippine include solitamente le isole di Cebu, Bohol, Boracay e la parte nord di Palawan (indicata da diverse classifiche come l’isola più bella del mondo), ovvero El Nido e Coron.

La maggior parte degli itinerari iniziano da Cebu, soprattutto per la presenza di un aeroporto internazionale (CEB), secondo per dimensione solo a quello di Manila (MNL), che rende quest’isola facilmente raggiungibile. L’isola è presa di mira dai turisti soprattutto per la parte sud, in particolare le zone di Oslob, nota principalmente per la possibilità di immersioni con gli squali balena, e Moalboal, in cui è possibile immergersi in mezzo a vagonate di sardine e da cui si può arrivare comodamente alle Kawasan falls, cascate che si contraddistinguono per il colore azzurro intenso dell’acqua. A Bohol sono invece soprattutto rinomate le escursioni alle Chocolate hills, formazioni rocciose che sembrano montagne di cioccolata, e al santuario dei tarsi, piccolissimi mammiferi che vivono solo in pochi paesi nel mondo. Inoltre è molto frequentata la zona di Panglao, in cui sono situate spiagge di sabbia bianca (Alona beach la più nota) e in cui la vita notturna è piuttosto movimentata. Da Bohol è abbastanza semplice arrivare a Siquior tramite traghetto, motivo, fra gli altri, per cui in molti decidono di estendere il loro itinerario per includere quest’isola, in cui si trovano spiagge, cascate e paesaggi generalmente molto apprezzati. Anche Boracay è molto visitata, essendo famosa soprattutto per le sue spiagge di sabbia bianca e fine (non a caso la più conosciuta si chiama White beach), che offrono anche ottime visuali per i tramonti, e facilmente raggiungibile via aereo tramite compagnie locali.

Bene, a questo punto posso confessare di avere scritto tutta questa manfrina per dire che alla fine quasi nessuna delle isole appena sommariamente descritte è stata oggetto del nostro itinerario. Abbiamo scelto di evitare l’immersione con gli squali balena per motivi “etici”, in quanto, secondo praticamente tutte le testimonianze che ho raccolto da chi l’ha fatta, pare che l’ecosistema non sia molto rispettato e curato (agli squali balena pare venga anche dato da mangiare per attirarli). Nella zona sud di Cebu, l’afflusso di turisti rende spesso poco apprezzabile anche la visita alle Kawasan falls, discorso che vale anche per Panglao e Boracay, che, sembra, stiano gradualmente perdendo fascino, diventando località poco preservate. E le spiagge da cartolina certamente non mancano nel resto del paese! Infine, per quanto riguarda le Chocolate hills e il santuario dei tarsi, ci siamo chiesti se valesse davvero la pena dedicare una parte del poco tempo che avevamo a disposizione per queste due attrazioni, e la risposta è stata negativa.

Itinerario in breve

Le isole che abbiamo selezionato dopo un’accurata ricerca, che elenco in ordine cronologico di visita, sono state Malapascua, Palawan (Coron, El Nido e Balabac) e Siargao, quest’ultima considerata da alcuni come l’isola più bella dell’Asia. La scelta di inserire Siargao alla fine dell’itinerario è stata dettata da motivi climatici, in quanto la stagione migliore per visitarla, contrariamente alla maggior parte delle isole (vedi paragrafo introduttivo), inizia a maggio, per cui questo avrebbe dovuto abbassare le probabilità di trovare pioggia. L’itinerario complessivo è riportato nella tabella di seguito:

DayItinerarioNoteNotte
1volo, arrivo a Cebu in tarda serataVolo VCE-CEB, scali a FCO, ABU e MNLCebu City
2transfer per Malapascua, Langob beachMalapascua
3Malapascua, Kalanggaman IslandMalapascua
4Transfer per Cebu/CoronVolo CEB-USU nel primo pomeriggioCoron Town
5Coron, Super Ultimate tourCoron Town
6Coron, Island hoppingCoron Town
7transfer El Nido + Lio beachVolo USU-ENI in mattinataCorong Corong
8El Nido, tour C + DCorong Corong
9El Nido, tour A + BCorong Corong
10El Nido, Nacpan beach + transfer  per Puerto PrincesaPuerto Princesa
11BalabacSicsican Island
12BalabacSicsican Island
13BalabacSicsican Island
14Transfer Balabac – Puerto PrincesaPuerto Princesa
15transfer per SiargaoVolo PPS-IAO (scalo a CEB)General Luna
16Siargao, Island hoppingGeneral Luna
17Siargao, Land tourGeneral Luna
18Transfer MNL, ManilaVolo IAO-MNL in mattinata Volo MNL-VCE in serataAereo
19Rientro in ItaliaRientro a VCE in mattinata

Nota sui documenti di viaggio: Per visitare le Filippine, è necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi, non serve il visto ma bisogna compilare un form online gratuitamente prima della partenza. Al termine del processo, viene rilasciato un codice QR da mostrare all’occorrenza. Tutte le informazioni si trovano sul sito Viaggiare Sicuri.

Itinerario dettagliato

Day 1: Arrivo a Cebu

Il nostro arrivo in terra filippina non è stato propriamente dei migliori. Atterrati a Manila intorno alle 22 locali dopo un lungo viaggio e ritirati i nostri bagagli, ci siamo diretti verso il terminal dei voli domestici per prendere la nostra ultima coincidenza, ma una volta lì abbiamo scoperto che questa, prevista intorno a mezzanotte, era stata cancellata (non avevo avuto alcuna comunicazione via mail o telefono), e che eravamo stati messi su un altro volo che partiva alle 3:45! A quel punto, visto il nostro elevato grado di stanchezza, e soprattutto il viso di mia moglie che sembrava già minacciare il divorzio, ho tirato fuori tutta la mia capacità di problem solving italica, ovvero una serie di supercazzole, con cui sono riuscito a convincere la compagnia aerea a infilarci su un altro volo che era in partenza, sul quale in teoria non eravamo più in tempo per imbarcarci. Devo dire che la gentilezza del personale è stata impagabile! Atterrati a Cebu, siamo quindi poi arrivati in hotel in taxi a goderci il meritato riposo.

Day 2: Transfer per Malapascua e Langob beach

Malapascua è una piccolissima isola che si trova a nord di Cebu, ed è la meta filippina preferita dai sub. Fra le immersioni più quotate c’è quella con gli squali volpe, raramente osservabili con facilità in altri luoghi del pianeta. Noi non abbiamo fatto questa immersione sia per motivi di tempo (siamo stati solo un giorno pieno in pratica), sia perché né io né mia moglie avevamo mai fatto immersioni, e diciamo che iniziare direttamente dagli squali, per quanto la specie suddetta sia pressoché innocua per l’uomo, non ci sembrava esattamente una scelta felice. Il motivo principale per cui abbiamo scelto di andare a Malapascua è invece legato al fatto che è da quest’isola che partono le escursioni per l’isola di Kalanggaman, una delle tante perle delle Filippine. Per completezza, segnalo che Kalanggaman è raggiungibile anche da Palompon, opzione nel nostro caso meno praticabile da inserire fra i vari spostamenti. L’isola è piuttosto autentica, la gente del posto convive con i pochissimi turisti presenti, non ci sono auto, la semplicità regna sovrana e le galline vengono tenute al guinzaglio.

Il nostro transfer per Malapascua inizia dal nostro hotel di Cebu, con un tizio del personale dell’hotel messosi letteralmente in mezzo alla strada per fermare un taxi, che ci ha poi accompagnato nei pressi della stazione nord di Cebu, da cui partono i pullman e i van per il porto di Maya. Dal porto, infine, salpano i traghetti per l’isola. Arrivati alla stazione nord di Cebu ci imbattiamo in un soggetto all’apparenza poco raccomandabile, con la testa avvolta in una maglietta (si vedevano solo gli occhi, come se avesse un passamontagna), che ci fa salire sul suo van fatiscente, condiviso con altre persone, per la modica cifra di 500 PHP a cranio (circa 7€). Dopo circa 4h di viaggio scomodissimo, col tizio di cui sopra che durante il tragitto cercava di abbordare chiunque per riempire il van, arriviamo al porto di Maya, compiliamo la documentazione richiesta all’ufficio turistico, pranziamo con un piatto di riso in bianco raccattato in una bancarella locale per la modica cifra di 10 PHP (equivalente a circa 0,15€) e salpiamo per Malapascua, dove arriviamo in circa 45 min. La barca ci lascia a Logon beach, dalla quale arriviamo in hotel a piedi in circa 10 min con le valigie al seguito, sotto un sole intenso e un tasso di umidità che sembra quello dei bei tempi del Costa Rica, o più banalmente delle Pianura Padana. Tramite il gentilissimo personale dell’hotel, prenotiamo l’escursione a Kalanggaman per il giorno successivo e ci facciamo accompagnare (da due ragazzini in moto, rigorosamente senza casco) a Langob beach, considerata da tutti come la spiaggia più bella di Malapascua. La spiaggia è bella e priva di gente, l’acqua limpida e piena di stelle marine, ma nulla in confronto a quello che ci aspetta nei giorni successivi. Dopo il nostro primo bagno filippino, rientriamo in hotel e ceniamo in un ristorante sulla spiaggia che ci viene consigliato dal personale della struttura.

Day 3: Escursione a Kalanggaman Island

Il nostro unico giorno pieno a Malapascua è dedicato all’escursione a Kalanggaman, uno dei momenti più attesi del viaggio e motivo principale, se non unico, per il quale avevamo scelto di includere Malapascua nel nostro itinerario. Il costo complessivo dell’escursione è di 2500 PHP (circa 40€) a persona, comprensivo di tasse e pranzo. Ci viene a prendere una persona piuttosto attempata che ci accompagna a piedi al porto, sulla barca ci sono una decina di persone oltre a noi. La barca è bella ignorante, le manovre vengono fatte con un lungo bastone da un ragazzino che avrà avuto non più di dodici anni e il motore avviato manualmente da un altro ragazzino che si inserisce fra la strettoia presente fra lo stesso e la parete della cabina che lo contiene. Tutto in sicurezza.

La traversata dura un paio d’ore, il meteo è un po’ incerto, ma ci permette di vedere tutto con la luce del sole. Purtroppo la marea è alta, e questo non ci consente di vedere la lunga lingua di sabbia caratteristica dell’isola. Ciononostante, quello che i nostri occhi vedono varrebbe già il viaggio.

L’escursione dura tutta la giornata, il tempo per godere dell’isola e fare qualche bagno rilassante non manca, i più fortunati riescono a vedere anche qualche razza mentre fanno snorkeling. Il pranzo è a base di riso, carne e pesce (freschissimo), come praticamente tutti i pranzi offerti nelle varie escursioni che abbiamo fatto durante il viaggio.

Terminata l’escursione, rientriamo in hotel e organizziamo, con l’aiuto del personale, il nostro taxi per l’aeroporto di Cebu del giorno successivo dal porto di Maya, alla modica cifra totale di 3500 PHP (circa 60€, per 4h di viaggio), che condividiamo con altre 4 persone conosciute durante l’escursione a Kalanggaman.

Vale la pena sottolineare che il nostro volo era previsto intorno alle 14, ma la prima barca per il porto di Maya parte da Logon beach alle 7, ed è da considerare un tempo di viaggio complessivo di circa 5/6 ore per arrivare in aeroporto, fra tragitto in barca e in auto. Tenete presente questo aspetto prima di prenotare un volo che parte da Cebu, se arrivate direttamente da Malapascua. Noi siamo arrivati in aeroporto intorno alle 12.

Day 4: Transfer per Coron

Ci svegliamo a Malapascua di buon’ora e ci incamminiamo verso Logon beach, accompagnati stavolta dal personale dell’hotel che carica i nostri bagagli su un carretto. Dopo la consueta parte burocratica all’ufficio turistico, ci imbarchiamo per il porto di Maya, dove, una volta arrivati, ci attende il nostro tassista, che per tutto il tragitto sarà semplicemente “my friend”.

Il nostro volo parte puntuale e la vista dall’alto è notevole. Dopo un’oretta e mezza circa atterriamo a Busuanga (USU), aeroporto di riferimento per chi si reca a Coron, e prendiamo un van che in un’ulteriore mezz’ora ci porta a Coron town, dove avevamo preso l’alloggio per essere comodi per le escursioni. A causa del poco tempo a disposizione, dedichiamo il pomeriggio alla visita di Coron town e all’organizzazione, tramite l’hotel, delle escursioni per i giorni successivi. Se avessimo avuto maggiore tempo, ci sarebbe piaciuto andare alle Maquinit hot springs, delle terme con vista panoramica, o fare la salita al monte Tapyas, da cui si può apprezzare la vista della baia di Coron.

Days 5 e 6: Coron – Super Ultimate tour e Island hopping tour

Le escursioni che si possono organizzare in giornata facendo base a Coron sono essenzialmente 2:

  1. Il Super Ultimate tour, ovvero l’escursione tramite la quale è possibile visitare, fra le altre, la Twin Lagoon e Kayangan lake. Esistono diverse escursioni che portano alla Twin Lagoon, ma il Super Ultimate tour è quella più completa.
  2. L’Island hopping, che permette di visitare generalmente 3 isole, fra cui Malcapuya Island e Bulog Dos.

Per quanto riguarda il Super Ultimate tour, le soste previste sono state in totale 8, cosa possibile solo grazie a un’incomprensione con l’agenzia. Normalmente, infatti, le soste sono al massimo 6, da scegliere fra quelle che abbiamo fatto noi, ovvero:

  1. Twin Lagoon
  2. Kayangan Lake
  3. Barracuda lake
  4. Siete Pecados
  5. CYC beach
  6. Banol beach
  7. Coral Gardens
  8. Skeleton Wreck

Personalmente, dovendo togliere qualcosa, eviterei le ultime due dell’elenco.

In merito all’Island hopping, invece, solitamente sono previste 3 soste, di cui 2 avvengono sempre a Malcapuya Island e Bulog Dos, mentre la terza è a scelta fra Banana Island e Ditaytayan Island. Personalmente, fra queste ultime, ho preferito la seconda. Essendo ricorsi a un tour privato, siamo infatti riusciti a visitare 4 isole, anziché 3.

Il dettaglio di queste due giornate, con l’aggiunta di qualche altra preziosa informazione, è descritto nel mio articolo su Coron, a cui vi rimando.

Day 7: Transfer per El Nido e Lio beach

Per arrivare da Coron a El Nido, ci sono essenzialmente tre opzioni:

  1. Il traghetto che parte tutti i giorni intorno a mezzogiorno e impiega circa 4h per la traversata (il transfer può essere fatto anche in senso opposto).
  2. L’Expedition, un tour di più giorni che copre alcune fra le isole più belle situate fra El Nido e Coron.
  3. Un volo interno, che impiega circa 40 min.

Avremmo scelto volentieri la seconda opzione se avessimo avuto più giorni, ma visti i tempi ristretti abbiamo optato per la terza.

Arrivati a destinazione nella prima metà della mattinata, abbiamo deciso di dedicare la giornata a Lio Beach, una delle spiagge visitabili senza ricorrere a tour in barca, e chiudere con il meraviglioso tramonto a Las Cabanas beach, che rimane ad oggi il tramonto più bello a cui abbia mai assistito.

Tramonto a Las Cabanas beach

Days 8 e 9: El Nido – tour C + D e tour A + B

Le escursioni organizzabili in giornata da El Nido sono 4, e con molta fantasia si chiamano A, B, C e D. Il tour A è il più gettonato, ma in generale si vedono luoghi bellissimi in ciascuno dei 4. Ogni tour copre 5 diverse destinazioni, ed esistono anche tour che combinano attrazioni di tour diversi (sempre 5 destinazioni in  totale). Noi abbiamo deciso di fare il tour combinato C+D il primo giorno e il tour A+B il secondo.

Le soste del tour C + D sono state le seguenti:

  1. Small Lagoon
  2. Helicopter Island
  3. Pansandigan Cove
  4. Hidden beach
  5. Matinloc Island

Le soste del tour A + B sono state invece:

  1. Big Lagoon
  2. Entalula beach
  3. Shimizu Island
  4. Secret Lagoon
  5. Seven Commando beach

Siamo anche passati velocemente da Payong Payong beach, destinazione normalmente inclusa nel tour A. Avevamo avuto la possibilità di sostituire Secret Lagoon con Snake Island, ma i nostri compagni di viaggio hanno optato a maggioranza per Secret Lagoon (noi facevamo parte della minoranza). Col senno del poi, eravamo tutti d’accordo che sarebbe stato meglio visitare Snake Island.

Il dettaglio delle giornate è descritto nel mio articolo ad hoc su El Nido.

Day 10: Nacpan beach e transfer per Puerto Princesa

Nacpan beach è un’altra delle spiagge di El Nido visitabili senza ricorre ad escursioni in barca. Per arrivare fino a lì in tuk-tuk, da El Nido town o da Corong Corong (dove alloggiavamo noi), si impiegano circa 50 minuti (one way). Questa spiaggia è generalmente considerata come la più bella di El Nido.

Rientrati in hotel, ripartiamo direttamente per Puerto Princesa, che raggiungiamo in circa 5 ore in van condiviso, organizzato tramite il nostro hotel, arrivando a destinazione in serata.

Days 11-13: Balabac

Balabac è stata la parte più bella e indimenticabile del viaggio. Si tratta di un arcipelago piuttosto remoto e lontano (almeno per ora) dal turismo di massa, situato all’estremo sud di Palawan. Per raggiungere le isole di Balabac, è necessario affidarsi ad un’agenzia locale, che provvede a tutto l’occorrente. I tour iniziano e terminano a Puerto Princesa, nel costo sono compresi anche pick up e drop off. Da tenere in conto che le sistemazioni sono molto spartane e che arrivare a destinazione richiede un bel po’ di tempo.

I tour possono essere generalmente di 4D3N oppure 3D2N, noi abbiamo scelto il più completo. L’attrazione principale è sicuramente Onuk Island, ad oggi il posto di mare che mi ha maggiormente emozionato, al pari solo della laguna di Aitutaki, nelle Isole Cook. Fra le altre destinazioni da non perdere, menziono senza dubbio Starfish sandbar, Mansalangan sandbar, Patawan Island e Manta sandbar.

Trovate tutte le informazioni dettagliate sull’organizzazione del tour nel mio articolo specifico su Balabac.

Day 14: Transfer per Puerto Princesa

Il quarto giorno del pacchetto di Balabac è dedicato in realtà unicamente al transfer verso Puerto Princesa, in cui arriviamo nel pomeriggio. Approfittiamo del fatto che c’è poco da vedere per prendere qualche souvenir da portare a casa e rilassarci con un frullato di mango. Passiamo la notte nello stesso bnb dell’andata, che ci aveva gentilmente conservato le valigie più grandi.

Day 15: Transfer per Siargao

Per arrivare da Puerto Princesa a Siargao non abbiamo trovato voli diretti, ma abbiamo dovuto optare per un volo con scalo a Cebu (CEB). Scalo programmato piuttosto rischioso, essendo solo di circa un’ora e mezza, in cui peraltro era necessario prendere e reimbarcare i bagagli, quindi un piccolo ritardo avrebbe potuto far saltare la coincidenza per Siargao. Di conseguenza, potete immaginare la nostra gioia una volta venuti a conoscenza del fatto che il volo da Puerto Princesa (PPS) a Cebu  fosse in ritardo di un’ora! Con qualche magheggio, che non vi racconto nei dettagli, siamo tuttavia riusciti ad arrivare a destinazione secondo quanto programmato.

Sbarcati a Siargao (IAO), arriviamo nella zona di General Luna in van (transfer organizzato tramite il nostro bnb), dove avevamo preso alloggio. Sono già ore serali, quindi l’unica cosa che possiamo fare è goderci il tramonto dalla spiaggia di General Luna.

Tramonto a General Luna

Days 16 e 17: Siargao

Siargao è una meta rinomata principalmente fra i surfisti, specialmente per la zona di Cloud 9, a sud-est dell’isola. Noi però non siamo surfisti, quindi abbiamo usato le nostre due giornate piene a disposizione per altrettante escursioni, ovvero:

  1. Island hopping fra le isole a sud di General Luna, ovvero Naked Island, Daku Island e Guyam Island.
  2. Land Tour, un pacchetto che prevede Sugba lagoon, Secret beach, Palm Tree view point, Maasin River e Magpupunko pools.

Il dettaglio delle giornate è descritto nel mio articolo su Siargao.  

Day 18: Manila e rientro

Il nostro volo internazionale di rientro è previsto in serata da Manila (MNL), dove arriviamo con un volo domestico in mattinata. Avendo di conseguenza un po’ di tempo a disposizione, decidiamo di approfittarne per visitare la città, focalizzandoci su quella che in molti indicano come la sua parte migliore, ovvero la zona di Intramuros. Non avevamo aspettative altissime, e devo dire che facevamo bene, ma almeno possiamo dire di aver visto qualcosa della capitale.

Dopo aver lasciato i bagagli in aeroporto, raggiungiamo il quartiere con un taxi che prenotiamo tramite App suggeritaci da gente del posto, che ci avvisano anche di stare attenti ai tassisti che si presentano fuori dall’aeroporto per proporre un passaggio (tramite App costa infatti un quarto di quanto propongono loro). C’è un bel sole, talmente bello che però fa un caldo bestia, che non ci permette lunghe passeggiate. Ritorniamo infine in aeroporto, sempre in taxi prenotato con la stessa App di cui sopra, e ripartiamo a malincuore per l’Italia, arrivando a destinazione il giorno successivo.

Intramuros

Conclusioni

Dovendo mettere in ordine di preferenza le località che abbiamo visitato, sia io che mia moglie siamo concordi (e non solo perché, come in tutte le coppie che funzionano, mia moglie ha sempre ragione!) nel proporre la seguente “classifica”:

  1. Balabac. Davvero il paradiso in terra, lontanissimo dal turismo di massa, spiagge da sogno, ancora prima che da cartolina. Se Palawan è considerata l’isola più bella del mondo da diverse classifiche, ho trovato il motivo lì. Onuk Island in particolare è fra le cose più belle concepite dall’Onnipotente. Tuttavia non una meta per tutti, in quanto necessita di buone capacità di adattamento per le sistemazioni estremamente spartane e per le svariate ore di viaggio, che comunque sono ampiamente ripagate.
  2. Coron. La Twin lagoon, Kayangan lake e tutte le spiagge sono dei capolavori della natura, ogni angolo più bello dell’altro.
  3. Siargao, che preferisco a El Nido e Malapascua perché si tratta di una località un po’ diversa dalle altre e più eterogenea, che definirei adatta a un turismo selezionato.
  4. El Nido. Posto magnifico, ma per alcuni versi ci è sembrata una brutta copia, per quanto comunque bellissima, di Coron. Vince però la medaglia d’oro di sempre per i tramonti.
  5. Malapascua. Kalanggaman un gioiello, ma nelle Filippine si trovano tante località altrettanto meritevoli. Primo posto per autenticità.
  6. Manila. Obiettivamente nulla di imperdibile, da inserire nell’itinerario solo in caso di un lungo scalo (come nel nostro caso), ma da non perderci ulteriore tempo.

Una cosa che sicuramente colpisce è la semplicità delle persone, che vivono in condizioni di generale povertà, ma di grande dignità (nessuno ci ha mai chiesto elemosine ad esempio, né abbiamo subito tentativi di fregature). Abbiamo sempre trovato grande disponibilità e gentilezza e non ci siamo mai minimamente sentiti in pericolo.

In generale si tratta di un viaggio abbastanza low cost, abbiamo cenato in normali ristoranti anche con 5€ a testa, dormito con una media di 20€ a persona (ma solo perché ci siamo trattati sufficientemente bene, altrimenti sarebbe costato anche meno), e anche il rapporto qualità/prezzo delle escursioni è sicuramente alto. Abbiamo volato da Venezia e avevamo poca flessibilità nelle date, cosa che ha pesato sul prezzo del biglietto, ma partendo ad esempio da Roma si trovavano voli intorno a 500€ a/r nel periodo scelto da noi.

Dal punto di vista artistico e culturale non è una meta imperdibile, ma la natura regala davvero spettacoli incredibili e unici.

Se avessimo avuto più tempo, avremmo inserito sicuramente l’Expedition fra Coron ed El Nido (3D2N) e/o avremmo aggiunto Camiguin, isola che fra tutte quelle non visitate mi sembrava più interessante e che non avrebbe comportato un numero considerevole di giorni da investire. Col senno del poi, a parità di tempo, sostituirei probabilmente uno fra questi due pacchetti a Malapascua, visitata essenzialmente per poter raggiungere Kalanggaman, isola che per quanto stupenda non ci è sembrata avere il quid rispetto a quanto visto altrove nelle Filippine.

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